Se non riuscite a stare qualche mese senza fare la valigia, c’è un viaggio che è insieme esotico e sicuro, vi trascinerà sulla via della Seta, tra steppe e madrase, tra spezie e kashmir, incantati da un amore lontano secoli che ha avuto la forza di creare una delle città più affascinanti del mondo. Stiamo parlando dell’Uzbekistan e della sua antica capitale Samarcanda.

Lungo la rotta di Marco Polo, tra moschee turchesi e suk caucasici, il visitatore è accolto da una popolazione gentile ma fiera e dal brullo paesaggio della steppa. La storia respira in ogni pietra, con i suoi contrasti, in una regione percorsa nei secoli da Ciro il grande, Alessandro Magno, Genghis Khan e Tamerlano. Tutti tipini pacifici, insomma, eppure adesso qui incredibilmente le armi tacciono.

La metro di Tashkent

La metropolitana di Tashkent Photo: Barbara Tedaldi

Un paese sicuro

E infatti incuneata in un angolo dell’Asia graziato dalle guerre in corso, si può raggiungere la capitale Taskent con uno scalo dall’Italia, per un viaggio che è proposto da molti operatori turistici ma si può organizzare anche da soli e da sole, ricordando che è un paese islamico e con un livello di sicurezza molto elevato.

La nuova capitale mixa lo stile sovietico (riconoscibile nei palazzoni grigi ma anche nella ricca e decoratissima metropolitana) all’architettura islamica della Madrasa Kukeldash. Una sosta più articolata serve per visitare la medievale piazza Hazrati Imam che raccoglie due moschee, una madrasa, il mausoleo del primo imam della città e una biblioteca con una delle edizioni più antiche del corano. Imperdibile il Bazar circolare Chorsu, per l’acquisto di spezie, uva sultanina e stole variopinte in kashmir. Per non scontentare nessuno a Taskent sorgono anche una cattedrale cattolica e una ortodossa.

Samarcanda, perla dell’Uzbekistan

Un treno veloce che non ha nulla da invidiare a quelli occidentali porta in due ore a Samarcanda, la vera perla dell’Uzbekistan, luogo dell’immaginazione per viaggiatori, poeti e scrittori. Per chi vuole prepararsi al viaggio in una delle più antiche città del mondo con la necessaria cura, il consiglio è la lettura di  Samarcanda. Un sogno color turchese di Franco Cardini.

Nessuna spiegazione prepara allo stupore quando si arriva a piazza del Registan con il sole che batte sulle maioliche delle cupole. Visitare le tre madrase fa sognare di viaggiatori antichi, di mercati profumati e dell’amore tra Tamerlano e una delle sue mogli. Fu lei, al centro di un triangolo di passione che la vide contesa tra il vittorioso condottiero e un brillante architetto, a cui fu dedicata la moschea Bibi-Khanym, per secoli una delle più grandi e belle di tutta l’Asia. Una visita la merita anche la necropoli, con i suoi mausolei. Se trovate la guida giusta, fatevi raccontare degli studi matematici e astronomici che fecero di Samarcanda un faro di scienza durante il nostro Medioevo.

 

Che piazza, eh?
Photo: Barbara Tedaldi

Sempre con il treno veloce si raggiunge anche Bukhara, con le sue mura color ocra, l’antica cittadella di Ark, i quattro minareti di Chor Minor, il ghetto e i negozi degli omonimi tappeti. Ma il viaggio non finisce qui, perché con un po’ di giorni in più si possono aggiungere le tappe di Shahriabz e di Khiva o si può prendere la strada per il Tagikistan e fare trekking ai Sette laghi. Insomma, la scelta è ampia, i paesaggi sono a volte lunari, a volte rigogliosi, la storia è millenaria, l’arte incanta: non resta che studiare, prepararsi e partire.

Photo: Barbara Tedaldi