new-york-city

Guida di New York: il cuore del mondo

Chiudi gli occhi e pensa a un mare incontaminato, una spiaggia  silenziosa, una montagna inviolata, aria pura, silenzio. Riaprili e dimentica tutto. Tappati il naso e, già che ci sei, anche le orecchie. Benvenuta a New York.
Qui avrai solo cemento e vetro, traffico e smog, rumore e fretta. Molto caldo d’estate e molto freddo d’inverno. Sirene spiegate a tutte le ore, le gente che corre ti urta e non ti vede. Ma sei a New York, l’ombelico del mondo. Il luogo da cui tutto ha inizio. Puoi guardare il mondo (e che mondo!) dall’alto in basso, puoi parlare di decine di lingue diverse e sempre trovare qualcuno che ti capisce, puoi esaudire qualunque desiderio, per insolito che sia. Benvenuta a New York, ovunque tu vada, qualunque cosa tu faccia ti sentirai a casa.

di Daniela de Rosa

Dormire

Clicca qui per trovare il tuo hotel

Prima della scelta, ricorda che le tariffe delle camere non comprendono le tasse e sono sempre molto elastiche. Non fermarti alla prima offerta che ti viene proposta ma chiedi se ci sono promozioni, offerte speciali o tariffe weekend. Gli hotel di solito hanno un gran numero di stanze che preferiscono riempire venendo incontro alle esigenze (anche economiche) dei clienti.

The Hudson
356 W 58th street
tel 212 554 6500
Come detta la moda di adesso, niente dalla strada ti farebbe capire che dietro c’è un hotel, se non fosse per il ragazzo in camicia e gilé che discretamente richiama l’attenzione dei taxi. Poi entri, sali le scale mobili e ti trovi in un altro mondo: hall enorme coperta da un pergolato di piante rampicanti, poltrone e tavolini, una grande sala bar e, al di là del bancone, il pezzo forte: un bar all’aperto con sedie, tavoli, cuscini per sedersi per terra e perfino un grande letto orientale. La sala delle colazioni è soprendente, così come la sala da biliardo o da lettura e la terrazza al 15mo piano per un aperitivo con vista. Le camere (addirittura 1000) sono piccole ma c’è davvero tutto: dalla cassaforte a una serie di piccoli oggetti (ahimé a pagamento) come floppy disc, set per cucire e per il pronto soccorso, lozioni per il corpo. La clientela è molto, molto giovane. I prezzi, tutto sommato, non sono pazzeschi, considerato che siamo a New York. La singola costa 95 dollari. Il tutto firmato da Philippe Starck. E chi altri, sennò?

The Algonquin
59 W 44th street
tel 212 840 6800
Gli ospiti dell’hotel ricevono, al loro arrivo, una copia del New Yorker. E con questo è detto tutto: l’Algonquin è un luogo letterario, nel quale lo spirito di Dorothy Parker e dei suoi amici si sente ancora. Lo stile è molto classico ma affascinante. Niente a che vedere con gli hotel glamorous disegnati da architetti di grido ma tanta, tanta atmosfera. Al suo interno il Blue Bar (che serve il miglior Bloody Mary della città), la Oak Room, nella quale si tengono concerti live di jazz e serate di cabaret e la Rose Room. I prezzi delle camere vanno da 179 a 329 dollari. Perfetto se sei una scrittrice in cerca di ispirazione: nella stanza 908 Alan Jay Lerner scrisse My fair lady.

The Mercer
147 Mercer street
tel 212 966 6060
L’ideatore, Christian Liagre, è uno che pensa che il senso di calma e pace sia tutto in una città caotica come New York. Prova a entrare in questo hotel e capirai cosa questo voglia dire. Nel cuore di Soho, a due passi dal Guggenheim Soho Museum e da mille localini alla moda, è un luogo super-chic ma molto, molto minimalista. Se ti siedi nell’ampio bar con biblioteca può darsi che ti tocchi fare conversazione con Leonardo Di Caprio o Calvin Kline. Ricordalo, quando ti presenteranno il conto per una camera, che non costerà meno di 395 dollari. Se le tue finanze non sono all’altezza di quelle delle star, accontentati (si fa per dire) di una cena o un drink al Mercer Kitchen, il ristorante annesso.

Royalton
44 W 44th street
tel 212 869 4400
Ancora un hotel made by Philippe Starck, con il lungo corridoio sul quale si svolge la lobby affascinante, 205 camere iper-accessoriate, alcuni servizi complimentary che fanno la differenza, come i giornali consegnati fuori dalla porta della camera, una filmoteca con oltre 500 video cassette a disposizione, caminetti (veri) nelle stanze e nei salottini. Anche qui vale la solita regola: se le camere sono troppo care (da 275 dollari) concediti un aperitivo al bar; qui arrivano i cosiddetti beautiful people e sarai stupita di quanto beautiful siano perfino i camerieri.

