Il fotografo che non fotografa

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Joachim Schmid (nato a Balingen, Germania, 1955, lavora e vive a Berlino) lavora intensamente con la
fotografia dai primi anni Ottanta, ma non è un fotografo in senso stretto. Infatti egli non fotografa e
non produce alcuna immagine.
Nel 1989, in occasione del 150mo anniversario dell’invenzione della fotografia, ha provocatoriamente
dichiarato: “Nessuna nuova fotografia finché non saranno utilizzate fino in fondo quelle già
esistenti
!”, una dichiarazione alla quale è rimasto fedele fino a oggi.

Schmid decide dunque di sospendere la produzione e “si limita” a cercare, raccogliere, riutilizzare
fotografie già esistenti e scattate da altri, ma anche figurine, inviti di mostre, manifesti, cartoline,
immagini stampate su libri, giornali, dépliant, trovate nei mercatini, negli archivi, o prelevate da siti
internet e social network.

Le toglie dunque dal grande flusso della comunicazione contemporanea, le
archivia, se ne appropria, le associa tra loro, talvolta le manipola, in cerca di nuovi possibili significati.
Egli è dunque non un fotografo, ma un collezionista, un entusiasta del riciclaggio, un catalogatore.

La vasta opera di Joachim Schmid rappresenta oggi un’idea postmoderna profondamente presente
nell’arte contemporanea: quella di riappropriazione e di ridestinazione dei prodotti della cultura degli
uomini a significati sempre nuovi e diversi.
Il suo nuovo ironico motto oggi è: “Per favore non smettete di fotografare”.

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La mostra proposta dal Museo di Fotografia Contemporanea e realizzata grazie al sostegno di
Deutsche Bank, è composta da fotografie della serie Bilderbuch (Libro di immagini) e comprende 60
immagini anonime e 40 libri nei quali sono presenti fotografie di temi e generi eterogenei, raccolte da
Schmid negli anni e organizzate in sequenza. Sia in mostra che nei libri il pubblico si trova davanti a
decine e decine di immagini trovate, rimosse dal loro contesto originale e presentate senza alcun
commento, estranee tra loro, l’una accanto all’altra.

Il progetto educativo dal titolo Parlami di te, è realizzato a cura della Biblioteca e del Servizio
Educativo del Museo di Fotografia Contemporanea in collaborazione con il Centro Culturale Il Pertini
di Cinisello Balsamo, e sostenuto da Fondazione Cariplo (bando “Avvicinare nuovi pubblici alla
cultura”). Attraverso incontri, workshop, dibattiti, lavoro di gruppo, un elevato numero di cittadini
appartenenti a generazioni diverse raccolgono fotografie familiari, figurine, stampati, documenti visivi e
scritti, immagini da internet, per produrre insieme una serie di libri.

La mostra – aperta dal 2 dicembre 2012 al 5 maggio 2013 – viene presentata al pubblico da una conversazione (che avra’ luogo il 30 novembre) tra Joachim Schmid e due teorici della fotografia: il critico e curatore Simone Menegoi e il fotografo Franco Vaccari. Durante la serata inaugurale saranno affrontati i temi principali dell’indagine di Schmid in relazione alle nuove tensioni che attraversano la società e l’arte contemporanea.




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