Ci ho provato, sul serio lo giuro, ma non mi basta. Certo, direte voi, sei una boomer, alla tua età non si può cambiare testa da un giorno all’altro. Eppure negli ultimi viaggi fatti per lavoro, in famiglia o con amiche, ho provato a usare l’Intelligenza artificiale come guida turistica. E per alcune cose è anche andata benino… oddio proprio intelligente no, magari la definirei più ‘non ci arriva ma si applica’, ma qualche suggerimento me l’ha dato. Epperò alla fine una vecchia cara guida cartacea, due-tre siti specializzati come questo su cui sto scrivendo e il consiglio di chi ‘già c’è stato’ restano inarrivabili.

Da New Orleans a Dublino sull’onda di un chatbot

Ma partiamo dall’inizio. Le prove le ho fatte con New Orleans, Florida Keys, Berlino e Dublino. Quattro classici, nulla di particolarmente difficile, alcune mete a me già note. E ho scoperto che oltre ai chatbot più diffusi, a cui si può chiedere ‘organizzami un itinerario di 5 giorni a…’, ne esistono anche di specializzati in turismo. Dunque, veleggiando tra più account, si può chiedere all’Ia di definire un viaggio di uno o più giorni, in base al budget, agli interessi e al formato di partenza (famiglia, coppia, amici, single). I consigli, nel caso dei miei viaggi, si sono rivelati giusti; banalotti magari ma non fuorvianti, con il grosso limite però di un approccio troppo da turismo di massa.

Ma alla fine tocca sempre fare tutto a me…

Spulciando tra le recensioni dei diversi account specializzati in turismo, però, ho notato che molti utenti hanno lamentato problemi di scarso aggiornamento su orari, date di apertura, prezzi di voli, hotel e ristoranti. Insomma, alla fine la cara vecchia telefonata o quantomeno un controllino finale sui siti web delle mete scelte, vettori, alberghi o locali, va fatto comunque. E anche gli account più futuristici, quelli collegati ai motori di ricerca specializzati, lasciano comunque al viaggiatore l’incombenza di prenotare, litigare con il check-in online, fare i visti. Insomma, l’itinerario questa benedetta Ia lo disegna pure, ma la parte più noiosa resta comunque in capo a noi globetrotter.

E se non c’è nemmeno il wi-fi?

Restano poi tre limiti di fondo, due pratici, ed uno filosofico. In primo luogo, se il cellulare si scarica a metà giornata o non avete il collegamento wifi, l’Intelligenza artificiale vi lascia a piedi. Poi sulle realtà più piccole e remote l’Ia non ha ancora informazioni e dovrete comunque ricorrere a guide cartacee e web. Infine, sul lungo periodo: finora l’Ia si ‘nutre’ di guide, siti, blog di viaggiatori, ma se questi saranno fagocitati dal ‘mostro’, alla fine chi nutrirà il ‘mostro’? La pubblicità delle mete turistiche? E quanto sarà affidabile e imparziale?

La migliore Key lime pie della mia vita

Dunque il mio suggerimento è provate a organizzare un viaggio chiedendo lumi a un chatbot, non dico di no, ma non dimenticate mai a casa la guida a cui siete più affezionate, i suggerimenti del nostro sito e qualche consiglio di chi c’è già stato. 

Ps. Per la cronaca: la Key lime pie più buona della mia vita, durante il viaggio alle Keys, me l’ha consigliata il proprietario di un piccolo e delizioso hotel. Non so quanto il gentile signore fosse intelligente ma di certo non era artificiale, ed è stato straordinariamente utile e cortese.