Mettere via i pregiudizi. Questo sarà d’ora in poi il mio mantra. Perché quando un’amica mi ha proposto di andare a vedere la mostra dedicata a Mike Bongiorno a Palazzo Reale, per i 100 anni dalla sua nascita, ho storto il naso e ho pensato che per un’amica si poteva anche fare una cosa trash. Invece.

La mostra

Il percorso della mostra, ben articolato, inizia con il racconto della vita di Mike Bongiorno, nato a New York da famiglia italiana, con i genitori che si separano quando lui è bambino (e ne soffrirà molto), con i suoi inizi giornalistici in seno alla comunità italo-americana, i primi esperimenti con lo sport e con la radio. Mike è stato staffetta partigiana, è stato incarcerato a San Vittore e ha conosciuto i campi di concentramento.  Ma è quando Mike Bongiorno entra nelle case degli italiani con i primi quiz (idea che lui ha mutuato da simili programmi in Usa) che arriva il momento-nostalgia. Perché abbiamo visto tutti magari non Lascia e Raddoppia ma sicuramente Rischiatutto e La Ruota della Fortuna, e sedersi nella cabina indossando la cuffia e avendo la possibilità di rispondere a domande su argomenti diversi (da scegliere tra facili, media e difficili), insomma giocare alla signora Longari ha un suo perché.

La cabina di Rischiatutto

photo: Daniela de Rosa

Momento-nostalgia

Non è mica finita. Perché un pulsante di consente di guardare i filmati di Teche Rai con tutti i momenti in cui Mike Bongiorno ha presentato il Festival di Sanremo (tanti) e di rivedere personaggi e cantanti che abbiamo conosciuto da bambini (Nada, anyone?). E andando ancora indietro nel tempo, si può entrare in un bar degli anni 50, quelli con i tavoli in formica e in cui c’era l’unica televisione che tutti guardavano, in bianco e nero, in mezzo ai cartelli che dicevano “non sputare per terra”.

Un bar anni '50 alla mostra su Mike Bongiorno

Photo: Daniela de Rosa

Il mondo si fa moderno

Con l’arrivo delle tv berlusconiane cambia tutto. Ce lo ricordiamo di più ma quel mondo che sa di naftalina non c’è più. Ci sono i colori, la ruota della fortuna, l’imbianchimento dei capelli (quelli di Mike rimangono immarcescibili nel loro biondastro). Nel bene e nel male la storia di Mike Bongiorno è la storia dell’Italia, raccontata da un uomo che è entrato nelle nostre case di prepotenza e non se ne è più andato. Nemmeno ora che non c’è più. Un uomo che, nonostante un passato difficile, non ha mai perso il sorriso.