Non è da tutti celebrare il proprio 65mo compleanno con una mostra. Grayson Perry, ora Sir Grayson, lo può fare e lo fa con una mostra bellissima alla Wallace Collection, intitolata Delusions of Grandeur.
Per chi non sa chi sia Grayson Perry, non viene male un po’ di background. È un artista eclettico, molto originale, che va in giro vestito da donna (pur essendo uomo a tutti gli effetti, sposato e con una figlia), che ama avere degli alter ego, che si mette alla prova con disegno, pittura, tessuto, ceramica.
Nel caso di questa mostra il suo alter ego, inesistente, è Shirley Smith, un’artista inventata che ha subito abusi e ha passato molto tempo in un istituto per malattie mentali (un’ossessione di Sir Grayson, che è sposato con una terapista) e che è convinta di essere Millicent Wallace, erede della Wallace Collection. Insomma, un alter ego che è convinta di essere un altro ma che alla fine è sempre Grayson Perry. Insomma, un casino. Eppure non si esce dalla mostra, una stanza della quale è interamente coperta da una tappezzeria creata da Grayson Perry insieme a Liberty, con l’aria indifferente. I suoi disegni, le sue mappe, i suoi ritratti, perfino i fucili (Perry ha creato delle opere ispirandosi ai pezzi presenti nella Wallace Collection, compreso dei fucili fatti a mano, bellissimi) sono tutti molto colorati, quasi allegri, anche se sotto sotto hanno un che di tragico.
La mostra, la più grande dedicata all’artista mai organizzata alla Wallace, resta aperta fino al 26 ottobre. E va vista.