Gramercy Park Hotel
21th street at Lexington Avenue
tel 212 475 4320
Una vera chicca per due motivi: ha un piccolo parco privato le cui chiavi vengono date ai clienti che lo desiderano. E ha una sala “smoker’s friendly”, cosa rara a New York, dove nei locali pubblici di solito non si fuma. Ma non solo questo. E’ accogliente, con un’atmosfera europea e decadente, cioé quel mix che ai newyorkesi piace da pazzi. Camere da 155 dollari.

Soho Grand Hotel
310 W Broadway
tel 212 965 3000
Uno dei più spettacolari dell’intera città, elegantemente disegnato e decorato con gusto iper tech eppure molto caldo. Ultimamente al centro di una protesta: fuori dall’ingresso staziona un uomo che distribuisce un volantino a chiunque sembri interessato a entrare. Nel foglio si legge che Leonard Stern, il ricchissimo proprietario, non rispetta le norme di sicurezza e la vita dei clienti è in pericolo. A una lettura più attenta si capisce che il problema riguarda le richieste sindacali di alcuni lavoratori. Insomma, non ci troverai Bertinotti, ma è un luogo di delizia comunque. Prezzi a parte: le camere vanno da 374 dollari in su.

Casablanca Hotel
147 W 43rd street beetween Sixth and Seventh
tel 869 1212
Una piccola oasi che ricorda Marrakesh nel centro di New York. Potrebbe sembrare una follia, se non fosse che nella Grande Mela tutto è permesso, anche costruire un piccolo hotel che sembra un suk accogliente. Solo 48 camere (sono davvero poche per un albergo di New York) e prezzi in linea con il resto della città (molto cara, per altro). Le camere vanno da 265 a 375 dollari. C’è un difetto: è vicinissimo a Times Square che, anche se dopo la cura Giuliani è stata ripulita a dovere ed è in procinto di diventare il nuovo centro divertimenti per famiglie con il prossimo avvento dei locali Disney, resta tuttavia una zona un po’ così, con qualche personaggio non propriamente raccomandabile che ci bazzica. Tutto ok, comunque, se di sera hai l’accortezza di tornare in taxi.

Jolly Hotel
Madison avenue at 38th street
tel 212 8020600
Confortevole e rassicurante questo italianissimo hotel della catena Jolly, in una posizione che più centrale non si può. Se vuoi un po’ di vista, chiedi una delle camere che danno sull’Empire State Building. Se sei affaticata dopo una giornata intensa, fai un giro al terzo piano, nella Spa dove puoi scegliere un bagno turco, una sauna o un massaggio shiatzu. I prezzi? Ragionevoli davvero: 141dollari la singola, 170 la doppia.

Hotel Elysée

60 East 54th street
tel 212 7531066
Uno dei miei indirizzi preferiti, perché ha una posizione perfetta, a due passi dalla 5th, dalla Park avenue e dalla Madison, cioé dal meglio di New York e perché a tutto somiglia fuorché a un freddo albergo. La hall piccola e accogliente, le camere non grandi ma calde e, soprattutto, la biblioteca nella quale alle 6 del pomeriggio si sorseggia un bicchiere di vino con un pezzetto di formaggio francese (complimentary) ti fanno sentire a casa di amici più che in un hotel, per charmant che sia. Arredamento iper-classico, con tessuti damascati, marmi e grande privacy, uno dei punti forti dell’Elysée. Le camere non sono proprio regalate: da 345 dollari in su. Ma vale la pena informarsi sulle special rates. La porta accanto è quella del Monkey Bar, così chiamato per le scimmiette dipinte sul muro, e fa parte dell’albergo. Ci andavano Marlon Brando (da magro) e Joe Di Maggio, Ava Gardner e Tennessee Williams. La cucina prepara piatti che puoi farti portare in camera.

Washington Square Hotel
103 Waverly place
tel 212 777 9515
Più a Greenwich di così è difficile. Perfetto, quindi, se vuoi stare da questa parte della città. Anche se l’hotel, rinnovato quasi completamente qualche anno fa, manca dello charme e l’eleganza di alcuni di quelli sopra citati, ha un suo fascino indiscutibile, un po’ bohemien. Le camere sono piccole e arredate con semplicità, ma la domenica all’ora del brunch l’hotel offre concertini jazz che non fanno sentire la mancanza del designer di turno. Oltretutto ha dei prezzi oltremodo convenienti. Le camere partono da 126 dollari.

Kitano Hotel
66 Park avenue at 38th street
tel 212 885 7000
Un enorme cane di marmo firmato Botero accoglie i visitatori. Silenzio, eleganza essenziale. Il Kitano è un hotel giapponese, nato per soddisfare le esigenze dei manager del Sol Levante. I quali, a giudicare dai prezzi, viaggiano con un budget ben fornito: le camere normali (ma tutte sono un po’ speciali, per la verità) partono da 440 dollari e la Tatami suite costa addirittura 1900 dollari. Se non puoi permettertele, opta per una cena a base di sushi nel ristorante annesso.

