Parma

Guida di Parma, la sofisticata

“Quella sera, alle otto e mezza, vestito con squisita eleganza e con un mazzolino di violette di Parma all’occhiello, Dorian Gray fu introdotto da servitori cerimoniosi nel salotto di Lady Narborugh”.
Oscar Wilde

I colori sono sicuramente una delle chiavi per leggere Parma, città orgogliosa e altera, forse anche per questo suo nome, probabilmente tratto da uno scudo romano. Il viola dei suoi fiori si staglia sul giallo-Parma dei palazzi principali per stemperarsi nel rosa del suo Battistero. Quasi una sinfonia cromatica degna delle migliori tradizioni musicali, come i natali di Verdi e Toscanini ricordano fieri.

di Roberta Avanzini

Un po’ di storia

Fondata nel 183 a.C. dal console Emilio Lepido, Parma conserva pochi resti dell’antica presenza romana. Al di sotto del manto stradale, nel sottopassaggio di piazza della Ghiaia è possibile vedere i resti dell’antico ponte romano mentre sulle mura esterne del collegio Mario Luigia sono visibili alcune arcate sopravvissute dell’antico anfiteatro, poi palazzo di Federico Barbarossa. Alla dominazione di famiglie locali, quali i Pallavicino, si alternarono Sforza, Visconti e Papi. E fu proprio Papa Paolo III Farnese nel 1545 a fare del comune un Ducato per il proprio figlio Pier Luigi. I Farnese regnarono a Parma per circa due secoli e del loro regno sono ricordo tangibile I principali palazzi della città. A loro succedettero i Borbone, all’inizio del XVIII secolo, che diffusero un gusto tipicamente francese attraverso la vita sociale e di corte. Dopo il regno di Napoleone, dal 1802 al 1814, il Congresso di Vienna assegnò il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla a Maria Luigia d’Austria, già consorte di Napoleone e figlia dell’Imperatore austriaco Francesco I. A lei si deve una profonda spinta innovatrice dal punto di vista urbano, sociale ed economico. Alla sua morte il Ducato divenne parte del Regno d’Italia con un plebiscito.

Dormire

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Mangiare

L’equazione “Parma = Buona Cucina” é rispettata già di prima mattina.
Per un’inizio dolce e stuzzicante si possono scegliere le brioches di Cocconi, Strada Repubblica, che non fa mancare vere e proprie sculture di cioccolato a Pasqua e Natale nelle sue vetrine. Per palati golosi anche la pasticceria mignon di Provinciali, Strada Cavour 23/c, locale di eleganza discreta ma non priva di appetitose idee.

Soprattutto nella bella stagione é d’obbligo un’aperitivo in Piazza, che a Parma é Piazza Garibaldi. Segli il tuo bar. All’ombra del Palazzo del Governatore ne trovi cinque. Lasciati guidare dal tuo istinto e goditi il passeggio, magari in compagnia di un analcolico alla frutta del Caffé Orientale, ottima sosta anche per il pranzo. Dalla tua postazione potrai godervi la cronaca della città: senza sfogliare giornali e rotocalchi vedrai alternarsi davanti a voi i volti della Parma politica, economica e mondana. Le chiacchiere adiacenti al tuo tavolo, protette da griffatissimi occhiali anonimizzanti, ti aggiorneranno sulle feste della sera prima, degli abiti dei presenti, degli assenti ingiustificati e delle loro reali motivazioni. Verrai così informati delle tendenze per la serata e dello shopping mattutino.

Se la fame di frivolezze é stata sicuramente saziata, non ti mancano certo le idee per soddisfare l’appetito.
Per spuntini veloci sono ottimi anche Poldi, Borgo Basini, e Pepen, Borgo Sant’Ambrogio 2, vere e proprie istituzioni della pizza al taglio. Se non li trovi sulla piantina lasciateti guidare dal profumo… sicuramente non li mancherai!
Ma nella patria del prosciutto, del parmigiano e degli anolini il passaggio dalle Sorelle Picchi, Via Farini 27, é un obbligo, quanto meno per un gustoso souvenir. Per un assaggio assolutamente più informale dei sapori locali, quasi di fronte, sotto i vecchi portici, L’Enoteca Fontana, dove si può bere un bicchiere di rosso sincero tra gli studenti del Conservatorio o dell’Università.

