C’è un anniversario che appartiene alla storia civile del Paese ma che continua a parlare al presente: gli 80 anni dalla prima partecipazione delle donne al voto in Italia. Era il 1946 quando milioni di italiane entrarono per la prima volta nelle urne, contribuendo a ridisegnare il futuro del Paese. Oggi, a distanza di otto decenni, quella conquista torna al centro di un progetto culturale che sceglie il linguaggio del cinema per interrogare il presente e le nuove generazioni.
Si intitola Facciamo rumore il cortometraggio realizzato da OffiCine-IED con il sostegno di Alpitour World, presentato a Milano come parte di un più ampio percorso dedicato ai temi della partecipazione democratica, della parità e dell’inclusione.
Il progetto nasce all’interno del FilmLab di OffiCine-IED, laboratorio che mette in dialogo formazione e industria cinematografica, offrendo ai giovani autori l’opportunità di confrontarsi con professionisti del settore. A guidare l’iniziativa è la direzione artistica di Silvio Soldini, mentre la regia è firmata da Daniele Lince. Nel cast figurano, tra gli altri, Ida Marinelli e Andrea Bosca.
Più che una celebrazione commemorativa, Facciamo rumore sceglie la strada della provocazione narrativa. Ambientato in una Milano contemporanea, il corto segue la storia di una giovane donna alle prese con uno scenario distopico: la possibile abolizione del voto femminile. Un’ipotesi volutamente estrema che diventa motore di riflessione e azione collettiva, interrogando il pubblico sul valore dei diritti acquisiti e sulla fragilità delle conquiste democratiche quando vengono date per scontate.
Il film sarà disponibile dal 2 giugno sui siti di OffiCine-IED, IED e Alpitour World, oltre che attraverso i canali di iO Donna, media partner dell’iniziativa. Successivamente approderà anche sulle piattaforme digitali e nel circuito dei principali festival nazionali.
Per Alpitour World il sostegno al progetto rappresenta un ulteriore capitolo del proprio percorso legato ai temi della Diversity & Inclusion. Negli ultimi anni il gruppo ha infatti consolidato strumenti e politiche interne orientate alla costruzione di un ambiente sempre più inclusivo e attento alla parità di genere. Ma l’orizzonte scelto va oltre il perimetro aziendale.
La collaborazione con Facciamo rumore riflette infatti una forma di mecenatismo contemporaneo in cui cultura, formazione e responsabilità sociale si intrecciano. Un approccio che riconosce al cinema e alle arti il ruolo di spazio pubblico, capace non solo di raccontare il mondo ma anche di stimolare consapevolezza e dibattito.
In questo senso il progetto assume un significato che supera la dimensione della singola produzione audiovisiva. Il cuore dell’iniziativa è infatti il coinvolgimento dei giovani, non soltanto come pubblico ma come protagonisti di un percorso creativo e professionale. Offrire occasioni concrete di formazione, confronto e sperimentazione significa investire su una generazione chiamata a misurarsi con questioni civili e culturali tutt’altro che archiviate.
Lo stesso spirito attraversa un secondo appuntamento sostenuto dal gruppo turistico: La Nostra Storia. Il voto alle donne, 80 anni di cammino. Musica e parole, evento di cui Alpitour World è main sponsor e che si terrà il 26 ottobre 2026 all’Auditorium della Conciliazione di Roma.
Al centro della serata ci sarà Her Story, oratorio contemporaneo della compositrice americana Julia Wolfe ispirato alla celebre lettera di Abigail Adams, che invitava a “ricordarsi delle donne” nella costruzione della democrazia. Musica, parole e testimonianze si intrecceranno grazie alla collaborazione con Fondazione Una Nessuna Centomila, UDI – Unione Donne in Italia e Rai Com, trasformando l’evento in uno spazio di memoria condivisa e confronto pubblico.
Ottant’anni dopo quel primo voto, il messaggio sembra chiaro: i diritti non sono monumenti immobili ma patrimoni vivi, da custodire e rinnovare. E forse proprio per questo, oggi più che mai, c’è ancora bisogno di fare rumore.
