Era bellissima, Niki de Saint Phalle. Cosa che non si può dire di tante artiste e cosa che non è importante per la sua arte, ma era bella e liminosa e le foto in mostra al Mudec di Milano lo provano. Così bella inizia la sua carriera come modella. L’arte arriverà dopo.
La mostra è la prima retrospettiva dedicata all’artista colorata, allegra, positiva e forse per questo considerata “minore”. Certo, ci sono le sue Nanas, le donne fatte di mosaico colorato, con seno e sederi enormi, che ballano libere. Ma c’è molto altro. E un altro che racconta una vista difficile, dalla quale l’artista franco-americana ha saputo affrancarsi.
Artista e donna, come lei stessa si definiva, pittrice, scultrice, cinematografa e performer, ha avuto una vita difficile, un incesto in giovanissima età, due matrimoni, molti dolori. Eppure ha sempre attraversato tutto con leggerezza, ha saputo rialzarsi e trasformare tutto il dolore il colore.
Le sue opere non sono solo le Nanas, bellissime peraltro. Ci sono le Cattedrali, la donna a cavallo, il Giardino dei Tarocchi vicino a Capalbio (che ricorda il Parque Guell di Gaudì) , le opere dell’ultimo periodo quando va a vivere in California per problemi di salute e si avvicina all’arte dei nativi americani.
La leggerezza attraversa tutta la sua arte, anche quando si tratta di un teschio fatto di piccoli pezzetti di specchi, anche quando si tratta di fucili. In occasione della mostra è stato ripubblicato un libro pieno di dolore nonostante i disegni colorati, in cui affronta il discorso della violenza subita, il Mio Segreto. Vissuta a cavallo di grandi cambiamenti sociali (era nata in Francia nel 1930) è stata un’artista fortemente femminista, un po’ fiori di testa e, ingiustamente, relegata a ruolo di artista “decorativa”, come spesso capita a chi celebra con la propria arte le bellezza e la gioia di vivere.
A lungo compagna e moglie dell’artista svizzero Jean Tinguely (di cui si possono vedere le opere all’Hangar Bicocca, accoppiata vincente), è stata l’unica donna del gruppo dei Nouveaux Réalistes, ha messo a soqquadro il sagrato del Duomo di Milano sparando con un fucile su una specie di tabernacolo abitato da statue di Madonne e Gesù.
La mostra, curata da Lucia Pesapane e realizzata grazie alla Niki Charitable Art Foundation, è allestita fino al 16 aprile 2025. Chi possiede un biglietto Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca può chiedere lo sconto del 50% sul prezzo del biglietto.



