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L’urlo di Oslo

Due giorni, due città. Non è il mio modo di viaggiare. Mi piace assaporare quello che vedo, pensarci un po’ su, trovare anche il modo di annoiarmi. Ma questa volta non è stato possibile e ho dovuto fare una toccata e fuga nelle due principali capitali della Scandinavia, Oslo e Stoccolma.

Prima, Oslo. Dall’ultima volta che c’ero stata ha acquisito una Opera House che è un capolavoro di bellezza. Opera degli architetti di Snøhetta, gli stessi della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, forse gli unici al mondo a completare un’opera di queste dimensioni un anno prima del previsto e spendendo 100 milioni di corone in meno del budget iniziale.
L’edificio si protende nel mare dell’Oslofjord e ha la forma di un iceberg capovolto sul cui tetto inclinato, e coperto di marmo di Carrara, si può camminare per arrivare in cima e vedere lo spettacolo della città sul mare.

Oslo Opera House

Dall’esterno, l’Opera House di Oslo sembra un iceberg capovolto

Un giro dentro l’Opera House si può fare anche quando non sono programmate degli spettacoli. E ne vale la pena, perché l’interno di caldo legno contrasta con il freddo del vetro affacciato sul mare.

Oslo Opera House

Legno, vetro e marmo sono i materiali che lo studio Snøhetta ha scelto per la realizzazione dell’edificio.

Il Vigeland Park è il famoso parco di sculture dell’artista Gustav Vigeland nel centro di Oslo. Bellissimo e interamente dedicato all’artista norvegese e alle sue sculture che rappresentano figure umane.  Ma più nuovo è il Ekeberg Sculpture Park, nei dintorni del ristorante Ekeberg e in posizione predominante, su una collina da cui si vede il porto. Ci sono pezzi di Damien Hirst, Jaume Plensa, Louise Bourgelois, Fernando Botero insieme a Rodin, Renoir e Maillol.

Jaume Plensa OsloAll’Ekeberg Park puoi camminare tra i boschi cercando le sculture de decine di artisti contemporanei e moderni.

L’artista più famoso del Paese, Edward Munch, sta per avere uno spazio tutto suo. Il vecchio Museo Munch sta per lasciare il posto al Nuovo Museo Munch, che apre nella primavera 2020 nel quartiere di Biørvika. Con i suoi 13 piani sarà il più grande spazio al mondo dedicato a un unico artista. Uno parecchio prolifico, visto che riesce a riempire tutto lo spazio. Non solo L’Urlo, quindi, finalmente tornato a casa dopo essere stato trafugato, ma centinaia di opere. L’edificio, progettato dallo spagnolo Studio Herreros, è in cemento e acciaio completamente riciclabili.

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Il Nuovo Museo Munch sarà il più grande edificio al mondo dedicato a un singolo artista.




C'è 1 Commento

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  1. adalgisa

    Grazie. Le immagini sono eloquenti e con le didascalie invitano alla ricerca personale e al viaggio alla ricerca sempre della bellezza. Gisa


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