Come abbia fatto Rovigo a diventare un centro importante di grandi mostre non lo so, ma attualmente ospita una grande e bella retrospettiva di Vilhelm Hammeshoi, pittore danese (1864-1916), famoso per i dipinti degli interni, per i suoi meravigliosi grigi, per la luce bassa e i ritratti di spalle.
La mostra si tiene a Palazzo Roverella fino al 29 giugno.
Va subito detto che questa è la prima mostra dedicata ad Hammershoi in Italia e che insieme a lui ci sono altre opere di pittori che non conoscevo ma che da lui hanno preso ispirazione. Hammershoi era un uomo chiuso, scontroso, al limite dell’ermetico che, nel corso della sua non lunga vita, ha dipinto solo 66 opere distruggendo tutti i cartoni e i disegni preparatori. Le sue quotazioni hanno raggiunto prezzi tali che ottenere opere in prestito da altri musei è sempre più difficile. Per raggiungere il numero di 100 opere in mostra, quindi, è stato necessario aggiungere opere di altri pittori sia del Nord Europa che italiani che da Hammershoi hanno preso ispirazione.
Hammershoi ispira la fotografia
La mostra chiude con un fotografo spagnolo, Andres Gallego, che ha ricreato, in foto e usando sua moglie come modella, gli stessi interni e le spesse pose dei dipinti di Hammeshoi.
Valla a vedere che Hammershoi merita.

