Sopi, la faccia hipster di Pigalle

Dopo Soho (south of Houston), Nolita (north of Little Italy) e perfino Nolo (north of Loreto, intesa come piazza Loreto a Milano) a Parigi è tempo di un altra crasi, un altro nome pronto per essere masticato dai media e buttato in pasto ad affamati viaggiatori: Sopi (south of Pigalle) è il nuovo quartiere boho-chic di Parigi, che prende il posto del vecchio Pigalle, subito sotto Montmartre, fatto di ballerine di terza fila e night club equivoci.

Sia Montmartre che Pigalle hanno avuto il loro momento di gloria; uno perché amato dagli artisti squattrinati, l’altro perché frequentato dagli altrettanto squattrinati frequentatori della notte, che cercavano calore in un abbraccio mercenario e a buon mercato. D’altra parte la zona è nata con i sex shop durante la seconda guerra mondiale e il nome viene da Pig Alley e indicava gli ‘alleati’ non esattamente tutti casa-e-chiesa.

Per anni Pigalle è stato il quartiere a luci rosse, quello dei sex shop e del Moulin Rouge, ma anche quello dove vivevano Toulouse-Lautrec (grande frequentatore di ballerine a pagamento), Andre Breton e Picasso, oltre alla celeberrima Josephine Baker, quella famosa per aver ballato vestita solo di un gonnellino di banane. Ancora oggi qualcosina resiste, ma solo nei nomi: il Dirty Dick (vi prego, non fatemelo tradurre) è un locale in cui i camerieri vi servono cocktails vestiti con camicie hawaiiane e di trasgressivo in questo quartiere assunto alle glorie dei giornali alla moda c’è solo il fatto che alle fermate delle metropolitane alcuni giovinastri saltano i tornelli.

D’altra parte Pigalle ormai non c’è (quasi) più, sostituita da Sopi, appunto. E a Sopi tutto trovi fuorché la trasgressione. Cercavi l’assenzio? Trovi invece avocado e burrata salad in quantità. Per una colazione nutriente ma dietetica al tempo stesso vai da KB Cafe Shop (53 Avenue Trudaine), il primo ad aprire in un quartiere sonnolento, dove i camerieri hanno la barba lunga e curata e le braccia piene di tatuaggi, in pieno stile hipster.
Cerchi le trattorie dove i pittori mangiavano a sbafo, pagando in quadri? Trovi invece Victor (11 rue Victor Massé), un localino molto hip aperto dallo chef Yanne Raguénés, perfetto per il lunch tra amiche. Insomma, non cercare il tuo dirty corner, ma buttato nello shopping vintage in rue des Martyrs e rue Clauzel. Il massimo del proibito lo trovi al Musée de la Vie Romantiquein Rue Chaptal, dove George Sand e Chopin erano soliti incontrarsi, quando ancora il quartiere si chiamava la Nouvelle Athénes e si respirava cultura piuttosto che sudore, fumo e peccato o al Musée Gustave Moreau, la casa del grande pittore simbolista.

Chiudi in bellezza con una cena alla Buvette, in rue Henry Monnier, che si definisce gastroteque. Qualunque cosa voglia dire, suona bene. Come Sopi.

 

 

 

 




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