Due donne, quasi sempre in scena, Tilda Swinton e Julianne Moore, abiti perfetti, case bellissime, oggetti perfettamente in tema che fanno pensare a uno stage designer molto abile e un tema fortissimo, la morte e l’eutanasia. The Room next door, La Stanza Accanto, è l’ultimo film di Pedro Almodovar, con cui ha giustamente vinto la Mostra del Cinema di Venezia.

Martha (Tilda Swinton) è una giornalista di guerra malata di cancro, che chiede all’amica Ingrid (Julian Moore, più bella che mai), scrittrice di un certo successo, di accompagnarla nell’ultimo viaggio. La stanza accanto è quella in cui Martha dormirà, lasciando la porta aperta. Quando la porta verrà chiusa, significa che la pastiglia finale, conseguita nel dark web, sarà stata inghiottita.

Il 23mo film di Almodovar e il primo in lingua inglese, girato a New York e Upstate NY con attrici e attori inglesi, è toccante e perfetto, anche se doloroso e difficile da guardare senza un crampo allo stomaco. Sempre più il ragazzo terribile della Madrid della movida guarda alla morte. I suoi ultimi film (Dolor y Gloria, Madres Paralelas) sono elegiaci, guardano dentro, sono raccolti e parlano sottovoce, tanto quanto i primi erano allegri, caotici, irriverenti. Ma lui è lui. Un regista sublime anche quando sceglie di non far ridere o sorridere. Il film sta per uscire in Europa. Vallo a vedere,. Film così non ne escono molti.