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Valencia, paella, luce e un signore chiamato Calatrava

Non ordinatela per cena: gli spagnoli non lo farebbero mai. La paella si mangia rigorosamente a pranzo (e intorno alle 15), deve essere preparata con riso della qualità bomba (mai sentito? perchè noi usiamo l’arborio e il carnaroli, ma il bomba è quello che ci vuole per la paella) e non deve essere girata con un mestolo mentre cuoce, ma solo ‘agitata’ dentro la sua paellera.
Dove ho imparato tutto questo? A Valencia, la città in cui la paella nasce e in cui a assaggiata. Certo, la puoi assaggiare – e buona – anche altrove, ma vuoi mettere il sapore di una pastiera napoletana a Napoli e di un risotto allo zafferano a Milano?
Ecco, lo stesso vale per la paella, da provare in uno dei tanti ristoranti che la fanno da decenni, sempre uguale.

 

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La Cattedrale di Valencia

Ora, sembra che dobbiamo pensare solo a mangiare. Non è cosí, naturalmente, ma se parliamo di Valencia è ovvio che iniziamo da quello per cui è famosa. Per la verità, per quanto ami il cibo, a Valencia mi ha colpito altro: la luce, bianchissima, che si riflette sulle superfici ondulate di vetro e acciaio degli edifici di Santiago Calatrava, l’architetto che ha decisamente cambiato il volto a questa città e che ha sperimentato a suo piacimenti non  forme e materiali. Il risultato, sorprendente, è la Ciutat de les Arts i les Ciencies, una specie di cittadella della cultura, comprendente un’opera house, un museo della scienza e il suo capolavoro, l’Oceanogràfic, uno spazio polivalente dedicato al mare. Ma anche il suo casco antiguo, fatto di viuzze strette e tortuose, la Cattedrale gotica, il Mercato Centrale, la Lotja, il vecchio mercato della seta dichiarato patrimonio dell’Unesco.

Il mare ‘dentro’ e il mare ‘fuori’. Valencia ha tutto.

Se al mare ‘dentro’ un acquario-museo, per quanto bello sia, preferisci il mare ‘fuori’, bè qui hai l’imbarazzo della scelta: Valencia ha 20 chilometri di spiagge, da godere quasi tutto l’anno (la temperatura è sempre mite, con una media di 18 gradi).

E le raggiungi in bicicletta, grazie a 120 chilometri di piste ciclabili. Certo, una volta che sei atterrata: ma anche questo è facile, perché Valencia è ottimamente collegata con voli diretti dall’Italia. Altre info?

 
 

 

 







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