Trieste

Guida di Trieste, l’eleganza della Mitteleuropa

Se ne parla tanto ma pochi l’hanno visitata. E pochissimi la conoscono davvero. Trieste, chiusa nell’ultimo angolino d’Italia, stretta tra il mare e i calcari del Carso, è una città famosa soprattutto per i suoi stereotipi. Le tradizioni mitteleuropee, la Bora, gli anziani, la letteratura.
Per fortuna c’è dell’altro. Il mare, l’ultimo lembo dell’Adriatico. Lo stesso delle decantate isole della Dalmazia. I musei. Tanti e per tutti i gusti. I caffè, oasi di tranquillità dove dedicarsi all’arte della ‘ciacola’. Un’enogastronomia tutta da scoprire. E poi il Carso. Un altipiano a due passi dalla città da cui nascono vini, mieli, formaggi e oli pregiatissimi.
Certo per raggiungere Trieste bisogna arrivarci apposta. Ma ne vale davvero la pena.

di Anna Pugliese

Arrivare

Da Milano sono circa 400 chilometri ma tutti in autostrada. E dopo la barriera di Mestre, dove le file sono la regola, si viaggia davvero tranquilli. Attenzione solo ai week end di luglio e agosto, quando il flusso di vacanzieri che punta verso le coste slovene e croate è imponente e le autostrade del nord est sono piuttosto intasate.
Chi arriva da più lontano può approfittare dell’aereo. L’aeroporto di Ronchi dei Legionari dista poco più di 30 chilometri dal centro cittadino ed è collegato da un efficiente servizio di pullman. Alitalia propone regolari voli di linea tra Trieste, Roma, Milano e Napoli.  Si può scegliere di arrivare a Trieste anche in treno: ci sono dei buoni collegamenti con Eurostar sia con Milano che con Roma. E la stazione è a due passi dal centro cittadino.

Muoversi

Per girare il centro l’automobile è superflua e i parcheggi spesso sono merce rara. E’ meglio fare quattro passi a piedi o prendere i bus. Anche per una gita in Carso si può dimenticare l’automobile. Tram e autobus sono davvero efficienti. Chi ama girare in bici si rassegni: a Trieste ci sono troppe salite. E poco rispetto per chi viaggia a pedali.

Dormire

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Mangiare

La cucina triestina è un curioso mix di sapori latini, slavi e tedeschi. Le memorie mitteleuropee sono ancora fortissime. Forse il gusto degli gnocchi con gli susini, dove il sapore delle patate si mescola alla dolcezza delle prugne, o della jota, la minestra di crauti, fagioli e patate, può sorprendere. Di certo non lascia indifferenti.

Scabar
Erta Sant’Anna 63
tel 040 810368
E’ uno dei locali di punta della provincia, segnalato da autorevoli guide (Michelin e Gambero Rosso). In cucina c’è Ami Scabar, che propone un mix di suggestioni mitteleuropee, mare, Carso e aromi mediterranei, seguendo il ritmo delle stagioni. Saltate il pranzo e provate il sostanzioso menù degustazione (da 50 euro), non ve ne pentirete. Vengono spesso ospitate iniziative di Slow Food.

Locanda Gaudemus
Sistiana 57
tel 040 299255
E’ il ristorante emergente dell’area triestina, quello più creativo, dove si osano accostamenti che sulla carta possono sembrare bizzarri ma che spesso sono davvero azzeccati. I sapori della tradizione, quindi, vengono rivisti e reinterpretati. I prezzi sono abbastanza alti, ma ne vale la pena.

La Lampara
Santa Croce 114
tel 040 220352
E’ il posto giusto per gustare il pesce dell’alto Adriatico. La famiglia Tenze, che gestisce il locale, ha sempre pescato. Conosce quindi al meglio il pesce della zona e lo sa proporre nelle ricette più classiche, senza disdegnare qualche creativa novità.

Valeria
Strada per Vienna 52
tel 040 211204
Si gustano i piatti della tradizione carsolina: i bleki, una sorta di maltagliati, con le verze, lo strudel di spinaci e ricotta, i chifeletti, mezzelune di patate, il pollo fritto, lo stinco di vitello, gli strudel di mele

Agriturismo Gruden Zbogar
Samatorza 47
tel 040 229191
Qui si producono i migliori formaggi caprini della zona. Da provare, quindi, anche a tavola, magari accompagnati dagli gnocchi di pane o di patate e dalle tradizionali palacinche, le crepês ripiene di noci. D’estate è disponibile un ampio giardino. E’ c’è tanto spazio per i bambini.