The Box Tree
49th Street (between Second and Third Avenues)
tel 212 758-8320
Solo 13 stanze disposte su quattro piani e un piccolo ristorante, ma tutto delizioso.

The Mark
25 East at 77th street
tel 2127444300
Molto british ed elegante questo hotel di uptown che si è organizzato per funzionare sia per chi viene a NY per business (free shuttle per Wall Street) che per chi vuole fare cultura (free shuttle per il Theatre district il venerdì e il sabato sera). Ha un bellissimo fitness center e bambini e ragazzi non pagano fino a sedici anni.

Mangiare

Ecco una personalissima e doverosamente limitata selezione dei  ristoranti di New York. Prima di scorrerla o di leggerla con più o meno attenzione, ricordati di tenere in considerazione anche i ristoranti degli alberghi. A New York sono spesso ottimi e benissimo frequentati. In pratica, luoghi molto piacevoli nei quali passare una serata.

Masa

10 Columbus Circle, 4th floor
tel 212 8239800
Il tempio gastronomico newyorkese in assoluto è questo piccolo e minimalista locale giapponese, sedici posti, nemmeno una finestra, giardino acquatico, dove il pesce arriva ogni giorno freschissimo da Tokyo preparato e impacchettato da un collaboratore dello chef Masa Takayama. Il costo? Da paura: una cena può costare tranquillamente 500 dollari. Va bè, quei soldi meglio investirli in un vestitino glamour e cenare nel Masa di fianco, che si chiama Masa Table, è dello stesso proprietario e costa il giusto.

Dos Caminos Soho
475 West Broadway at Houston street
tel 212 2774300
Aperto da poco è il nuovo messicano in zona Soho fratello di quello di Park Avenue. Si somigliamo molto, anche se l’atmosfera di questo è – ovviamente, vista la zona – più casual. Le pareti sono rivestite di specchi e candele, che si riflettono per tutta la sala. Il cibo è lo stesso: messicano rivisitato e raffinato. Accanto al guacamole fatto espresso (a Park avenue te lo fanno davanti agli occhi, qui c’è un messicano addetto solo a schiacciare avocado tutto il tempo) ci sono piatti di pollo, gamberi, agnello con varie salse più o meno piccanti ma tutte molto gustose. Il prezzo per NY è medio.

Dos Caminos
373 Park avenue South at 27th street
tel 212 2941000
E questo è appunto il Dos Caminos più chic, molto attraente nel decor etno-raffinato e nella clientela uptown. Molti tavoli, cibo messicano (vedi sopra il Dos Caminos di Soho), esci e continui con lo shopping.

Balthazar
80 Spring street
tel 212 9651414
Questa brasserie affollata e rumorosa deve avere qualcosa di davvero speciale se dopo anni è ancora al top ed è difficile trovare un tavolo libero anche alle undici di sera del giorno più improbabile dell’anno (primo gennaio? quindici agosto? ventisei dicembre?). Comunque vale la pena, non tanto per il cibo in sè, alla francese, buono, anzi ottimo ma comunque abbastanza già visto, quanto per l’atmosfera da Sex and the City.

Citrus Bar & Grill
320 Amsterdam avenue
tel 212 595 0500
Molto più informale del precedente, questo è un posto che invita allo scambio di opinioni, a fare quattro chiacchiere con il vicino di tavolo. D’estate ci si siede all’aperto, ma anche all’interno non si sta male. Trendy.

Bryant Park Grill
25 W 40th street
tel 212 840 6500
All’ora di colazione le signore si trovano qui con le amiche per una insalata di aragosta tra uno shopping e l’altro. Tavolini all’aperto sotto i grandi ombrelloni bianchi, con vista sul piccolo Bryant Park. Sala all’interno con grandi vetrate. Sei dietro la New York Library. Dopo il caffé non perderti una visita alla magnifica sala da lettura.

Tribeca Grill
375 Greenwich street
tel 212 941 3900
Non fare finta di non sapere che questo è il ristorante di Robert De Niro. E non girare la testa intorno a te sperando di incontrarlo. Quando viene a pranzo o a cena (la sua casa di produzione cinematografica è a due passi) lo fa con grande discrezione e gli altri clienti si comportano come se lo vedessero tutti i giorni. Qualcuno dice che i quadri alle pareti sono opera del padre di De Niro. Avvicinare il naso per decifrare dalla firma se è vero è considerato di cattivo gusto. Scegli un tavolo strategico per il people watching o bevi un cocktail al bar. Il Tribeca Grill, con le grandi lampade a soffitto e i muri di mattoni in perfetto stile downtown è comunque un locale molto piacevole e non troppo caro.

