Meryl-Streep

La femminista non dichiarata che combatte per le donne

Non chiamatela femminista, un etichetta che non le piace. Eppure nessuna è più femminista di Meryl Streep, a Londra per la première di ‘Suffragette‘, regia di Sarah Gavron sulla vita di Emmeline Pankhurst, attivista britannica che guidò il movimento per il diritto al voto delle donne.
‘Nel film c’è una frase: Fatti, non parole. Ecco, io voglio essere giudicata per quello che ho fatto come persona, non per un’etichetta’, dice l’attrice, seduta di fianco alle sue ‘colleghe’, l’attrice Carey Mullighan, la regista Sarah Gavron e la sceneggiatrice Abi Morgan.
‘Conoscevo la storia delle suffragette in America’, continua Meryl Streep. ‘Ma non quella delle suffragette inglesi. Non sapevo che l’età minima per il matrimonio era 12 anni e che una volta sposate le donne non avevano diritto a niente, nemmeno a dire la loro sull’educazione dei figli. Mia nonna, che veniva dall’Irlanda, era in quella condizione. Spesso la storia viene scritta da persone che vengono da una situazione privilegiata. Il bello di Suffragette è che la protagonista è una donna della working class, una donna qualunque’.

È un film storico, ma che ha molto a che vedere con la situazione attuale. ‘Ovunque si prendano decisioni importanti, in qualunque parte del mondo, donne sono assenti’, continua Meryl Streep. ‘Questo è sessismo. Parlo della politica, della situazione dei rifiugiati, della Chiesa. Ci sono solo due posti al mondo in cui le donne non hanno diritto di voto: Saudi Arabia e il Vaticano. A me sembra molto sbagliato’. Le donne fanno business, lavorano. Ma scrivono la storia?’.

suffragettes

Il cartellone del film Suffragettes

In Usa prima di andare a vedere un film la gente controlla le recensioni di Rotten Tomatoes’, continua Streep. ‘Ho fatto le mie ricerche e ho scoperto che ci sono 168 blogger e critiche cinematrografiche donne contro 760 uomini. Mi rende furibonda pensare che dobbiamo andare a vedere dei film basandoci sull’opinione degli uomini’.

C’è bisogno di molte altre Emmelin Pankurst, nonostante siano passati decenni. ‘Malala è la nostra Emmelin. La sua passione e il suo coraggio sono incredibili’.

Ma Meryl fa la sua parte. L’attrice ha personalmente finanziato un laboratorio di sceneggiatura per donne over 40, quelle che per via dell’età hanno meno possibilità di farsi notare nel mondo del cinema e dello spettacolo in generale. I primi script sono arrivati (‘Ne abbiamo ricevuti tantissimi’) e sono ne sono stati scelti alcuni che verranno effettivamente realizzati.




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