Zuca Baruca
via Cisternone 21
tel 040 417618
Ambiente giovane, piuttosto modaiolo, e piatti originali. Sono queste le caratteristiche di Zuca Baruca, un localino davvero sfizioso, dove gustare primi piatti impensabili ma piacevolissimi, dolci irresistibili e antipastini “uno tira l’altro”.

Filoxenia
via Mazzini 3
tel 040 3481644
La numerosa comunità greca triestina, una presenza storica per la città, gestisce questo ristorante dove si gustano i piatti tradizionali ellenici. Frequentatissimo dai greci di passaggio a Trieste. A garanzia della qualità dei piatti.

Buffet da Pepi
via Cassa di Risparmio 3
tel 040 366858
E’ il più tradizionale, e frequentato, tra i buffet a caldaia, i “ristorantini”, ma la definizione non è corretta, dove gustare solo maiale: salsicce, testina, pancetta, prosciutto cotto in crosta (di pane), zampetti. Come contorno crauti e insalata russa. Sempre affollatissimo, si mangia in piedi o si sgomita per accaparrarsi uno dei pochi tavolini. Da provare: è uno dei “must” triestini. Se sei sola, tranquilla. I pranzi “singoli”, qui, sono la regola.

Da vedere

Piazza dell’Unità d’Italia è la piazza per eccellenza per i triestini, un vero e proprio gioiello nel cuore della città, oggi più che mai restituita ai fasti di un tempo grazie agli interventi di restauro terminati un paio di anni fa.
La piazza su tre lati è circondata dal Palazzo Comunale, con i famosi “Micheze e Jacheze” , le due statue in bronzo che battono le ore sulla torre dell’orologio, dal Palazzo del Governo, con i suoi splendidi mosaici dorati, e il Palazzo della Regione, tutti di impronta neoclassica. L’ultimo lato è riservato al mare: nelle giornate limpide lo sguardo può arrivare sino all’arco alpino.

Da piazza dell’Unità si punta verso il centro storico cittadino. Tra viuzze e piccole corti, che spesso ospitano laboratori artigianali, si sale verso il colle di San Giusto, il patrono della città.
Qui si possono ammirare il Castello (1470-1471), nato non con funzioni belliche ma come caserma, sede dei Capitani austriaci fino al Settecento. A fianco del castello si può ammirare la Basilica, con il suo imponente rosone e il prezioso fonte battesimale. Lungo la via dalla Cattedrale, poi, si trovano l’Orto Lapidario, che conserva reperti antichi, e il Civico Museo di Storia ed Arte.

Poi le chiese. Quella di San Spiridione, serbo ortodossa, ricca di ori, il tempio israelitico, ispirato alle rovine di Baalbek, l’antica chiesa di San Nicolò, dei greci ortodossi, con due campanili, e la chiesa evangelica, un imponente edificio gotico del diciannovesimo secolo. Da non perdere anche il piccolo monastero benedettino di San Cipriano, che conserva dipinti e sculture di pregio, eseguiti fra Tre e Cinquecento, ed oggetti d’argenteria che costituivano il corredo dell’annessa chiesa. Il monastero è sede di uno dei pochi conventi di suore di clausura ancora esistenti in Italia.

Infine gli splendidi palazzi neoclassici delle Rive. Palazzo Gopcevich, progettato dall’architetto Berlam nel 1850, affacciato sul Canal Grande, e Palazzo Carciotti, progettato dall’architetto Pertsch nel 1802, erano entrambi lussuose dimore di ricchi commercianti. Alza gli occhi al cielo anche per ammirare il Palazzo del Lloyd Triestino dell’architetto Ferstel, che ospitò la più antica compagnia di navigazione italiana, Palazzo Pitteri, l’unico risalente al Settecento, la Borsa Vecchia, ora sede della Camera di Commercio, con il monumentale pronao in puro stile neoclassico, e il Tergesteo, una costruzione ottocentesca ideata come centro d’affari e dotata di una galleria in vetro e metallo che oggi ospita eleganti negozi.

Appuntamenti

Si inizia nel segno del cinema, con il Trieste Film Festival (www.alpeadriacinema.it) , in programma a cavallo tra la terza e la quarta settimana di gennaio. Vengono proposti circa 180 film provenienti dai paesi di Alpe Adria, quindi dal centro- est Europa, e poi incontri, performance, mostre e eventi. Quest’anno si passa dall’ultimo film di Emir Kosturica alle “fantasmagorie” di Juraj Jakubisko. E poi gli omaggi a Kosakovskij e Hermann, una sezione speciale sul cinema russo alla fine dagli anni Sessanta e i lungometraggi proposti da Fabrica, lo spazio creativo voluto dalla Benetton.

