Con la mostra ancora da inaugurare i biglietti venduti erano già 32.000. Mai si era visto tanto entusiasmo per una mostra in 35 anni di esistenza del museo. Il Mondo di Tim Burton, al Design Museum di Londra, dal 25 ottobre al 21 aprile, è capace di suscitarlo.

A me lascia perplessa. Ma è ovvio: non ho mai visto i suoi film e non li ho mai visti perché non sono il mio genere. Beetlejuice, Edward Mani di Forbice, perfino Charlie and the chocolate factory per me sono titoli, punto.

C’era Tim Burton in persona a presentare la mostra. E uno che ha un rapporto così intimo con mostri, scheletri e morte te lo immagini contorto, oscuro, intimorente. Macchè. È quasi naïf. Gesticola molto, parla a scatti e non sempre in modo chiaro. Sorride molto ed è simpatico, fa battute, scherza. Ringrazia la sua costumista di sempre, Colleen Atwood (“senza di lei non avrei nemmeno vestiti da indossare”), scherza sulla mostra (“non guardatela troppo da vicino, che magari vi spaventate”), parla del futuro (“mi piacerebbe disegnare della carta da parati o dei giocattoli”), dei film fatti (“ognuno ha lasciato delle cicatrici”) della sua infanzia (“sono nato a Burbank, un posto noiosissimo. Per quello mi sono messo a disegnare. Volevo evadere da quell’orrore”), dell’intelligenza artificiale (“sono tecnofobico, la tecnologia mi deprime, mi disturba, la evito”).

Passeggiare per la mostra è come camminare nel suo studio. Uno studio pieno zeppo di disegni. Tim Burton disegna proprio su tutto, su ogni genere di foglio di carta gli capiti sotto mano. E da quando è bambino.

Uno dei disegni di Tim Burton bambino.

Uno dei disegni di Tim Burton bambino. Fossi sua madre, mi preoccupavo già.

Disegna su giornali, tovagliolini del ristorante, bigliettini.

Uno dei disegni di Tim Burton.

Si deduce che Tim Burton vada molto al ristorante.

Tanti, tantissimi disegni. Ma anche i modellini dei mostri che lo accompagnano. E che finiscono nei suoi film.

Il pupazzo per il film La Sposa Cadavere

Una sposa. Ma cadavere. Tim Burton mi fa paura.

E i molto fotografati abiti di scena di Il Ritorno di Batman, Alice nel paese delle meraviglie e Sleepy Hollow. La cosa che ho notato, e che mi ha lasciato molto perplessa, è che non c’è il ben che minimo riferimento a Helena Bonham Carter, con cui non solo è stato sposato molti anni ma che è stata la protagonista indiscussa di molti suoi film. Di lei non si parla mai, non si vedono i suoi abiti di scena, non si vedono le sue clip (tranne una, piccola, dove lei è talmente mostrificata da essere irriconoscibile). Ci sono, invece, le foto che Tim Burton ha fatto per Vogue in occasione dei 60 anni della sua attuale compagna, Monica Bellucci.

Vista la grande richiesta, il Museo del Design resterà aperto fino a tardi sia il venerdì che il sabato fino a che durerà la mostra, il 21 aprile 2025.