Viand
673 Madison avenue at 61th street
tel 212 7516622
Piccolissimo, non particolarmente chic ma sempre affollato di signore bene che sgranocchiano frites e ingurgitano hamburger nonostante il servizio sia spartano, il piatto depositato direttamente sulla formica del tavolo dopo una sommaria passata di spugna. Il fatto è che questo localino semplice semplice nel cuore della Manhattan dello shopping è considerato dalle guide-bibbia della gastronomia newyorkese il top per i sandwich di tacchino. Poi, una volta che sei lì, ti fai tentare dal resto: pan cakes e insalate dietetiche (la slenderella, per esempio). Costa poco, si mangia in fretta e si torna a fare shopping.

Fanelli’s Cafè
94 Prince street
Più che un caffè o un luogo in cui gruppetti di intellectual-bohemians si ritrovano per un pranzo a base di carne o hamburger di bisonte questo è un vero pezzo di storia. E’ aperto dal 1847 e volantini in distribuzione all’interno raccontano di quando questa zona era una foresta di alberi nella quale per primi arrivarono gli olandesi.

Tamarind
41-43 E 22nd street
tel 212 674 7400
All’entrata un pannello di ferro intagliato con tanti piccoli elefanti e candele accese chiarisce ogni dubbio. Siamo in un ristorante indiano, aperto di recente in piena Midtown. Il menu è perfettamente in linea con la tradizione ma è, allo stesso tempo, molto ricercato e di insolita raffinatezza. Si mangia nei caratteristici piatti di metallo, si assaggia il delizioso pane nan, si sorseggia birra indiana o, a piacere, vino californiano o neozelandese. Il servizio è molto cortese. A fine pasto ci si può spostare al bancone per un drink.

Moustache
90 Bedford street
tel 212 2292220
Greenwich non delude: anche se dai ruggenti anni ’70 ha perso un po’ del suo smalto annovera ancora qualche localino non troppo rifatto. Come questo piccolo (davvero minuscolo) ristorante mediorientale, dove ai tavolini attaccati uno all’altro si assaggiano humous e tahina. Amichevole.

MiVaMi
137 7th avenue South
tel 212 243 1082
Piccolo ristorante mediorientale sul confine di Greenwich, a due passi da St.Christopher street, la Castro della Grande Mela. Tavolini all’aperto, tanta cordialità, menu piacevole e a prezzi bassi.

Geisha
33 East 61th street
tel 212 8131113
Giappo-chic a due passi dalla Madison. Al piano terra mangi su tavolini bassi, molto trendy ma un po’ scomodini. Al primo piano la sala lunga e stretta, decorata con pannelli luminosi con fotografie di fogli, fiori e bellissime donne giapponesi, invitano a una cena più formale. Adottalo per il lunch: mangi le stesse cose della cena (ottime, veramente) ma spendi solo 29 dollari, prezzo fisso.

Jerry’s
90 Chambers street (between Church and Bway)
tel 212 6081700
Il biglietto da visita dice che sei la benvenuta per breakfast, lunch o dinner, in perfetto stile newyorkese. In effetti è una specie di bistrò anni ’50, tutto giocato sui colori rosso e nero, con tante foto alle pareti, dove mangiare un’insalata di gamberi o un sandwich tra una compera e l’altra a Soho, oppure per una cena informale. Location perfetta.

Cafè Luxemburg
200 West 70th street
tel 212 8737411
Della stessa famiglia di Balthazar (vedi sopra) è una brasserie very hip, dove non è difficile incontrare qualche attore famoso di passaggio o residente nella Grande Mela. Il cibo spazia dalle costolette di agnello alle capesante del Maine (formato gigante) immerse in una deliziosa salsina. Il servizio simpatico e accurato, l’atmosfera tipicamente newyorkese. Devi prenotare perchè è sempre molto richiesto.

Spice Market
403 West 13th street
tel 212 6752322
Del vecchio mercato delle spezie, in una zona downtown che era – e in parte è ancora – riservata i magazzini della carne e del pesce, è stato ricavato un ristorante stylishcon cucina asiatica e aria da suk. bellissimo e – incredibile – con prezzi piuttosto normali.

Bond street
6 Bond street
tel 212 7772500
Mettini in fila, prenota per tempo o, in mancanza di meglio, seduci l’addetto all’accoglienza di questo trendyssimo e richiestissimo ristorante giapponese downtown; altra formula per trovare un tavolo non c’è, visto che mezza New York affolla le sale (tre: una con tavoli e sedie, uno con il bancone davanti ai velocissimi cuochi addetti al sushi, una al piano di sotto più club-lounge). Luogo perfetto per il people-watching. Sushi divino anche se all’americana, servito con salse e preparato con ingredienti che non includono solo pesce e riso ma danno al tutto un sapore divino.

