Una che non le mandava a dire, assertiva, volitiva e ribelle. “Io sono Leonor Fini” è il titolo della mostra dedicata alla pittrice surrealista a Palazzo Reale di Milano fino al 22 giugno 2025.
Bene fa Palazzo Reale, e in questo caso Il Sole 24 Ore cultura, a dedicare spazio alle donne artiste, anche quelle meno conosciute. come Leonor Fini che è stata fatta conoscere al mondo nell Biennale di Venezia del 2022, curata da Cecilia Alemani, dove la figura femminile era straordinariamente preponderante.
Leonor Fini è stata una figura libera da schemi, poliedrica (si è dedicata alla pittura, al disegno, alla fotografia, alla scenografia, poliamorosa (amava e viveva con un paio di uomini alla volta), nata a Buenos Aires nel 1907 e morta a Parigi nel 1996, amava i travestimenti, le sfingi e i gatti e Max Ernst la definì “la furia italiana a Parigi”. Al centro della sua produzione c’è sempre la donna; l’uomo, quando c’è, è in secondo piano, efebico, fluido si direbbe oggi.
Quando i genitori si separano è ancora una bambina. Il padre tenta di riaverla con sè (la madre nel frattempo era tornata in Italia, a Trieste) e viene travestita da maschio per evitare di essere rapita. L’amore per il travestimento, i costumi, le mascherate, le resteranno incollati tutta la vita.
La sua opera è onirica e surrealista, con molte donne e molti animali, gatti soprattutto, colori spesso foschi, figure sognate o sognanti.
Non sono un’amante del surrealismo ma questa è una mostra che va vista, per conoscere un’artista poco famosa ma importantissima.


