Walk the house è il titolo della struggente mostra di  Do Ho Suh alla Tate Modern di Londra, fino 19 ottobre 2025, un viaggio emozionante tra case che sembrano sogn,i fatti di tessuto, memoria e nostalgia.

Appena entri, ti trovi immersa in stanze trasparenti a grandezza naturale, costruite con tessuti leggeri come il nylon o il poliestere. Ogni dettaglio è riprodotto: maniglie, interruttori, il phon, le spine e le prese. È come camminare dentro i ricordi dell’artista, che ha vissuto tra Seoul, New York e Londra. La sua opera “Perfect Home” è una mappa sentimentale delle sue case passate, tutte intrecciate in un’unica installazione colorata e delicata.

Un particolare di Walk the House di Do Ho Suh

La riproduzione in tessuto e fil di ferro delle maniglie delle case in cui l’artista ha vissuto

In  “Rubbing/Loving Project”, Suh ha strofinato con grafite le pareti della sua casa d’infanzia per imprimere su carta ogni dettaglio: un gesto intimo che trasforma l’architettura in memoria tangibile.

La mostra include anche un video, realizzato con la tecnica della fotogrammetria, in cui vengono messi a paragone il “Robin Hood Gardens” di Londra e “Dong In Apartments” a Seoul, case abbandonate, svuotate da ogni abitante, ormai demolite ma che riportano le tracce di chi ci ha vissuto. 

Walk the House di Do Ho Suh

Per me la casa è proprio così, si porta nel cuore

Più che una mostra “Walk the House” è un’esperienza delicata e bellissima,  che ti fa riflettere su cosa significhi casa, appartenenza e identità. È come sfogliare un album di ricordi condivisi, dove ogni stanza racconta una storia.

Io sono una tartaruga per la quale il guscio è importantissimo e capisco perfettamente cosa voglia dire l’artista quando parla dell’importanza dei luoghi in cui si vive.

Walk the House di Do Ho Suh

I particolari sono strabilianti