È sempre bello e stimolante andare a vedere la mostra di un’artista sconosciuta. Ma Rose Wylie, oltre a essere sconosciuta a me (anche se è celebrata come una delle maggiori artiste viventi in UK) resta per me un mistero. Un mistero che una istituzione come Royal Academy of Arts le dedichi una mostra distribuita in tante sale. Un mistero un po’ anche le sue opere.
Nella presentazione e nelle didascalie si sottolinea come sia allegra, simpatica, ironica, scherzosa. E in effetti lo è. Passata e archiviata l’infanzia sotto le bombe tedesche, il famoso blitz che rimane nelle sue prime opere, è passata a dipingere o disegnare tutto quello che vede o che le stuzzica l’immaginazione. Se stessa, un’immagine vista in un film, una cena in giardino con i suoi amici, il suo gatto.

 

 

Un autoritratto di Rose Wylie

Il reggiseno puntuto tipo quello di Madonna è una sua caratteristica

 

Lei si dipinge con un reggiseno a punta, spesso di profilo e con il suo onnipresente rossetto rosso. Ma dipinge così anche Penelope Cruz seduta sulla panchina verde nel film di Almodovar Volver.

Oppure affronta il racconto di Lilith, la prima moglie di Adamo e prima femminista, che non si piega alla volontà del marito e quindi lascia il Giardino dell’Eden.

Lilith, la prima femminista, vista da Rose Wylie

Ma tu lo sapevi che Adamo aveva avuto un’altra moglie prima di Eva?

La mostra resta alla Royal Academy of Arts di Londra fino al 19 aprile 2026.