Antica Osteria Fontana
Via Farini, 24
Panini, focacce, tramezzini imbottiti di salumi accompagnati da buone etichette italiane e straniere presenti nella cantina. A mezzogiorno funziona il servizio trattoria con alcuni piatti che variano a seconda della stagione: tortelli d’erbetta o di patate, punta al forno, trippa alla parmigiana, pastasciutte con vari sughi.

Ombre Rosse
Vicolo Giandemaria, 4
La carta dei vini spazia in tutti i continenti Sudafrica, Medio Oriente, Continente Australe e si può gustare una buona selezione di salumi locali, italiani e stranieri. Ampia proposta di formaggi. E compagnia molto animata, soprattutto la sera.

Nel fine settimana, l’aperitivo serale é on-the-road. Bicchiere in mano e una folla di ragazzi davanti al Gavanasa, Via Farini 22, dove sono ottimi i panini, per sapere proprio tutto di quanto é successo nella trascorsa settimana in città, a chi, e presumibilmente, perché.
Solo dopo un dettagliato aggiornamento e verifica del chi-c’é-in-giro-stasera, la cena. Tipici e a prezzi discreti, La Trattoria del Tribunale, Vicolo Politi 5, e I Corrieri, strada del Conservatorio 1, mattoni a vista e cordialità.
Calore genuino garantito anche al Gallo d’Oro, borgo della Salina 3, e ai Du’Brasé, piazzale Cervi 5, che riprende il nomignolo attribuito ad una fontana vicina.
Per i portafogli più generosi, assolutamente d’obbligo La Greppia, via Garibaldi 39/a, la cui cucina tradizionale si guadagna meritate stelle nelle guide internazionali.
Ovviamente il consiglio é di iniziare con antipasti di salumi: potrai sbizzarrirti con coppa, spallacotta, prosciutto, pancetta e salame. Tra i primi, se opti per la pasta, sicuramente da assaggiare i tortelli d’erbetta, zucca, patate, semolino, castagne, secondo la stagione, o le lasagne. Tra i piatti in brodo non puoi mancare gli anolini, simpatiche astronavi di pasta, con ripieno di bollito tritato, noce moscata e parmigiano, naturalmente.

Shopping

Palato e olfatto sono tra i sensi meglio appagati dallo shopping.
Il gusto é soddisfatto da Formaggi ed Insaccati stagionati nelle cantine delle colline parmensi, su tutti il Prosciutto quindi il salame di Felino, culatello, pancetta e spallacotta.
Oltre a questi succulenti aromi, Parma offre una fragranza ‘storica’, il Profumo alla Violetta, di cui uno dei marchi più prestigiosi é la Borsari, fondata nel 1870 e di cui é possibile visitare il Museo della Profumeria, nell’antica sede dell’azienda. La Collezione Borsari 1870, Primo Museo Italiano della Profumeria via Trento 30/A – tel 0521 771011

Questo grazioso fiore é inoltre l’ingrediente di saponette, candele, polveri da bagno, talco e caramelle.
Vestiti e accessori sono principalmente concentrati nei negozi di via Repubblica, via Cavour, via Garibaldi, via Mazzini, via Farini, Borgo Giacomo (Tommasini). Quest’ultimo é curiosamente l’unico a godere del privilegio del nome. Negozi di arredamento, antiquariato, design e vintage si trovano attorno al Duomo e nei borghetti adiacenti a via Nazario Sauro e via XXII Luglio.

Da vedere

I monumenti e i palazzi non mancano, ma il suggerimento, per apprezzarli al meglio, può essere quello di vederli nel momento del giorno a loro più vicino.  La sveglia mattutina e le tentazioni pasticcere, a cui difficilmente si può resistere, ti condurranno verso la Cattedrale.
Percorri via al Duomo per arrivare direttamente davanti a un mosaico di loggette e marmi silenzioso ed autorevole. Il leggiadro marmo rosa di Verona del Battistero da poco restaurato, il candore austero del Duomo romanico e la cupa dignità del palazzo del Vescovado racchiudono la piazza in ciottolato. Visita d’obbligo tra le tre navate del Duomo costruito alla fine del XII secolo, alla cripta, sotto la cupola con l’Ascensione affrescata nel Cinquecento dal Correggio…

