Marrakech

Guida a Marrakesh, mediorientale chic

Pensa a Paul Bowles, a John Malkovitch e, soprattutto, a Debra Winger. “Il tè nel deserto”, di Bernardo Bertolucci. Lei, che si chiama Kit, guarda lui, che si chiama Port, e gli ricorda che loro due in giro per il Marocco sono viaggiatori, non turisti.
Anche se di Malkovitch non ne troverai molti, puoi sempre esercitarti a somigliare a Debra Winger.
Babbucce, cappello da deserto, Marrakech è ai tuoi piedi. Girala al tramonto, all’alba, sotto il sole di mezzogiorno. In tutta sicurezza. Con qualche piccola accortezza è una città sicurissima per le donne. Anche quelle sole. Come Kit.

di Daniela de Rosa

Muoversi

Per raggiungere il centro (a meno che tu non abbia comprato il biglietto attraverso qualche tour operator che ha pensato anche al tuo trasferimento in hotel), devi scontrarti con la prima realtà marocchina, con la quale avrai spesso a che fare: i taxi. Prima impari come funzionano, meglio è. A Marrakech ti puoi spostare in vari modi, che elenchiamo in ordine di comodità e confortevolezza. A te scegliere quello che ti sembra più adatto.
In taxi: si suddividono in petit taxi e grand taxi, in questo caso di solito si tratta di Mercedes. Sono di colore beige, hanno un segnale di riconoscimento sul tetto (la classica scritta taxi che dovrebbe essere illuminata quando la vettura è libera e spenta quando è occupata ma può essere accesa o spenta a seconda dell’umore dell’autista) e differente uso.
Il petit taxi viaggia solo all’interno dei confini urbani, il grand taxi può arrivare anche a distanze maggiori. In quest’ultimo la capienza è limitata solo dalla grandezza fisica dei passeggeri: fino a 5-6 persone di taglia media, 4 se sono un po’ sovrappeso, una decina se tra i passeggeri ci sono dei bambini. In questo caso la polizia chiude uno o anche due occhi e non è infrequente vedere auto stipate all’inverosimile. Il petit taxi dovrebbe viaggiare con il tassametro. Il condizionale è d’obbligo perché anche se pretendi che l’autista lo accenda (e lo fa solo se glielo chiedi) alla fine del viaggio la cifra che ti chiede non somiglierà per niente a quella indicata.
E qui veniamo a uno dei punti chiave del Marocco: le tariffe. Molto meglio accordarsi prima sul prezzo della corsa, tenendo prensente che la cifra che viene chiesta all’inizio deve essere decurtata di un 30-50%.
In auto: che avrai noleggiato (piuttosto improbabile che ti sia portata la tua dall’Italia, e se l’hai fatto, peggio per te). Occhio a due cose: la polizia è molto severa con chiunque, marocchino e non, percorra le strade del Paese. I marocchini, in compenso, hanno un tipo di guida che definire azzardato è eufemistico. Fanno un uso insolitamente intenso del clacson (se ce l’hanno messo dovrò pure usarlo, sembrano pensare, e lo percuotono con insistenza in ogni occasione, all’avvicinarsi di un semaforo, peraltro verde e sgombro, prima di una curva, per salutare un amico, e qui sembra si conoscano tutti). Se intendi guidare, regolati. Se la polizia ti ferma, però, puoi patteggiare qualche dirham invece di una sonora multa. A piedi: mezzo ideale, ma solo se devi compiere piccole distanze. La sola Medina è composta da circa 50 chilometri. Vedi un po’ tu.
In bici o in motorino: mica male come comodità. Se ne noleggiano ovunque per pochi dirham (trattare il prezzo, of course). Il casco non si è mai visto. Il secondo passeggero è un’abitudine. In calesse: ce ne sono a decine intorno alla Medina, ideali per un tranquillo (si fa per dire) giro delle mura con vista sulle varie bab (porte). L’inquinamento atmosferico e acustico consigliano di effettuare il giro nelle ore del mattino presto o della sera tardi. In asino: ebbene sì, ce ne sono diversi in giro per la città. Di solito sono adibiti a trasporto di merci ma hanno un carretto piuttosto spartano che può anche portare marocchini di ritorno dal lavoro e turiste stanche.