Woo Lae Oak
148 Mercer street
tel 212 925 8200
Mai mangiato con la tua griglia personale piazzata tra bicchiere e tovagliolo, con tanto di scoppiettante fuoco sottostante? Segno che non sei mai stata in un ristorante coreano come questo, sobrio, minimal-chic, dove ordini carne o pesce crudi che ti cucini da sola a tuo piacimento nella grigia accesa direttamente all’interno nel tuo tavolo. Unico neo: alla fine i vestiti escono un po’… profumati i barbecue. Ma per quello c’è il febreeze.

Sushi sen-nin
49th east, 34th street
New York
tel 212 8892208
L’abito non fa il monaco. E questo ristorantino pieno di disegnini manga e festoni di plastica non sembra certo uno dei giapponesi cool di NY. Ma prova a chiedere i tuna spicy crispy rolls e poi ne riparliamo. La Zagat, la bibbia della ristorazione mondiale, lo definisce uno dei migliori sushi restaurant della città.

Virgil’s
152 West 44th street
tel 212 9219494
Rumoroso e allegro ristorante in stile cowboys dove mangiare bisteccone e burger beef a due passi da Time Square.

Shopping

Non c’è cosa che tu desideri che non si possa comprare a New York. I  negozi osservano di solito un orario che va dalle 10 del mattino alle 7 di sera e a volte anche di più. La domenica, quasi tutti i negozi sono aperti dalle 12 in poi. Non c’è scusa che tenga, quindi, per mancare di fare un giro nelle strade più adatte a questo tipo di attività, che sono la famosissima e griffatissima Fifth avenue e le vicine Madison e Park avenue.  Per uno shopping più insolito vai a Soho, dove la globalizzazione sta portando tutte le firme internazionali ma dove resistono deliziose piccole boutiques con abbigliamento e accessori particolarissimi. Da un po’ di tempo anche Tribeca sta prendendo piede: non mancare di fare un giro anche qui. E se vuoi proprio l’ultimissima tendenza, gira per le stradine di Nolita (north of Little Italy) dove stanno aprendo negozi molto interessanti.

Ina
101 Thompson street
tel 212 9414757
Indirizzo importantissimo, di quelli che le amiche si passano di voce in voce, dove trovi pezzi da designer al 50%: borse, scarpe, abiti, cappelli, cappotti, tutto di firma e tutto scontato.

Morgane Le Fay
746 Madison avenue
tel 212 8799700
Solo organza nei vestiti eterei e impalpabili, bellissimi, di questo negozio, con filiale anche nel quartiere di Soho. Quelli bianchi possono essere usati come insoliti e alternativi vestiti da sposa. Gli altri sono perfetti in ogni occasione, da quella elegante a quella quotidiana. Pochissimi colori (grigio, nero, castoro e bordeaux, oltre al bianco) e molta allure. Cari.

Buffalo Chips
355 West Broadway
tel 212 625 8400
Va di moda lo stile country, Madonna docet. Se ti piacciono i cappelloni alla texana, le camicie a scacchi, i gilet e i cinturoni alla Calamity Jane, questo negozietto dall’accoglienza cordiale è perfetto.

What comes around goes around
351 West Broadway
tel 212 3439303
Siamo a Soho, quartiere trendy per eccellenza, dove non poteva mancare un omaggio alla moda del momento, il vintage, modo elegante per dire che tutto quello che si vende è già stato usato da qualcun altro. Se non altro qui dentro non c’è il classico odore di muffa che caratterizza questo genere di negozi. Per il resto, tutto in linea con i second hand shops di tutto il mondo: camicette della nonna, gonnelloni fiorati, giubbotti di pelle, stivaletti coccodrillo, borse improbabili.

Tiffany’s
727 Fifth avenue
tel 212 755 8000
Diamanti (i migliori amici delle ragazze, diceva Marilyn Monroe), ma anche bracciali, anelli, collane. L’unica cosa che non abbiamo verificato è se sia in vendita o meno il famoso formanumeri in argento proposto a George Peppard in “Colazione da Tiffany”. Anche se non hai intenzione di fare acquisti, entra lo stesso nel tempio mondiale della gioielleria. Audrey Hepburn lo faceva semplicemente per tirarsi su di morale. E in effetti l’ambiente, ovattato e cortese, anche se un po’ troppo pieno di turisti a volte, è uno dei più rilassanti della città. Mettilo nell’elenco delle visite obbligatorie, né più né meno dell’Empire State Building.

Barnes & Noble
600 Fifth Avenue
tel 212 765 0590
Di tutto e di più diviso per sezioni, con tanto di sala lettura al primo piano e comode poltrone per sfogliare volumi e volumetti in tutta tranquillità.

Fao Schwartz
767 Fifth avenue
tel 212 212 6449400
Non c’è bisogno di citare Woody Allen (in “La dea dell’amore” portava il suo figlioletto adottivo a fare compere qui) per celebrare il più grande e famoso negozio di giocattoli del mondo. Sono tre piani, non hai scuse per non trovare almeno un micro giocattolino per i figli (o i nipoti o i figli degli amici) rimasti a casa. E anche se non hai né l’età né la predisposizione per i giochi, un giro da Fao è comunque una piccola avventura da non perdere.

