Il tramonto rosso e arancio che si specchia nelle acque immote, il volo degli aironi rosa che tornano ogni sera al nido lontano, il silenzio assoluto rotto solo dal sottile ronzio di qualche libellula. Uno dei panorami più romantici della pianura padana deve la sua atmosfera al sale. Perché a pochi passi dalle vivacissime spiagge romagnole c’è la antica Salina di Cervia: oasi ecologica, risorsa economica, pagina di storia, presidio culinario, rimedio di bellezza tutto in uno. Chi si trova a passare per i lidi romagnoli non può perdersi una visita nel Parco che raccoglie gli oltre 800 ettari di saline a ridosso del mare Adriatico.
Già la storia, come molte in Italia, è affascinante, perché la salina di Cervia risale ai tempi degli antichi romani, se ne trovano tracce in tutto il Medioevo e nel Rinascimento fino a tutto il Novecento. Ora è divenuta Riserva naturale ma mantiene l’attività di raccolta del sale, in particolare è stata preservata la Salina del Camillone che segue ancora tutti i procedimenti manuali tramandati nei secoli.
Il lavoro dei salinari era durissimo, appannaggio degli uomini per larga parte dell’anno ma con l’aiuto fondamentale delle donne nei momenti cruciali della raccolta dell’oro bianco e del lavaggio dei sacchi di juta. Bellissime le foto conservate al vicino Museo del sale, che raccontano in bianco e nero la vita delle tante famiglie legate all’economia di questa piccola area immutata nei secoli.
Il sale cervese è anche presidio Slow food: viene definito dolce, perché non contiene componenti amari ad appesantire il sapore del cloruro di sodio e vi stupirà la sua versatilità in cucina. Per gli amanti dei sapori intensi, nelle saline cresce la salicornia, il cosiddetto asparago di mare, con cui si possono condire insalate e maionesi.
Visitare le Saline
Esistono diverse visite possibili alle saline, da marzo a novembre, da quella in barca al tramonto a quella dedicata al birdwatching, da quella dedicata ai ragazzi all’esperienza estiva ‘salinari per un giorno’, mentre nei primi giorni di settembre si celebra la Rimessa del sale, cioè la tradizionale festa che chiudeva per l’inverno i lunghi mesi di lavoro sotto al sole.
Sale e beauty
Infine, un tocco di civetteria. Il sedimento che resta sul fondo delle saline dopo aver raccolto il sale, è ricchissimo di microcomponenti e viene utilizzato per produrre creme e saponi, ma soprattutto alimenta le vicine terme per chi vuole concedersi da maggio a dicembre una pausa rilassante di remise en forme tra fanghi e bagni nella tiepida acqua madre.
