A Londra, alla Serpentine North (e quindi gratuita, ma meglio prenotare il biglietto sul sito per evitare code) c’è  “David Hockney: A Year in Normandie and Some Other Thoughts about Painting”, uno degli appuntamenti artistici più significativi, non solo per la statura dell’artista, ma anche per la capacità dell’esposizione di trasformare lo spazio espositivo in un’esperienza immersiva e meditativa.

Aperta dal 12 marzo al 23 agosto 2026, la mostra segna la prima collaborazione tra David Hockney e la Serpentine.

Il cuore della mostra è l’imponente “A Year in Normandie”, un fregio lungo circa 90 metri composto da centinaia di disegni realizzati su iPad durante il lockdown del 2020. L’opera, ispirata sia all’arazzo di Bayeux sia ai rotoli pittorici cinesi, si sviluppa come una narrazione continua delle stagioni osservate nel giardino normanno dell’artista. Il visitatore è invitato a “camminare” lungo il tempo, seguendo il mutare della luce, dei colori e della vegetazione: un’esperienza lenta, quasi contemplativa, in netto contrasto con il ritmo accelerato della contemporaneità.

Un'opera di David Hockney alla Serpentine

Mi stupisce sempre come possa un uomo di 80 anni pensare di dipingere con un iPad

Questa monumentalità non è però fine a se stessa. Hockney utilizza il formato esteso per ribadire una delle sue convinzioni più radicate: la pittura è un modo di vedere il mondo, non semplicemente di rappresentarlo.

Accanto al grande fregio, la mostra presenta una serie di opere più intime: nature morte e ritratti realizzati negli ultimi anni, di persone con cui Hockney è entrato in contatto (spesso lavorano all’NHS) e sono seduti a tavoli a scacchiera o in interni domestici,

Un elemento fondamentale dell’esposizione è il dialogo tra spazio e opera. La Serpentine North Gallery, con la sua architettura articolata, si presta a una fruizione non lineare ma progressiva, quasi narrativa. Il percorso obbliga il visitatore a rallentare, a soffermarsi sui dettagli, a lasciarsi guidare dal ritmo interno delle immagini. Non a caso, uno dei messaggi centrali della mostra è proprio l’invito a riscoprire la bellezza dell’osservazione attenta e del tempo che passa.

Dal punto di vista tematico, l’esposizione riflette su questioni universali: il ciclo delle stagioni, la percezione del tempo, il rapporto tra natura e tecnologia. I

Hockney, a oltre ottant’anni, dimostra una vitalità creativa sorprendente: non solo dipinge con l’iPad ma si spinge alla meditazione, all’osservazione del mondo, e si spinge in luoghi a lui non familiari, some la Normandia.

Un'opera di David Hockney alla Serpentine