toponomastica femminile

Wikipedia? Un affare di uomini

L’Italia è un paese bellissimo. Primo assioma. Peccato che la maggior parte delle strade, piazze, vie delle città italiane siano intitolate a uomini. E il 60% delle poche donne presenti nella toponomastica siano sante o madonne.
‘E’ da questa scoperta che quattro anni fa ho iniziato la mia personale battaglia sulla toponomastica femminile’, spiega Maria Pia Ercolini, la pioniera della battaglia sul riconoscimento alle donne nel tessuto delle città’. Avevo notato che a Roma le donne a cui sono intitolate strade sono pochissime, quai tutte le centro e legate a figure di religiose. Ho aperto una pagina Facebook per capire se in altre città il fenomeno era simile e sono stata inondata di messaggi’.

Da allora Toponomastica Femminile, che oggi conta quasi 9000 seguaci su FB, è cresciuta tantissimo e ha messo a segno un sacco di ‘colpi’.

‘Abbiamo censito praticamente tutti i comuni d’Italia, o quasi, ovviamente con i dati a disposizione, che non sono aggiornati. La sensibilità al problema è crescita tantissimo. Ogni anni facciamo un concorso con le scuole con proposte di titolazione, abbiamo collaborazioni attive con i sindaci e co associazioni simili anche all’estero. Abbiamo referenti in diversi Paesi, tra cui la Francia, con cui creiamo azioni congiunte’, spiega Maria Pia. Che non sembra per niente essere una che si accontenta, tanto che in maggio, per la seconda volta, organizza un corso di formazione per diventare esperte ‘wikipediane’.

‘Anche in wikipedia mancano le biografie di figure femminili. E questo perchè chi stila le voci è quasi sempre maschio e maschia la commissione che deve valutare se un testo è scritto in modo enciclopedico o meno e possa quindi essere accettato. Molti profili femminili, scritti da donne, vengono quindi rifiutati. Il corso che organizzo, tenuto da due tutor che lavorano per wikipedia, insegna a scrivere in modo da imparare a inserire in enciclopedia nuove voci femminili’.

‘Il corso è gratuito (bisogna solo pagare la tessera dell’associazione, che è di 10 euro all’anno) ed eventualmente contribuire alle spese di viaggio delle tutor. Si tiene a Roma il 6 e 7 maggio’. Un modo per stare insieme tra donne, imparando qualcosa di utile.

A me sembra un’idea bellissima. E, guarda un po’, dopo aver esaurito le varie Miriam Mafai e Margherita Hack, una bella stradina di Roma la intitolerei proprio a Maria Pia Ercolini. ‘Non me la merito’, si schernisce. Io non sono d’accordo. Non so voi.




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