The Enchanted Forest
85 Mercer street
tel 212 9256677
Piccolo, piccolissimo negozio pieno di pupazzi, peluche e marionette. A Soho, un quartiere dove di solito non si vedono tante mamme con passeggino a spasso, ma dove evidentemente si fanno affari con qualunque merce. Davvero un antro magico.

Parchi e giardini

Altro che semplice parco: il Central Park, 843 acri dalla 59th alla 110th strada, è un’istituzione, un sancta sanctorum, un mito.
Tra i suoi alberi, i suoi boschi, le sue colline, sono fioriti libri, film, citazioni. Polmone verde di una città assediata dal traffico e dallo smog, è utilizzato dai newyorkesi come valvola di sfogo per il jogging, una passeggiata, una lezione di tai chi, un giro in bicicletta o a cavallo, una lezione di acquarello, la lettura di un libro, un po’ di tintarella.
Tutte cose che puoi fare in tutta tranquillità, anche da sola, ma di giorno. Quando cala il sole, il parco di New York per eccellenza non sempre è un luogo raccomandabile.
Ecco alcune delle cose che puoi fare a Central Park:

• Un giro in bicicletta. Affittati due ruote e pedala nel verde con i grattacieli sullo sfondo. Il bicitour parte alle 10 da Columbus Circle (tra Broadway e la 59th, tel 212 606 2270) e costa 30 dollari per un’ora di giro, bici compresa.

• Un po’ di birdwatching. E’ incredibile il numero di specie di uccelli che puoi avvistare nel parco. Dai passeri ai falchi alle aquile, tutte le specie osservate sono catalogate in un libro conservato su un tavolo ovale nella Loeb Boathouse. Chiunque avvisti un uccello può annotarlo nelle pagine del libro. Solo nell’anno 2000 sono state registrate 200 specie diverse e, fra gli annotatori celebri, c’è anche l’ex-presidente Jimmy Carter. Se ti interessi di ornitologia, puoi iscriverti a un tour di birdwatching tenuto da Starr Saphir, da 17 anni un esperto naturalista. Puoi chiamarlo telefonando al numero 212 3043808.

• Un’arrampicata in parete. Hai letto bene, a Central Park puoi tentare una scalata su una parete di 10 piedi (poco più di 3 metri) posta all’estremo nord del parco. Si chiama Worthless Boulder ed è considerata perfetta dai climbers perché consente di allenarsi senza mettersi mai veramente in pericolo. Puoi ottenere informazioni sulle arrampicate chiamando il Central Park Conservancy al numero 212 348 4867 oppure visitando il sito  www.climnyc.com.

• Un sabba di streghe postmoderne. Vicino alla Bethesda Fountain, dalle parti del laghetto, c’è un luogo particolarmente caro alle adepte (e agli adepti) dei riti esoterici. Ogni due mesi circa si tengono qui cerimonie pagane (del tutto pacifiche, va specificato) in onore della luna nuova o del primo raccolto. I seguaci di queste sette pagane, che si ispirano a credenze di origine celtica o irlandese, sono qualche centinaio e fanno parte di un gruppo chiamato The Witches Anti-discrimination Lobby, che si è battuto per ottenere questo spazio al Central Park per la celebrazione dei propri riti.

• Un po’ di archeologia. Dove ora si trova il Central Park esisteva, prima della Guerra Civile, un villaggio, chiamato Seneca Village, abitato da afro-americani, indigenti o, più semplicemente, appartenenti alle più basse classi sociali. Il villaggio fu raso al suolo nel 1857 per fare spazio proprio al parco. Ma recentemente tre studiosi hanno battuto palmo a palmo il terreno con un radar per trovare il punto esatto in cui, a loro dire, si trovano ancora resti del villaggio, per poi chiedere il permesso per gli scavi. Se ti appassiona l’archeologia puoi tentare di scoprire dove abitavano i senechiani…

New York dall’alto

A New York puoi ancora guardare il mondo dall’alto in basso. Non farti mancare, in nome della paura, un tale privilegio. New York vivrà, anche senza Torri Gemelle, se tante persone come te avranno ancora la forza di guardare dall’alto la città.

• Sali al 65mo piano del Rockfeller Center. Sei nella Rainbow room (Rockfeller Center tel 212 632 5100) ristorante super-classico e iper-raffinato gestito da Cipriani. La sala principale ha una pedana centrale che gira lentamente su se stessa offrendo un panorama a 360 gradi. Intorno un bar dove, se non puoi permetterti una cena (è solo a invito) vale la pena concedersi almeno un aperitivo. I camerieri parlano italiano, per lo più. La gestione è di classe. Il Bellini è il cocktail di casa. Vacci al tramonto, per vedere le mille luci di New York accendersi sotto i tuoi occhi.