Dormire

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Nel giro di pochi anni Marrakech si è riempita di alberghi di tutti i tipi. Non è un problema quindi trovare un alloggio, anche perché alcuni di questi sono edifici dalle molte stanze che, anche se costruiti in perfetto stile moresco, non nascondono la loro vocazione turistico-gruppesca. L’ultima tendenza, invece, inventata dai francesi chic che si sono impadroniti della città, è quella di trovare un piccolo riad, una casa tradizionale con cortile centrale, di solito ubicata nella Medina e trasformata in hotel di charme, e trascorrere lì, nel silenzio assoluto ma a due passi dal chiasso dei souk, qualche giorno d’incanto. Ecco comunque una selezione di alcuni degli alloggi possibili.

La Mamounia
avenue Bab Jdid
tel 212 44 444403

Scelta di grande charme, a patto che il budget sia cospicuo. Questo, appena all’interno della Medina, è uno dei due alberghi più chic di Marrakech. I suoi giardini sono considerati perfino più belli di quelli della Majorelle, di proprietà di Yves Saint Laurent, che pure è uno che se ne intende. La Mamounia ha 171 camere, 56 suite e 3 ville, 5 ristoranti, 4 bar e una serie di servizi da sultano (la piscina all’aperto, varie jacuzzi, il tennis, lo squash, il parrucchiere). Le suites a tema (puoi scegliere tra l’Orient Express, quella con baldacchino, la Churchill, dal nome del suo occupante più assiduo) sono le più richieste. Per passarci una settimana ti tocca fare un mutuo, stando almeno al listino. Ma puoi avere il privilegio di sdraiarti ai bordi della piscina in compagnia di signore liftate e miliardari americani in bermuda.

Palmeraie Golf Palace
Les Jardines de la Palmeraie
tel 212 4 301010

Un cinque stelle nel palmeto di Marrakech (cioè a una decina di chilometri dal centro) dotato di tutto quello che ti può saltare in mente, dai ristoranti alle boutique al centro benessere dove puoi farti un hammam con gommage per uscire con la pelle di velluto. Niente paura: costa, ma non c’è bisogno di vendere la mamma per passarci qualche giorno. Collegato all’hotel (che di per sé è una specie di cittadella), il club sport & loisirs, con piscina, tennis, minigolf, squash, basket, volley, equitazione.

La Maison Arabe
1 Derb Assehbe Bab Doukkala
tel 212 44 387010

A nostro parere, uno dei migliori degli alberghi chic di Marrakech, superiore perfino a La Mamounia perché molto più intimo. Solo 13 stanze, salottini in quantità, un patio dove cenare o bere un aperitivo, servizio impeccabile, gli arredi di una casa elegante e accogliente senza essere pretenziosa. Per di più, a due passi dal centro. Imperdibile, almeno per un aperitivo o una cena tra amiche. Una navetta ti porta nel giardino con piscina e con un grande tendone sotto il quale si organizzano, su richiesta, corsi di cucina marocchina.

Mangiare

Riad Tamsna
Riad Zitoun Jdid 23 Derb Zanka Daika
tel 212 4 4385272

Un riad nato dalle mani (e dalla testa) di Meryanne Loum-Martin, francese di origine senegalese sposata a un americano. E’ lei che ha sistemato questa casa immersa nella Medina e ne ha fatto un ristorante nel giardino, una galleria d’arte e una boutique al primo piano. Il menu è fisso ma la scelta cambia ogni giorno. Cucina marocchina elegante a 230 dirham (23 euro circa). Si beve rigorosamente solo acqua e si chiude con dolce e thé à la menthe. La boutique ha pezzi bellissimi (babouches, tessuti, abiti, borse, gioielli) con prezzi, purtroppo, “milanesi”.

Comptoir Darna
avenue Echouhada Hivernage
tel 212 44 437702

Considerato il ristorante trendy della città. Puoi scegliere se mangiare in una delle due salette su due livelli diversi o nel giardino, seduta su cuscini sistemati per terra. Colori mattone e zafferano, grandi tendaggi. Piatti marocchini o francesi, molta atmosfera anche se un po’ delabré. Forse più nell’aria che nei cibi. Prezzi medi (sui 20-25 euro), tutto sommato.

