Platform alla mostra Pain and pleasure, al V&A, Londra

Croce e delizia su piedi femminili

Ho letto recentemente in un magazine inglese che i tacchi non sono più di moda. ‘Perfino Barbie indossa le ballerine’, sosteneva l’autrice. Menomale, perchè io sui tacchi ho sempre caracollato malamente e devo ammettere che, pur amandone la linea, riesco a indossarli solo in circostanze molto ‘controllate’, quando so per certo che starò seduta molto tempo.

Scarpette da ballo (V&A, Pleasure and Pain)

Scarpette da ballo (V&A, Pleasure and Pain)

A quanto pare non solo l’unica a pensare che le scarpe possano essere una tortura. La mostra da poco inaugurata al V&A di Londra si intitola infatti ‘Pleasure and Pain’ proprio perchè vuole ripercorrere la sofferenza alla quale donne di ogni epoca, età e censo si sono sottoposte.

Si inizia con delle scarpette da ballo che sembrano grondare sangue: sono quelle indossate dall’attrice Moira Shearer nel film ‘Scarpette Rosse‘. Il film si basa sulla storia di Hans Christian Andersen nella quale Karen deve ballare fino alla morte per aver osato indossare delle scarpette rosse in chiesa e racconta della ballerina costretta a danzare fino alla morte per aver voluto tutto, successo nel proprio lavoro, la danza e (orrore!) anche una famiglia e l’amore. Come dire, o uno o l’altro, cara Moira e se non ti accontenti peggio per te.

Platform dalla mostra Pain and pleasure, al V&A, Londra

Platform dalla mostra Pain and pleasure, al V&A, Londra

Tra le 200 paia di scarpe in mostra ce ne sono di veramente pazzesche e pochissime di indossabili confortevolmente. Non le scarpine da gheisha, nelle quali le donne giapponesi strizzavano piedi deformati per poter sperare di ottenere un marito di un certo livello. Non i sandali dell’antico Egitto decorati con oro zecchino. Nè le platform indossate dalle prostitute veneziane del 17mo secolo, che le elevavano da terra (e probabilmente dall’acqua alta) di un bel po’ di centimetri mettendone a rischio da deambulazione.

Odierei se qualcuno guardasse le mie scarpe e dicesse: ‘Sembrano cosí comode!’ (Christian Louboutin)

Una scarpa dalla mostra Pain and pleasure, al V&A, Londra

Una scarpa dalla mostra Pain and pleasure, al V&A, Londra

La mostra è suddivisa per ‘temi’: le scarpe che dovevano definire una posizione sociale (status), quelle che dovevano titillare la fantasia dei maschio (seduction), quelle comprate e magari mai indossate solo per il piacere di collezionarle (obsession), fino a quelle futuristiche, come quelle senza tacco disegnate da Zaha Hadid.

E poi tutte le scarpe celebri, indossate da attrici (e attori, i maschi non sono esenti dalla vanità del piede) in tanti film dei quali scorrono i principali spezzoni in uno schermo. E le scarpe dei designers, da Louboutin a Prada, da Manolo Blahnik a Jimmy Choo.

Le italiane avranno un moto di orgoglio nel notare quanto l’artigianato nostrano sia presente in una mostra cosí internazionale. E la giovane curatrice della mostra Lucia Savi non dimentica di sottolinearlo.

E’ doveroso ricordare, in questi tempi magri, che una mostra come questa, che pesca nell’incredibile archivio del V&A, ha il supporto di Clarks e di Agent Provocateur.

La mostra resta aperta fino al 31 gennaio 2016 al Victoria & Albert Museum di Londra.

 




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