La seconda domenica di maggio, invece, è tempo di Bavisela, oggi chiamata Trieste Marathon, la corsa non competitiva, di dieci chilometri circa, che permette di vivere la città senza automobili. Puoi partecipare anche se non ami correre: sul percorso, che si snoda dal Castello di Miramare a Barcola, per passare poi al Porto Vecchio e concludersi sulle Rive, ci sono tutti, dai grandi ai piccini, dagli atleti a chi non ha mai fatto sport. Una grande festa, insomma. Il di più sono la maratona e la mezza maratona, con i grandi della specialità (e se partecipi alla non competitiva li vedi correre al tuo fianco) e una settimana, quella precedente alla domenica delle gare, dedicata ad eventi sportivi di tutti i tipi, alla musica, ai mercatini. Per vivere totalmente la città.

La prima settimana di luglio Trieste si riempie di registi, famosi e meno noti, per Maremetraggio, un festival internazionale di cortometraggi, dove le novità e l’avanguardia sono di casa . Per una settimana le occasioni di vedere del grande cinema (anche se breve) sono davvero tante.

Tra luglio e agosto Trieste ritorna alle origini, austroungariche, e si dà all’operetta. Il teatro Giuseppe Verdi (una riproduzione in miniatura della Scala), e Sala Tripcovich ospitano i più famosi e grandi interpreti internazionali dell’operetta, virtuosi del canto capaci di recitare e allo stesso tempo di ballare. Uno spettacolo da vedere. Puoi scaricare il programma della manifestazione (da giugno ad agosto) sul sito.

La seconda domenica di ottobre è tempo di Barcolana, la regata velica più affollata del Mediterraneo. Il golfo di Trieste si riempie di vele. Uno spettacolo da non perdere. Soprattutto se la Bora ci mette lo zampino e le barche filano come il vento. Per tutta la settimana precedente alla gara, poi, si susseguono regate veliche di ogni tipo (da quelle dedicate ai bambini alla gara per le barche d’epoca), concerti, mercatini e una fiera dedicata alla nautica. Se vuoi partecipare dal vivo all’evento sul sito www.barcolana.it puoi trovare un “passaggio” in barca.

L’ultima settimana di ottobre e le prime due di novembre sono il periodo migliore per gustare i “Sapori del Carso”. Una ventina di ristoranti dell’altipiano, infatti, propongono menù antichi, o con gli ingredienti della tradizione, a prezzi scontati. Si possono scaricare gli indirizzi dei ristoranti aderenti al sito www.triesteturismo.net.

La terza settimana di novembre è tempo di Scienceplusfiction, con film e cortometraggi di tema fantascientifico. Un festival assolutamente originale, che ogni anno porta a Trieste i grandi del settore. E poi musica, “memorie fantascientifiche” con i film che hanno fatto la storia, retrospettive e incontri fantastici.

Negli anni dispari, infine, l’ultima settimana di agosto è dedicata alle Nozze Carsiche, l’evento clou di Monrupino il più piccolo comune carsico. Una coppia di sposi si unisce in matrimonio secondo le antiche usanze dei contadini del luogo. I festeggiamenti durano quattro giorni e propongono le tappe del lungo ed elaborato rituale nuziale: danze e canti, ma anche la sfilata con la dote, la presentazione della sposa alla famiglia dello sposo e l’addio al celibato e al nubilato. Poi, finalmente, il matrimonio. Gli sposi, gli invitati e i figuranti, salgono verso la suggestiva rocca di Monrupino, dove si celebra la funzione.
Da assaggiare, nei giorni delle Nozze Carsiche, l’ottimo strucolo carsolino, cotto nell’acqua bollente e ripieno di noci, mandorle e nocciole. Una vera delizia ipercalorica.

Shopping

Nat
via San Michele 8
tel 040 3721285
Si acquistano oggetti per la casa declinati al naturale, in legno, rame, terracotta, provenienti da tutto il mondo. Ma anche semplicissimi ed eleganti abiti in canapa, oli essenziali di qualità, shampoo e saponi da “hammam”.

Saint Honoré
via di Prosecco 2
tel 040 213055
Offre i dolci della tradizione triestina rivisitati con un qualche originale novità e soprattutto gli sfiziosissimi “Tram” di cioccolata, miniature perfette del famoso tram di Opicina. Un piccolo souvenir perfetto per chi è rimasto a casa.

