l viaggio nel cinema non è solo spostamento geografico: è scoperta di sé, confronto con il diverso, trasformazione interiore. Quando a dirigere sono donne, spesso emerge uno sguardo più sfumato, intimo, sensibile alla memoria, al paesaggio interiore oltre che quello esterno. Ecco come alcune registe contemporanee costruiscono storie di viaggio — reale o interiore — con uno sguardo femminile, suggerendo film e documentari per lettrici curiose e viaggiatrici.
Alice Rohrwacher: radici, paesaggi e tempo sospeso
Alice Rohrwacher è forse una delle registe italiane più interessanti quando si tratta di “viaggio” in senso non banale. Nei suoi film, come Happy as Lazzaro o Corpo Celeste, il viaggio non è solo spostamento fisico ma anche attraversamento del tempo, della memoria, delle tradizioni. Come lei stessa dice, il suo cinema cerca luoghi che parlano con la natura, con la storia e con ciò che è stato dimenticato.
In La Chimera (2023-2024), Rohrwacher intreccia una sorta di viaggio archeologico: scoperta di tombe antiche, oggetti antichi, memoria del passato che emerge nella vita contemporanea. Anche se non è un road-movie nel senso classico, è un viaggio dentro le radici, dentro ciò che è culturale e personale.
Céline Sciamma & altri sguardi femminili
Céline Sciamma è un’altra regista che lavora molto sul rapporto tra interiorità e paesaggio — anche se non sempre nel viaggio fisico. Petite Maman è un esempio: il viaggio nel bosco vicino alla casa d’infanzia diventa un portale verso tempo e memoria, verso relazioni affettive con la propria storia.
Altre registe da tenere d’occhio: quelle del documentario che esplorano donne che partono, che cambiano vita, che attraversano culture. Un esempio recente è Driving with Selvi di Elisa Paloschi, che segue il percorso di Selvi, la prima donna tassista del sud dell’India, nel suo viaggio di emancipazione, in un ambiente che trasforma il suo ruolo sociale
Film / Documentari consigliati
Ecco alcuni titoli che mi sento di suggerire, per chi ama viaggiare col cinema, per scoprire, riflettere, sentirsi meno sola:
Driving with Selvi (Elisa Paloschi) — per chi vuole vedere come il viaggio, anche all’interno della propria comunità, possa essere trasformazione.
The Documentary Journey of Madame Anita Conti (2024) — corto/documentario francese che segue Anita Conti, oceanografa pioniera, in un viaggio tra mare, scienza e immagini.
Viajeras – The Documentary Road Series di Lorena Martin — serie in cui donne viaggiano lontano, spesso da sole, raccontando liberazione, identità, paure e desideri. Uno sguardo variegato che unisce paesaggi, storie personali, contesti culturali.
Per chi ama fiction toccanti ma che evocano viaggi interiori: Petite Maman di Sciamma; anche La Chimera di Rohrwacher, per chi accetta che il viaggio sia anche metafora (archeologia, memoria, il paesaggio come depositario di segreti).
Questi i film di argomento simile usciti nel 2025.
Women & the Wind (2025)
Un documentario che segue tre donne che attraversano l’Atlantico del Nord su un catamarano senza motore: un viaggio dove natura, femminilità, fragilità e resistenza si intrecciano. Il viaggio diventa metafora e spazio fisico di trasformazione interiore.
Il film è stato distribuito con modalità “community screenings” e on demand in certi paesi, quindi vale controllare le proiezioni locali.
Girls & Gods (2025)
Documentario austriaco diretto da Arash T. Riahi e Verena Soltiz, incentrato sull’attivista ucraina Inna Shevchenko (movimento FEMEN). Attraverso viaggi, incontri e riflessioni, il film indaga il femminismo, la fede, la religione e come donne di contesti diversi vivono l’esperienza del corpo e dell’identità.
Sirens Call (2025)
Opera ibrida tra documentario, road movie e mito, diretta da Miri Ian Gossing e Lina Sieckmann. Racconta il viaggio di Una, “sirena nomade” che attraversa terre disperse, alla ricerca di identità e appartenenza. Un film che sfida i generi e fonde mito, corpo e migrazione. È un titolo interessante perché unisce elementi simbolici (la sirena) con il viaggio reale e interiore, che corrisponde bene al concetto di “viaggio femminile” oltre i confini convenzionali.
Cutting Through Rocks (2025)
Documentario diretto da Sara Khaki e Mohammadreza Eyni. Racconta la storia di Sara Shahverdi, la prima donna consigliera eletta in un villaggio rurale dell’Iran. Il film esplora come, in un contesto patriarcale e resistente al cambiamento, Sara rompe tabù, insegna alle ragazze a guidare moto, sfida le tradizioni e si confronta con il potere sociale. Anche se non è un “film di viaggio” in senso classico, il percorso della protagonista è un viaggio sociale, politico ed esistenziale — un tema che si può inserire nella riflessione su come la regista, insieme alle protagoniste, attraversa territori difficili.
Put Your Soul on Your Hand and Walk (2025)
Documentario di Sepideh Farsi che racconta la vita a Gaza attraverso videochiamate con una giovane donna palestinese, alternando immagini documentarie e narrazione intima. Non è un viaggio fisico proprio, ma il mezzo—la videochiamata—diventa strumento di attraversamento spaziale e temporale, portando il concetto di “spostamento” verso il virtuale. È un titolo che apre al concetto che non tutti i viaggi sono “in movimento”: il corpo può essere lontano, eppure il dialogo e l’immagine possono costruire un ponte.
Brides (2025)
Drama diretto da Nadia Fall: due adolescenti, vittime di discriminazione islamofoba nel Regno Unito, decidono di fuggire verso la Siria, affrontando un viaggio pericoloso e incerto per cercare libertà. È un film di confine e scelta, dove il viaggio è un atto radicale di autodeterminazione. L’elemento del viaggio in Brides è molto forte, perché le protagoniste partono in ricerca di un ideale o di un rifugio — una dinamica che si lega al desiderio femminile di costruire proprie rotte.
Perché queste storie contano
Raccontano identità complesse: donne che non sono solo “eroine”, ma persone con paure, speranze, storie multiple.
Offrono modelli di viaggio non stereotipati: non sempre luce dorata, non sempre scoperta turistica, spesso la fatica, la distanza, la nostalgia. Aiutano a riflettere su cosa significa viaggiare da donna: la solitudine, la libertà, la vulnerabilità, ma anche la bellezza di sentirsi agenti della propria storia.
