Per molto tempo fu impedito alle donne di ricevere un’educazione artistica all’interno delle accademie. La Royal Academy of Arts, fondata nel 1768, contava due donne come membri fondatori su 36. Nelle opere di Johann Zoffany, queste due artiste sono inserite nei ritratti sullo sfondo; ciò fa emergere bene che, sebbene fossero state ammesse, non erano viste in maniera uguale ai loro compagni uomini. Proprio il fatto che siano state rappresentate in questo modo ne è la dimostrazione.

Il talento di Angelika

Una di questa fu Angelika Kauffmann, un talento precoce. Non potendo accedere ad un’istruzione accademica venne istruita dal padre, anche lui artista. La sua produzione si concentrò sui ritratti di importanti personaggi e sulle pitture storiche. Ritrasse il famoso studioso delle antichità, Winckelmann, che lo stesso studioso giudicò come il migliore.

Angelica Kauffmann, Johann Joachim Winckelmann,1764, Kunsthaus Zürich

Angelica Kauffmann, Johann Joachim Winckelmann,1764, Kunsthaus Zürich

 

Mary Moser, pittrice di fiori

L’altra donna che fu una delle due fondatrici della Royal Accademy of Arts, fu Mary Moser; come Angelika Kauffman, era figlia di un artista. All’epoca in cui rivestì il ruolo di fondatrice aveva solo 21 anni. La sua produzione artistica si concentrò principalmente sulla realizzazione di fiori. Per le sue capacità ottenne committenze importanti, tra cui quella ricevuta dalla regina Carlotta: decorare una stanza della dimora di Frogmore House. La stanza era dedicata alla botanica, passione della regina, ed è chiamata “Mary Moser Room”. Venne pagata dalla regina 900 sterline. Oltre a questa commissione, fu proprio lei a insegnare a dipingere alle figlie della regina e di Giorgio III. Quando, in età avanzata, soffrì di problemi alla vista, iniziò ad assumere un ruolo più rilevante all’interno degli affari dell’Accademia.

Mary Moser, Vaso di fiori,1792-97, Royal Collection

Mary Moser, Vaso di fiori,1792-97, Royal Collection

 

Il difficile cammino delle artiste

Il ruolo di queste due artiste fu comunque limitato: non potevano partecipare alle lezioni di disegno dal vero dell’Accademia, né furono ammesse al Consiglio, ossia l’organo responsabile della gestione dell’Accademia. Per raggiungere la parità sarebbe stato necessario attendere ancora molto tempo.

Dopo la morte di Mary Moser, nell’Accademia non fu più presente alcuna figura femminile. Nel 1860, Laura Herford, nella sua opera inviata per l’ammissione, si firmò solo con le sue iniziali, in modo da nascondere il fatto di essere una donna. Lentamente il numero delle donne in Accademia crebbe, ma l’artista britannico George Dunlop Leslie non vedeva di buon occhio questo cambiamento, tanto da definirlo “l’invasione femminile”. Pur essendo le donne ammesse in Accademia, non c’erano ancora artiste professioniste che gestivano l’istituzione. L’opera “The roll call” venne esposta alla mostra estiva della Royal Academy. Il successo di quest’opera fu dovuto alla ricerca del realismo da parte dell’artista: infatti, Thompson  aveva consultato i veterani della guerra di Crimea, molti dei quali posarono per l’opera. Durante l’esposizione fu necessario porre una guardia di fianco al dipinto per proteggerlo dalla folla. Quest’opera portò l’artista a raggiungere la fama sulla scena internazionale. Il dipinto venne poi acquistato dalla regina Vittoria. Per la mancanza di due voti, Thompson non divenne membro associato dell’Accademia dopo le fondatrici.

 

 

Elizabeth Thompson, The roll call,1874,Royal Collection

Elizabeth Thompson, The roll call,1874,Royal Collection

 

A raggiungere questa carica fu Annie Swynnerton (nata Robinson), eletta nel 1922 quando aveva già 77 anni, dopo essere stata nominata senza successo per due volte. Per via dell’età, venne infatti nominata “membro associato in pensione”. Nonostante questo successo, l’artista rimase delusa dal ritardo del riconoscimento del suo lavoro artistico. Aveva trascorso la vita tra Roma e Londra; nella prima città si era infatti sposata con l’artista Joseph William Swynnerton. Dopo la morte di quest’ultimo, aveva trascorso più tempo in Inghilterra. A vedere il valore del suo impegno fu il pittore John Singer Sargent, da cui ottenne il sostegno. La sua produzione si concentrava sui paesaggi e sulla figura umana, con uno stile che richiamava quello preraffaellita.

 

Annie Louisa Swynnerton, Il senso della vista,1895,Walker Art Gallery Liverpool

Annie Louisa Swynnerton, Il senso della vista,1895,Walker Art Gallery Liverpool

 

Come per tutte le donne dell’epoca, non era stato per nulla facile ottenere un’istruzione artistica completa. Lo studio del nudo era ancora ostacolato per le donne, a cui era permesso, nelle scuole d’arte, studiare solo figure drappeggiate o vestite. Così Marija Konstantinovna Baškirceva andò a Parigi a frequentare l’Académie Julian, un’accademia progressista che permetteva alle studentesse di studiare il nudo.

Marija Konstantinovna Baškirceva, Nello Studio all’Accademia Julian di Parigi,1858-1884, Dnipropetrovsk State Art Museum

Marija Konstantinovna Baškirceva, Nello Studio all’Accademia Julian di Parigi,1858-1884, Dnipropetrovsk State Art Museum

La sua passione si mescolava al sostegno per i diritti delle donne, pur non avendo mai ricoperto un ruolo attivo. Dopo uno dei rifiuti da parte dell’accademia, fondò la Manchester Society of Women Painters con  Susan Isabel Dacre. Il primo membro femminile della Royal Academy of Arts a tutti gli effetti fu Laura Knight. Fu una delle artiste più apprezzate nella prima metà del ‘900 per le sue scene di balletto e di vita circense, dai colori sgargianti. All’età di 68 anni l’artista si recò a Norimberga e dalla tribuna della stampa ha raccontato con le immagini i famosi processi dei criminali nazisti.

Laura Knight, Il processo di Norimberga,1946

Laura Knight, Il processo di Norimberga,1946

 

Lentamente, il valore del lavoro artistico femminile venne riconosciuto: nel 1967, le donne nell’Accademia erano quattro e finalmente poterono accedere alla cena della Royal Academy, un evento fondamentale per il panorama artistico del Paese. Dobbiamo però attendere fino ai giorni nostri, nel 2019, per un totale riconoscimento, quando finalmente Rebecca Salter  è stata eletta come presidentessa.