Photo: Martin Parr

Martin Parr, il fotografo pre-Brexit

Siamo umani, anche se siamo inglesi. Questo sembra dire Martin Parr con la sua consueta ironia, nella mostra aperta alla National Portrait Gallery di Londra. 

Non so cosa abbia votato Martin Parr al referendum su Brexit. Vista la sua aria scanzonata e gentile, c’è da sperare che abbia scelto il ‘remain’. Ma a guardare le sue foto si capisce che gli inglesi sono davvero un popolo a sé stante e fiero di esserlo.

Se esiste una ‘Britishness‘, la si trova nelle foto di Parr, che da anni va in giro per l’Inghilterra (o all’estero ma sempre dove ci sono comunità di inglesi) e fotografa i suoi connazionali. Quelli che sventolano la croce di San Giorgio e con la bandiera ci fanno anche il cappottino del cane, quelli che si vestono come si vestono e ne vanno fieri, quelli che si danno ai passatempi più eccentrici come tuffarsi in un lago ghiacciato, andare in canoa ma solo di notte.

Nella sezione delle celebrities, Martin Parr ha fotografato quelli che meglio impersonano l’essenza della weirdness inglese, da Vivienne Westwood a Grayson Perry. 

GB. England. London. Rocket Gallery Portrait session. The Perry Family. 2012.

At termine della visita potrai sederti nel pop-up café decorato come un autentico ‘British Caff’.

GB. England. Walsall. Willenhall. The Black Country. An area in the midlands, The Black Country gained its name in the mid nineteenth century due to the smoke from the many thousands of ironworking foundries and forges. Harbhajan Singh with his Union Jack bag. 2011.




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