A metà tra la pittura e la moda. Sargent and Fashion, alla Tate Britain (fino al 7 luglio) è la mostra su un pittore come John Singer Sargent, che venne definito da Auguste Rodin “il Van Dyck del nostro tempo”, ma un pittore speciale che sembrava interessato più a dipingere gli outfit delle sue ritratte (o degli uomini) che la loro espressione. Una mostra su Sargent mancava in UK da 20 anni e qui ci sono dipinti mostrati per la prima volta.

Una vita a metà tra Londra e Boston (che tra la fine ‘800 e i primi ‘900 non doveva essere facile) e una fama acquisita tanto che tutta l’aristocrazia e, soprattutto, i nuovi ricchi volevano farsi ritrarre da lui.

E lui lo faceva ma pretendeva che gli abiti fossero come desiderava, li puntava con gli spilli se non gli andavano bene, creava pieghe o, addirittura, costringeva la “sitter” a cambiarsi se il colore dell’abito non andava bene con lo sfondo che aveva in mente.

In mostra ci sono 60 dipinti ma ci sono anche alcuni abiti indossati dalle “sitter”, magari trovati in qualche soffitta e donati a un museo.

Ritratto di Madame X

Photo @Daniela de Rosa

A un certo punto della sua vita decide che di ritratti ne ha abbastanza. Si dedica però ai tessuti e continua a dipingere modelle o modelli con abiti in cui è il tessuto e come si drappeggia e non più la sua foggia la parte più importante.

Un dipinto di Sargent

photo: @Daniela de Rosa

Io in quel taffetà mi ci tufferei volentieri.

Alla fine della mostra ci si connette con la playlist di Spotify per ascoltare le musiche che Sargent ascoltava quando dipingeva.