Yacout 79
Sidi Ahmed Soussi
tel 212 44 382929

Petali di rosa sparsi sui tavoli, sui tappeti, sui cuscini. Atmosfera da incanto, luci soffuse, colori caldi. Che dire? Un posto romantico, ma anche trendy. Non farti intimorire e vacci con le tue amiche. Caro.

Vuoi cucinare qualcosa di marocchino? Prova questa ricetta.

Shopping

Chez Brahim
Souk Semmarine 82
tel 212 61 551968

Pezzo forte, anzi fortissimo, dello shopping di Marrakech. Le classiche ciabattine che i marocchini (uomini e donne) portano a tutte le ore del giorno e in tutte le stagioni fanno un figurone nei salotti occidentali. Oltretutto non è necessario comprare quelle classiche, giallo canarino ma ormai banali: ce ne sono di colorate, di pelle, tessuto, seta, cavallino, serpente, scamosciate e istoriate. Brahim è chiamato il re delle babouches all’interno del souk. Prezzi mooolto interessanti.

Siwa 124
rue Dar el Bacha Bab Doukkala
tel 212 44 391241

Sono tutti pronti a spacciarveli per berberi. Ma i gioielli venduti nella Medina qualche volta sono fatti l’altro ieri in qualche micro-laboratorio. Poco male, se ti piacciono. Basta che il prezzo sia adeguato. Quelli antichi davvero si vendono nei negozietti un po’ più eleganti (ce ne sono, anche nei souk) e costano di più. Qui ce ne sono di belli: ciondoli, orecchini spille, fibbie, braccialetti, e piccoli oggetti d’antiquariato.

El Abidi
Nasser Eddine 9 Souk Semmarine
tel 212 4 441066

Gioielli berberi, anche qui. Però, a differenza che in tutto il resto della Medina, in questo negozio non si trattano i prezzi e non si scende di un dirham dalla richiesta.

Ministero del gusto
22 Derb Azouz el Mouassine
tel 212 4 4426455

Alessandra Lippini è una bolognese con il gusto del decor che vive da otto anni a Marrakech. Ha messo insieme questa galleria che è un paradiso per gli occhi: tutto, dal salone con il camino al bagno (visitabile, perché è un pezzo di alta decorazione) è da ammirare. Periodicamente Alessandra organizza mostre, comunque vende (cari) i suoi pezzi d’arredo.

Ovunque ti capiti all’interno dei souk Compra un tappeto. Ce ne sono di bellissimi, molto colorati, antichi o contemporanei. La lavorazione, il disegno, l’annodatura cambiano a seconda della provenienza. Comunque sono davvero convenienti, rispetto al prezzo a cui dovresti comprarli in Italia. Per un tappeto vecchio (ma non vecchissimo) di circa 1.60 x 1.80 ti verranno chiesti 6000 dirham all’inizio della contrattazione, che possono diventare 3000 dopo un’oretta e più di chiacchiere, perlatro piacevoli, con il venditore.

Nei souk

Una lampada a muro di ferro, che a Milano trovi nei negozi più chic per qualche centinaia di euro, qui costa poche decine. Se ti piacciono, trovi vassoi, teiere, abat-jour, sedie, tavolini e oggetti vari in ferro battuto. Afrodisiache, per cucinare, per profumare, cosmetiche o per guarire: la quantità di spezie e unguenti è incredibile. Non resisterai alla tentazione di portare a casa qualcosa, fosse anche un barattolino di tè. Non sempre, una volta a casa, ritroverai lo stesso profumo, però.

