Gavin Turk, l’uomo che copia

Per copiare ci vuole del genio. Gavin Turk, uno degli scultori più interessanti della British art, ce l’ha.
La sua mostra è molto interessante. Si trova all’interno della Newport Street Gallery di Londra, di proprietà di Damien Hirst, aperta da due anni rivalutando una zona, quella di Vauxhall, un tempo negletta.
Al principio non capisci cosa ci faccia un dipinto che sembra Matisse ma non è Matisse, una stanza che sembra Andy Warhol ma non è Andy Warhol, uno spazio pieno di oggetti che sembrano buttati líalla rinfusa: sacchetti dell’immondizia, torsoli di mela, bicchieri di carta, avanzi di fish&chips. Poi scopri (senza poter toccare, purtroppo) che le opere sono tutte realizzate in bronzo. E pensi che questo Turk è proprio bravo, accidenti. E se copia non è solo un copiare ma un voler confondere, un mischiare le carte in tavola.
E poi, diciamocelo, la Newport Street Gallery vale di per sé una visita, Turk o non Turk.




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