C’è un posto, nella Madrid de los Austrias, la più centrale, dove i dolci si comprano senza mai vedere chi li ha fatti. Si chiama Monasterio del Corpus Christi, ma tutti lo conoscono come Las Carboneras, e dietro quel nome si nasconde una storia di clausura, che sa di zucchero, anice e silenzio.

Il convento nasce nel 1607 per volere di Beatriz Ramírez de Mendoza, contessa di Castellar, che lo fonda in una casa nobiliare per le monache dell’ordine delle Gerolimine. La chiesa, un bell’esempio di primo barocco madrileno, viene costruita pochi anni dopo. Dal 1981 è Bene di Interesse Culturale, e dentro custodisce tesori come la pala dell’altare maggiore di Antón Morales e un’Ultima Cena di Vicente Carducho.

E il soprannome? Pare che un dipinto della Vergine sia stato ritrovato in una carbonería, un deposito di carbone, e poi donato al convento. Da lì, carboneras. Che sia andata proprio così o no, a me piace pensare che una Madonna nata tra la fuliggine abbia dato il nome a un luogo così dolce.

Dall’esterno, il convento non si fa notare per niente: niente croci, niente campanile, una sobrietà quasi timida. Passeresti oltre, se non fosse per il profumo. Chi è stato lì racconta di un aroma di anice che invade le stanze e arriva fin sulla strada, e che richiama ogni giorno decine di curiosi.

Le monache di clausura non escono e non incontrano i clienti: i dolci passano attraverso il torno, la ruota di legno girevole incastonata nel muro. Tu suoni il campanello, una voce risponde dall’altra parte, dici semplicemente “dulces” e comincia il rito. Chiedi, aspetti, la ruota gira, e compare la scatola. Nessun volto, solo una voce gentile e un pacchetto. Si paga in contanti e fuori dalla ruota c’è l’elenco dei dolci che si possono ordinare, a chilo o mezzo chilo.

Cosa si trova? Le tradizionali ricette dei forni conventuali: paste, mantecados, biscotti di pasta frolla e i celebri naranjines, simili ai savoiardi ma profumati all’arancia. Sono dolci semplici. Le monache sono poche, quindi non sempre c’è tutto, e spesso le scorte finiscono presto. Meglio non arrivare all’ultimo minuto.

L'elenco dei dolci disponibili nel Monasterio de las Carboneras

L’elenco dei dolci disponibili nel Monasterio de las Carboneras. Photo: @Daniela de Rosa

Qualche dritta pratica, per chi vuole andarci. L’indirizzo è Plaza del Conde de Miranda 3, ma la porta per i dolci si trova sul lato di Calle del Codo, al numero 3, dove troverai un campanello con la scritta “monjas”. Gli orari del torno, in genere, sono la mattina dalle 9:30 alle 13 e il pomeriggio dalle 16:30 alle 18:30 circa. Ti consiglio comunque di controllare prima, perché possono cambiare, soprattutto nei festivi.

Porti a casa anche un pezzetto della Madrid che resiste: quattro secoli di preghiera, di mani in pasta e di porte che si aprono solo per un minuto, il tempo di uno scambio. Poi torna il silenzio e l’invisibilità.

E c’è un’ultima cosa bella: comprando quei dolci, aiuti davvero le monache a sostenersi. Un souvenir che ha un cuore.

L’anno scorso, a causa della scarsità di vocazioni, El Paìs ha pubblicato un lungo articolo nel quale si diceva che la maggior parte dei conventi spagnoli di clausura deve fare affidamento a monache straniere, dato che di “nostrane” c’è ormai grande scarsità.  Delle 30 monache che abitavano al convento delle carboneras 40 anni fa ne sono rimaste 8 (nel 2025), di cui solo 3 sono spagnole.

Un poster offre una esperienza vocazionale di 15 giorni per chi si sentisse attratto dalla vita di clausura.

Il manifesto nel quale Las Carboneras offrono un periodi di 15 giorni di esperienza di clausura.

Il manifesto nel quale Las Carboneras offrono un periodi di 15 giorni di esperienza di clausura. Photo: @Daniela de Rosa