Ho sempre detestato la parola turista. Ma francemente ho anche detestato quelli che si definiscono non turisti ma viaggiatori. Spesso non lo sono. E le due definizioni sono così visine da rendere i confini tra l’una e l’altra veramente sottili.

Si definisce turista quello che passa più di un giorno ma meno di un anno in un posto che non è il suo abituale, e in quel posto spende soldi che ha guadagnato altrove (in questo modo escludendo gli emigranti dal conteggio).

Il fatto è che turisti o viaggiatori, noi che amiamo spostarci da un luogo a un altro siamo sempre più mal sopportati da chi in quel posto ci vive davvero.

Cominciamo dal Giappone, dove hanno chiuso ai turisti un luogo da cui tutti andavano a fotografare il Monte Fuji. Un articolo del Japan Times  uscito l’8 maggio 2024 parla del malessere dei giapponesi nei confronti del turista: dal ristoratore che si lamenta della maleducazione di clienti “bianchi” che pretendono il menù in inglese (“noi quando andiamo in Europa non pretendiamo i menù in giapponese” ha scritto il ristoratore sui social) all’affollamento insopportabile di occidentali che per fare foto iconiche del monte Fuji ostacolano l’accesso dei giapponesi a esercizi commerciali ed edifici pubblici. Fino al caso delle geisha di Kyoto che nel loro quartiere (Gyon) vengono strattonate da turisti che pretendono il selfie con loro… col risultato che a Gyon da marzo 2024 è stato vietato l’ingresso ai turisti in due vie dove si trovano case abitate dalle geisha. La debolezza attuale dello yen favorisce il turismo ma l’overtourism ha fatto alzare del 20 % il prezzo degli hotel nell’ultimo anno.
In Spagna, a Malaga, sono comparsi adesivi contro i turisti, alcuni anche pesanti (tipo: qui c’è puzza di turista). Adesivi simili li ho personalmente visti a Palermo. Per non parlare di Venezia e Barcellona, due città che conosco bene.

“Andate a casa” oppure “Qui un tempo viveva una famiglia” sono le frasi che si possono leggere su portoni e vetrine della città spagnola. In questo caso la rivoluzione degli adesivi, come è stata definita, è stata iniziata da Dani Romero, coosciuto come Dani Drunko, che non poteva affrontare l’aumento dell’affitto da parte di un proprietario che preferisce incassare di più affittando ai turisti.

Si parla tanto di rispetto, di spalmare i propri viaggi nelle stagioni cosiddette low, ma poi ad agosto siamo tutti lì a pretendere di partire, a cercare un airbn invece dell’hotel, a portarsi pane e salame in camera per risparmiare sulla cena.

Da residente, come vuoi essere trattato? E da viaggiatrice, sei sicura di comportanti sempre come i residenti si aspettano?

Se vuoi vedere cosa si intende per overtourism, ecco qui.

E tu, cosa ne pensi?