Ad Anversa ero stata anni fa, durante un viaggio di amiche a Bruxelles. Grande città portuale della Lega Anseatica, importantissima nel secolo 16mo, Anversa, sul fiume Shelda, è anche una città molto nordica, e molto ventosa. Il cielo è spesso color lanugine e tira un vento gelido che fa sembrare il Mare del Nord più vicino degli 88 km da cui dista.
Quel giorno faceva freddo, veramente freddo. Tanto che ci siamo rifugiate nel primo negozio trovato, guarda caso di abbigliamento, e non siamo più uscite da lì fino al momento di prendere il treno per tornare a Bruxelles. Insomma, mi era rimasta la voglia di vederla e dato che tra Bruges e Ghent avevo già fatto un giretto nelle Fiandre volevo completare l’opera.
Quindi ho accolto l’idea dell’inaugurazione della mostra di Ensor con entusiasmo, sono salita sull’Eurostar e in poche ore ero là. In treno. Da Londra (chi ha deciso di costruire il tunnel sotto la manica dovrebbe essere fatto beato).
La stazione di Anversa, del 1905 in stile art nouveau, è forse la più bella d’Europa e qui mi sbilancio senza tema di smentite. Anzi, scopro che è considerata la più bella del mondo. È stata progettata da un signore il cui nome non ci dice assolutamente niente, Louis Delacenserie. Insomma, nemo profeta in patria, visto che non è riuscito a diventare famoso nemmeno con quel capolavoro.
