Certo il Carnevale, certo il jazz, senza dimenticare la cucina cajun, ma c’è un motivo in più per andare a New Orleans ed è proprio il Natale. Perchè in questa città unica, elegante e sguaiata insieme, si possono vedere le decorazioni natalizie più sfacciatamente americane del Paese, una scusa in più per spingersi fino alla foce del Mississippi. Tutti ne hanno sentito parlare, è un viaggio che merita, diverte e fa riflettere e si può azzardare in ogni mese dell’anno, anche d’inverno. Consapevoli che il meteo regala l’unico rigore vagamente invernale della Louisiana, le settimane da Halloween a Natale sono sorprendenti per la cura con cui gli abitanti di questa capitale del sud decorano le loro villette in stile coloniale. Davanti a palazzine modello Via col vento, spuntano allora Babbi Natale con slitte e renne a dimensione naturale, e poi soldatini schiaccianoci alti quanto un giocatore Nba, stelle, ghirlande, luminarie, abeti addobbati, un tripudio di rossi e ori che si possono occhieggiare e fotografare anche salendo per poco più di un dollaro sullo streetcar St. Charles (il caro vecchio tram), che tra andata e ritorno in un’oretta circa vi fa fare un giro per tutto il Garden district. Viali alberati, case coloniali delle diverse epoche, ritmi tranquilli, la New Orleans più chic e raffinata sta tutta in questo quartiere che si è ripreso alla grande dopo l’uragano Katrina.
Tempio della musica
Ma superando il fastidio per il turismo di massa ad alto tasso alcolico, anche la visita alla classica Bourbon street è comunque consigliata. Ci sono ottimi ristoranti e buona musica, basta saper scegliere. Per una passeggiata serale appena meno kitsch, ci si può spingere in Frenchmen street. Anche qui ristoranti e jazz club di ottimo livello, la sera è impossibile restare in hotel. Per i più giovani ci sono anche locali con hip hop, che qui viene considerato il nipote legittimo del blues. Una storia, quella di come si è passati dal suono dei tamburi degli schiavi alle frasi ritmate dei giovani delle periferie, che si può scoprire nel Museo del Jazz, dopo aver fatto colazione al Cafè du Monde a base di beignet fritti e caffè alla cicoria (sì, come quella dei tempi di guerra, ma è da provare).
Una città africana e americana
Per gli amanti dell’horror c’è anche il museo del Voodoo; un legame, quello con i riti caraibici, che permea tutta la città. Ma al netto delle sue radici che si allungano fino all’Africa, New Orleans è una città profondamente americana (attualmente a guida democratica in uno stato, la Louisiana, a maggioranza repubblicana) e non a caso ospita uno dei più interessanti musei del mondo sulla Seconda guerra mondiale. L’ottica è tutta statunitense, e anche per questo è occasione di riflessione, e le installazioni sono hollywoodiane. Merita almeno mezza giornata.
Musica in tutti gli angoli
Last but not list il parco dedicato a Louis Armstrong, che qui è nato. A dividere il fotografatissimo Quartiere francese dal più autentico quartiere Tremè (imperdibili la cucina, la storia e l’atmosfera del Dooky Chase) c’è questo bel parco cittadino, con auditorium dedicato alla grandissima Mahalia Jackson. Sul limitare potete sedervi sotto uno dei grandi alberi di Congo square, lo spiazzo in cui qui assicurano siano nati blues e jazz.
La legge francese del Code noir nel 1724 chiedeva infatti ai coloni, bontà loro, di non far lavorare gli schiavi di domenica, gli schiavi si organizzarono e cominciarono a ritrovarsi per suonare, ballare e tenere un piccolo mercato proprio al limitare del quartiere dei bianchi; nacquero così le jam session e i ritmi afro-caraibici da cui in pochi decenni gemmò il blues. Il resto è storia in note, ma a New Orleans la storia si vive a ogni angolo e a ogni ora, perché la musica esce da ogni auto, da ogni finestra, per la strada e nelle messe. E vi trascina, vi troverete a battere il piede e a far ondeggiare la testa senza nemmeno accorgervene. Prima di partire controllate la guida per capire quali festival sono in corso e attenti al Mardi gras, è la festa più pazza di tutte, la più travolgente, divertente e imperdibile ma poi non lamentatevi se vi siete trovati intrappolati in una comitiva di signore di ogni età alticce e urlanti o di rudi cow boy ricoperti di collane colorate. E’ New Orleans e tutto può succedere.