• Il più classico dei grattacieli è il simbolo di New York, soprattutto adesso. L’Empire State Building è tornato, suo malgrado, a essere il più alto della città. Dopo notevoli controlli dovuti alla sicurezza (e alla necessità di sottoporre gli ignari turisti al rito della foto da ritirare all’uscita) si arriva a 381 metri d’altezza, dove si trova la terrazza all’aperto. Se ami le citazioni cinematografiche, sappi che è qui che King Kong strizza tra le manone una bionda procace e spaventata ed è sempre qui che Meg Ryan dà appuntamento a Tom Hanks in “Insonnia d’amore”. Se invece ti interessa la storia, c’è poco da sorridere: nel 1945, complice una nebbia che avvolgeva Manhattan, il pilota di un bombardiere si schiantò al 79 piano, facendo tremare l’edificio e danneggiandolo seriamente.

• Ok, è un po’ roba da turisti. Ma il ristorante girevole all’ultimo piano del Marriot Marquis Hotel, che guarda caso di chiama The View, ti lascerà senza fiato. La città gira lentamente intorno ai tuoi occhi e senza che tu muova un passo vedi Manhattan da tutte le angolature. Oltretutto c’è un vantaggio: guardando il panorama eviti di guardare nel piatto: il cibo è assai meno stratosferico della vista.

New York dall’acqua

Manhattan vista dall’acqua. Non c’è spettacolo più incredibile e affascinante dello skyline di New York, mille volte rappresentato eppure sempre mozzafiato. Un artista italiano, Matteo Pericoli, arriva nella Grande Mela nel 1995 e lavora in due grandi studi di architettura. Poi, un giorno, sale sulla Circle Line che in tre d’ore fa il giro della baia. Rimane a bocca (e occhi) spalancati dalla bellezza della città che si dispiega sotto di lui. Dispiegare, questa è la parola. Perché Pericoli da allora comincia a disegnare e dipingere quello skyline che diventa un libro lungo 37 metri da svolgere piano piano e una mostra, organizzata alla New York Historical Society intitolata Manhattan Unfurled.

Consigli

Qualunque drink tu chieda, te lo serviranno affogato in mezzo a montagne di ghiaccio, anche se fuori la temperatura è sottozero. Se non ami bere un cocktail che si annacqua in quattro e quattr’otto, specificalo al cameriere.

Porta con te un maglione leggero o uno scialle tipo pashmina sia d’estate che d’inverno. I newyorkesi hanno un’idea bizzarra della temperatura. D’estate, quando il marciapiede ribolle sotto i 40° all’ombra, sparano un’aria condizionata da Polo Nord. D’inverno, con la neve che copre le strade, le case e i locali pubblici sono caldi come saune finniche. Questo complica notevolmente la preparazione della valigia. Se te lo puoi permettere, utilizza il cachemire: è l’ideale in ogni stagione.

Consigli da un uomo

Si chiama Luca ed è capitato per caso (e forse per sbaglio) su permesola.com. Ma su New York, i locali, lo shopping (!), la città da scoprire ha dimostrato di saperla davvero lunga e di avere la curiosità e il fiuto della più esperta delle viaggiatrici-segugie. Insomma, per quanto strano possa sembrare, pare che ci siano uomini che non guardano solo le partite. I suoi consigli ci sono piaciuti talmente tanto che abbiamo deciso di metterli on line. E poi non dicano che le donne non sono tolleranti…

• Un ristorante da non perdere si trova dentro Central Park: Tavern on the Green (Central Park West 67 Street NY). Fidati, uno spettacolo! Anche solo da visitare. Puoi scegliere dove cenare (diverse sale) per esempio la sala Cristal tutta a vetrate (soffitto compreso) che dà sul parco, sopra gli alberi con migliaia (se non di più) di luci blu e verdi e sculture nella siepe di tutti i generi. Ho trascorso lì un Natale con la mia ragazza; abbiamo speso quasi 400 dollari (in 2) compreso la mancia (ma attenzione era il cenone di Natale) in altri giorni i prezzi sono molto più contenuti (sui 60 dollari a testa) ed è uno spettacolo che merita.

• Un pub ristorante a Soho famoso per i migliori hamburger della città (fatti in una specie di pane arabo e non nello stopposo pane tipico di McDonald). Un posto alla mano: un pranzo con 10-12 dollari senza problemi. Si chiama Broome street bar, tra Broome street e West Broadway.

• Hogs & Heifers, 859 Washington street (corner tra 13th street e Washington street). Hai visto il Film le ragazze del Coyote Ugly? Beh … se vuoi incontrare gente che balla sui tavoli a ritmo di rock e una parete di reggiseni donati dalle improvvisate bellerine, questo e’ il posto giusto (ci andavo con la mia ragazza, è un posto assolutamente ok non volgare o cose simili…Giuro.)