Da vedere

• Prima di tutto la piazza Jemaa-el-Fna, una sorta di teatro all’aperto dove si svolgono di continuo spettacoli di vita marocchina, non solo ad uso del turista: ci sono gli incantatori di serpenti, i venditori di acqua, gli uomini con le scimmie, i venditori di tartarughe, le donne che dipingono le mani con l’henné, i cantastorie, i saltimbanchi, i dentisti… insomma, puoi passarci ore a guardare incantata quello che accade sotto i tuoi occhi. All’ora del tramonto appaiono le bancarelle di venditori di cibo. A dispetto dell’apparenza non sono niente male per uno spuntino…
• Il minareto della Koutoubia, il principale della città. Alto 70 metri è simile a quello di Rabat e di Siviglia, ma dalla sua costruzione, nel 1150, non è mai stato restaurato. In ore precise da qui parte la voce del muezzin che chiama i fedeli alla preghiera.
• Le Tombe Saadite, una necropoli scoperta dai francesi nel 1917 dopo secoli di abbandono. Si trovano nella Medina, non troppo distante dalla piazza e hanno un fascino particolare.
• La Medersa Ibn Youssouf, una scuola coranica fondata nel 1565, che ospitava circa 400 allievi. A differenza delle moschee, nelle quali è vietato l’ingresso ai non musulmani, qui puoi entrare e visitare. E ne vale davvero la pena. All’interno c’è un patio con fontana (proveniente da Cordoba) e al primo piano, simili a tante cellette, ci sono le stanze degli studenti.
• Le Moschee. Ce ne sono tante, alcune grandiose, come quella di Ibn Youssouf, altre anonime. Peccato non poter entrare. Sbircia almeno dall’ingresso: vedrai a tutte le ore uomini che si tolgono le scarpe ed entrano per assolvere il loro dovere di preghiera.
• Il Palazzo della Bahia: a che se un po’ in abbandono, vale comunque una visita. Era la residenza del visir di Marrakech ai tempi di Hassan I. Vi sono stati girati diversi film, tra cui Ali Baba e i 40 ladroni e Casablanca, Casablanca. • I Giardini della Majorelle, appartenuti a Yves Saint Laurent. Inutile cercare la fontana da cui secondo la leggenda sgorgavano fiumi di Opium. Restano comunque una piacevole passeggiata.
• Il museo des amis de Marrakech, all’interno dei souk, è una rappresentazione dei vari stili dell’artigianato marocchino.
• I Giardini de la Menara, una grande estensione di verde con in mezzo una vasca per l’acqua risalente al periodo almohade. Nel mezzo si trova un elegante padiglione in stile moresco costruito nel 1870.

Dieci must

1. Fatti un hammam, esperienza sublime che, anche se ormai esiste anche a Besana Brianza (si fa per dire, non correre a cercarlo…) qui ha tutto un altro allure. Al beauty center dell’Hotel Golf Palace non hai bisogno dell’appuntamento. E’ aperto dalle 10 alle 21 e costa 150 dirham 15,50 euro), compreso il gommage effettuato da una robusta donna marocchina che ti massaggia energicamente con il guanto di crine. Risultato: quando esci hai una pelle di albicocca e ti senti su una nuvola. Fantastico.

2. Sali sulla terrazza di un riad o di uno dei bar della piazza Jemaa-el-Fna a a bere un the à la menthe. Sotto di te si svolge uno spettacolo bellissimo.

3. Entra in un negozio di tappeti, anche se non hai intenzione di comprarne uno. Il proprietario te ne mostrerà di bellissimi, dell’alto e medio Atlante, kilim, berberi. Solo pour le plaisir des yeux.

4. Fai un giro in calesse intorno alle mura della Medina. Magari al tramonto, quando il colore rossastro della città si accende ancora di più.

5. Compra qualcosa, qualunque cosa. Se la trattativa non ti stressa, chiacchierare una mezz’oretta con un venditore e portare a casa un oggetto è assolutamente divertente.

6. Assaggia i dolci marocchini, a base di miele e pasta di mandorle. Sono appiccicosi, dolcissimi e un vero attentato alla linea, ma buonissimi. La migliore pasticceria è AL Jawda, in rue de la Liberté, vicino all’ufficio del turismo.

7. Mangia, almeno una volta, in una delle bancarelle della piazza. Esperienza da provare, sempre che tu non sia troppo schifiltosa. Per pochissimi dirham assaggerai salsicce buonissime. Bevi solo bibite in bottiglia e non usare posate. Per il resto non ci sono problemi. Tra le migliori, la bancarella che porta il numero 1 (sono tutte numerate), gestita da una simpatica ragazza.

8. Fatti fare un tatuaggio all’hennè sulle mani. La piazza è piena di donne marocchine accovacciate per terra con il catalogo dei disegni che possono realizzare. Il tatuaggio resta per circa una settimana.