Rocanà
via Riccardo 2
tel 040 362752
Monili etnici vecchi e nuovi, antichi parei, lampade artigianali, quadri, icone e tanti oggetti unici lavorati a mano. Questo propone Rocanà, “lo spazio di luce” di Laura Paliaga, una pittrice-mosaicista che ha creato una piccola bottega, in pieno centro storico, dove trovare pezzi unici di artigianato artistico, originalissimi articoli da regalo e curiosi oggetti d’arredamento.

Lipanjepuntin
via Diaz 4
tel 040 308099
L’arte contemporanea più originale, moderna e attuale si trova da Lipanjepuntin. Ci si perde tra oggetti, quadri e sculture affascinanti e originali, articoli di grande prestigio con cui rendere veramente preziosa la casa. Spesso vengono ospitate mostre di prestigio.

Sartori
via Cavana 15
tel 040 300721
Se punti più sul concreto e di Trieste vuoi provare soprattutto i sapori, l’indirizzo giusto è la salumeria Sartori. Propone il prosciutto di Praga, tipicamente triestino, i formaggi della latteria di Monrupino, sul Carso, le salsicce de cranio (un po’ pesanti ma veramente gustose) e poi un reparto gastronomico dove scegliere tra le tradizioni intramontabili della cucina locale.

Sportler
via Giulia 77
tel 040 569848
Si trova praticamente di tutto per chi ama lo sport, dai costumi da bagno alle tende, dalle cartine dei sentieri alle biciclette. Tante le occasioni per risparmiare. Ampia la scelta di abbigliamento casual.

Fuori città

Il tratto di mare davanti al Castello di Miramare è protetto dall’omonima riserva marina, gestita dal WWF (www.riservamarinamiramare.it). Vengono organizzate passeggiate marine, con maschera e pinne, con la guida di biologi e naturalisti. Un’occasione splendida per scoprire le meraviglie dell’alto Adriatico. La riserva, inoltre, propone settimane “naturalistiche” dedicate al mare e alla costa.

E poi il Carso, l’altipiano alle spalle della città. Da scoprire con una passeggiata, magari sulla Napoleonica, molto panoramica, da Opicina a Prosecco. Raggiungila, dal centro cittadino con il famoso tram di Opicina, un pezzo di storia della città.

Fiori e piante della zona si possono ammirare da Carsiana (www.carsiana.it), il giardino botanico del Carso. Originale, come il territorio che rappresenta. Nei week end, da aprile a ottobre, vengono organizzate visite a tema in cui la botanica si unisce a storia, letteratura, poesia e cucina.

Per le mamme
Il centro commerciale Il Giulia propone aree gioco per i più piccoli e anche un baby parking dove i bimbi cantano, giocano e disegnano. Mentre le mamme fanno shopping tranquille.

Pannolini ecologici? Li trovi da Nat, in via Corti e via San Michele. Sono in stoffa ma assorbono tantissimo grazie a un foglio interno in cellulosa, che getti quand’è sporco. Arrivato all’inceneritore non si trasformerà in fumo tossico come quello dei soliti pannolini usa e getta.

Se stai organizzando un giro tra i musei e sei accompagnata dai bambini scegli lo Speleovivarium, una singolare esposizione di cui è protagonista un animale strano e un po’ misterioso, il proteo, un anfibio che vive nelle profondità della terra, nelle grotte carsiche (visite guidate su prenotazione, telefonando allo 040 823859).

Divertirà i piccoli anche una visita al Giardino delle Farfalle, nelle serre Parco di Miramare, una giungla tropicale dove volano libere farfalle giganti e piccolissimi e coloratissimi uccellini.

Consigli

La bora è uno dei simboli della città. Non temerla! Basta vestirsi adeguatamente, a strati, con tessuti che abbiano una buona resistenza al vento. E indossare guanti, sciarpa e cappello (ben calato sulla testa). Scoprirai che le sue folate possono essere divertenti.

La strada Costiera nasconde piccole stradine, quasi dei tratturi, che raggiungono spiagge gioiello, oasi di tranquillità (non nei week end, però) dove godersi il mare triestino. Approfittane. L’acqua da queste parti è pulita. Ma solo i triestini ne approfittano.

I caffè. Sono un classico triestino, di origine austroungarica. Dedica un paio d’ore di chiacchiere e tranquillità al San Marco o al Tommaseo. Vere oasi di pace.

Sconsigli

La passeggiata sul lungomare di Barcola. Bellissima, ma non la domenica, quand’è troppo affollata.

La superstrada sopraelevata. Evitala se puoi. Il panorama circostante non rende giustizia alla bellezza della città.

Trieste e’ raccontata da Anna Pugliese




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