La sera

D’estate via Farini si contende la folla girovaga dei parmigiani insieme alla piazza e i locali che vi si affacciano accolgono i passanti con numerosi tavolini all’aperto. Dall’aperitivo al dopo cena trascorrono cinquanta metri.
Da qui si apprendono tutte le ‘dritte’ sulle migliori possibilità della serata: feste in locali attorno la città, inaugurazioni e quanto di meglio Parma possa offrire.
Solitamente con la bella stagione le discoteche vengono trascurate e si preferisce ballare all’interno di cascine rinnovate, che di volte in volta ospitano serate e divertimenti.
Concerti dal vivo e dopo cena ballando, al Roxy Bar, appena oltre l’arco di San Lazzaro. Piccolo e affollato, raccoglie fino a fine maggio gran parte delle compagnie già incontrate in piazza o in via Farini.
Non passa mai di moda il Dadaumpa, discoteca con buon ristorante, fuori le mura, via Emilio Lepido, 2. E’ un rustico ristrutturato e ben arredato che offre anche una pista all’aperto. Elegante e accattivante.

Nel verde

Con la bella stagione una passeggiata rigenerante é d’obbligo nei due principali parchi di Parma.
Ingiustamente a lungo trascurato, il Parco Ducale é stato restituito alla città nel pieno splendore. Vi si può accedere dal Ponte che lo collega al Palazzo della Pilotta o dai vicoli dell’Oltretorrente. Era la sede estiva dei duchi ed i suoi viali sono ornati dalle sculture neoclassiche del Boudard. Sull’isola al centro del laghetto si trova una copia della fontana del Triannon di Versailles e, tra i sentieri, ci si può riposare all’ombra delle colonne nel tempietto dell’Arcadia.
Nella parte est della città, appena oltre la circonvallazione che segnava il confine delle mura, e già ripristinata dal Petitot, architetto dei Borbone, si trova la Cittadella, fortezza cinquecentesca voluta da Pier Luigi Farnese di ritorno dalle Fiandre, pianta a stella e fedele ricalco di quella di Anversa. In realtà non ha mai asservito scopi militari, ma fu piuttosto un’opera pubblica di welfare-state ante litteram e un deposito di grano e armi. Ora é stato trasformato in un parco amatissimo dagli sportivi, grazie alle sue piste da corsa, una palestrina all’aperto, piste asfaltate per biciclette e rollerblade, campi da calcio e da basket. Non mancano le giostre e i giochi per i bambini e i prati sui bastioni per leggere, prendere il sole, giocare.

Consigli

Per muoverti tra i borghi, vedere le piazzette e le vie più riparate, per girare l’Oltretorrente, la parte occidentale del centro storico, insomma per calarti appieno nel clima parmigiano, noleggia una bicicletta. Le due ruote sono le vere chiavi della città.

Sconsigli

Cautela ciclisti: a Parma praticamente non esistono piste ciclabili e spesso si trova porfido insidioso sulla pavimentazione stradale.

Parma e’ raccontata da Roberta Avanzini




C'è 1 Commento

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  1. Mabel Bonvicini

    Direi una descrizione un pochino di parte, che parla più della “Parma bene con la puzza sotto il naso” che non della VERA Parma.. Quella verace, quella del dialetto, dell’Oltretorrente.. luogo d’origine dei parmigiani Doc, quelli alla buona e solari (come cantato anche nella nostra “Perma Voladora”), il posto dove sono nate e cresciute eccellenze dello sport, dove ci sono i colori caratteristici dei nostri borghi, quelli dove i partigiani parmigiani nascondevano i soldati per salvarli dai nazisti.. La parte di Parma dove ci sono biblioteche storiche, dove nasce la vera cucina parmigiana! Ed a questo proposito.. Per cortesia non scriva più che il ripieno dei nostri anolini è fatto con il bollito! È quasi una “bestemmia” 😅 Gli anolini hanno solo 2 ripieni: di magro (con parmigiano, pane grattugiato e al. Massimo un uovo) e quello classico, originale fatto con lo stracotto di asinina 🙂 Non si mette MAI il bollito in quelli originali! In ultimo, ma non ultima.., ha dimenticato Piazza Ghiaia 🙂 ora purtroppo un po’ troppo modificata ma che è stata il fulcro di Parma e dei parmigiani per secoli con i suoi negozi e banchi del mercato. Questa è la parte più caratteristica di Parma, quella che è necessaria per conoscere e capire chi sono i parmigiano e sentire parlare il nostro meraviglioso dialetto che, con le sue influenze francesi, tedesche e latine, era stato definito una vera e propria lingua come il ladino. Grazie 🙂


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