• Da vedere il più grande internet caffè di NY, in Timesquare, sulla 44°st. Aperto 24 ore al giorno, 1 dollaro per un’ora di connessione, con telefono, web cam e connessione a 10 mega (puoi scaricare mp3 in 30 secondi) e farti preparare il cd che vuoi, ma soprattutto puoi telefonare in Italia quasi gratuitamente, o addirittura come facevo io, basta avere una connessione ad internet anche in Italia e via, che ti vedono anche (così la mamma, i fidanzati e i mariti sono contenti e tu spendi solo 1 dollaro per ora!)

• Tutti modi per salvare soldi e andare a spenderli da Tiffany. (Un suggerimento: se non si hanno troppi soldi, beh il terzo piano ha prezzi abbordabili anche per noi poveri umani, il pianterreno che tutti visitano ti uccide) prendi l’ascensore e trovi anelli anche da 100 dollari.

• Quasi tutti i club (discoteche) hanno prezzi elevati, ma basta entrare nel website e farsi spedire la riduzione, si risparmia fino a 10 dollari.

• Gli Outlet nel NewJersey, a solo 1 ora di autobus da Manhattan: cambi stato e vai in questi immensi store che ti vendono Kalvin Klein a meno del 50% rispetto a Manhattan, dove le tasse sono altissime.

In metropolitana esistono solo due direzioni: UP TOWN e DOWN TOWN. Guardando una cartina dal punto in cui ti trovi devi solo decidere se andare a nord o a sud rispetto il posto dove ti trovi. Ma come fare a capire ciò? Fermo restando che a NYC non mancano i punti di rifermento (ogni cartina riporta per esempio L’Empire State Building per cui basta alzare il naso e capire se si deve andare verso sud o nord) bisogna sapere che il quartiere di Manhattan è composto da stade che procedono da sud a nord tutte parallele chiamate Avenue e tagliate perpendicolarmente dalle famose street (tutte numerate) che partendo sempre da sud arrivano fino quasi al Bronx . Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio scacchiere: gli indirizzi sono semplici; per esempio, devo andare sulla Fifth avenue e 59 street, dove c’e’ il Plaza hotel e il Fao Schwartz, per cui basta mettersi sulla Fifth avenue e camminare verso nord (se si è per esempio a Timesquare che è sulla 44str) e una via dopo l’altra si arriverà a destinazione. Da notare che la Fifth avenue divede Manhattan in due parti essendo proprio nel centro: West side e East Side; in questo modo si svela il trucco dei numeri civici. Sei sulla Fifth avenue e la 49str (esempio) e guardi a nord alla tua destra avai il civico 300 della East side e alla tua sinistra il 300 west side ovviamente della 49th street…. e per tornare alla metro una volta scelta la destinazione, le metro viaggiano o tutte sulla west side o tutti sulla east side, in direzione nord o sud, per cui è molto semplice capire la direzione. Unica eccezione è il famoso “Shuttle” che si muove solo dalla East side alla West side e viceversa (sono solo due fermate una delle quali a Timesquare) e funziona da collegamento tra le parti. Con 17 dollari puoi avere il biglietto per metro e bus valido per 7 giorni dal primo timbro, 24 ore su 24 senza limite di utilizzo o di orario: il più comodo e utile di NY.

• Dove fare shopping se non da Macy’s che, come dicono loro (ed è vero) è “The World’s Largest Store”. Be’, i suoi otto piani per il reparto femminile e gli otto per quello maschile ti permettono di trovare tutto ciò che è vendibile al mondo. All’interno ci sono postazioni per aiutare i turisti a non perdersi perchè non è solo alto il palazzo, ma anche lungo e costruito su più livelli (esistono molti mezzipiani). Qui puoi trovare tutto! I prezzi, beh non sono altissimi ma nemmeno a buon mercato, ma un giro in questo negozio, quello del “Miracolo sulla 34ma strada”, o quello che ogni anno organizza la famosa sfilata dei carri di Natale, vale la pena. A novembre per il giorno del ringraziamento è d’obbligo. Oltretutto è a 50 metri dal Madison Square Garden e dall’Empire State Building! L’indirizzo: 34th Street between Broadway & 7th Avenue.

• Evita il Central Park di notte. Con tutto quello che puoi farci di giorno, non è il caso di rischiare brutti incontri.

• Evita anche, if possible, i taxi non autorizzati. I medallion (così sono chiamati quelli ufficiali) offrono maggiori garanzie e puoi sempre annotare il numero di licenza in caso di reclamo.

• Che l’Empire State Building sia un luogo magico è cosa nota a decine di migliaia di persone. Per evitare di incontrarle tutte insieme in ascensore, vacci al tramonto: troverai meno affollamento e vedrai la città accendersi sotto i tuoi occhi.
New York e’ raccontata da Daniela de Rosa




There are no comments

Add yours

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Translate »