9. Fai una passeggiata nel verde. Soprattutto se vai a Marrakech in estate sentirai il bisogno di un po’ di (relativo) fresco. Marrakech è famosa per i suoi giardini, quindi hai solo l’imbarazzo della scelta. Se vuoi fare le cose in grande, vai alla Palmeraie, un’immensa distesa di palme.

10. Quando torni, iscriviti a un corso di danza del ventre. Ti dà una grande scioltezza di movimenti, un notevole carica sensuale e, last but not least, rende tonica la pancia.

Consigli

A volte gli hotel o i ristoranti nei riad della Medina sono nascosti dietro portoni impenetrabili, da trovare dopo aver percorso stradine strette e buie nelle quali avventurarsi mette paura. Se si chiedono indicazioni si rischia di girare in tondo per ore. In questo caso i proprietari vengono in aiuto nel modo più semplice. Basta telefonare e avvisare dell’arrivo e loro mandano qualcuno a prenderti nella piazza Jemaa-el-Fnaa, il punto di partenza di tutta la vita di Marrakech.
Capitolo informazioni: chiederle è obbligatorio in una città labirintica come Marrakech. Ma seguirle è tutta un’altra questione. Qui tutti sono gentilissimi e rispondere “Non so dov’è quello che mi chiedi” non è concepibile. Piuttosto che non darti una risposta te ne danno una a caso. Chiedi a più di una persona prima di seguire le indicazioni.
Capitolo contrattazioni: che ti piaccia o no, non devi assolutamente pagare il primo prezzo che ti viene chiesto. Per nessuna merce che tu voglia comprare, meno che mai per gli acquisti nei souk. Fa parte della cultura locale mettere in atto una sceneggiata con l’acquirente, che può durare pochi minuti per lo shopping minuto fino a qualche ora per acquisti impegnativi, per esempio un tappeto. Alla fine se avrai raggiunto uno sconto del 40-60% avrai pagato un prezzo “abbastanza” equo.
Il giorno dedicato alla preghiera è il venerdì. Uffici pubblici e banche sono chiusi. E’ bene portare con sè la doppia spina elettrica con uscita a due biforcazioni, altrimenti non si possono utilizzare le prese per gli apparacchi elettrici e per la ricarica dei cellulari.

Sconsigli

• Non andare a cercare il cambio nero per avere un po’ di dirham. Non esiste più. Si cambia in banca o in albergo, senza commissioni. Un euro = 10 dirham.
• Usa i petit taxi per girare in città. Costano meno dei grand taxi. Ma patteggia prima il prezzo della corsa.
• Non cambiare grosse quantità di denaro. I dirham avanzati non ti serviranno a nulla in Italia. Potrai cambiarli all’aeroporto prima di partire ma ci perderai comunque un 50%. Invece, spendili fino all’ultima monetina. Oltretutto è più divertente…
• Non telefonare dall’albergo. Le tariffe sono proibitive (circa 4 euro al minuto). Usa invece i telefoni pubblici (si chiamano teleboutique ma non aspettarti i Prada della telefonia…) o il tuo cellulare. Però ricorda che la tariffa applicata è più alta che in Italia: più di 2 euro al minuto.
• Anche se Marrakech è una città decisamente internazionale e piuttosto aperta rispetto alle altre città del Maghreb, è sempre una città musulmana. Le donne, almeno quelle di una certa età (ma a volte anche le giovani) girano velate. Non dimenticartene quando decidi cosa indossare. Evita abiti troppo scollati, considerati offensivi e inutilmente provocanti.
• L’hamman dell’hotel Mamounia é da sconsigliare perché costa molto: 350 diram per 12 minuti di massaggio; deludente.

Numeri utili

Ambasciata d’Italia in Marocco
2, Zankat Idriss Al Ahzar Rabat
Tel 212 37 706597/8.
Ambraba@onpt.net.ma

Consolato Generale
21, Avenue Hassan Souktani
Tel 212 22277558
italconsul.casa@casanet.net.ma

Ambasciata del Marocco in Italia Via Spallanzani, 8/10 Roma tel 06 4402506
Ente Nazionale per il Turismo del Marocco
Via Larga, 23 Milano
tel 02 58303756 – 58303633
turismo.marocco@tin.it

Marrakech e’ raccontata da Daniela de Rosa




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