Perché le scuole di fotografia sono piene di donne e poi le foto che vediamo in giro nelle mostre o altro sono tutte di uomini? “I conti non tornano”, sostiene Anna Volpe, presidente della Associazione La Papessa di Mantova e ideatrice della Biennale di Fotografia Femminile. “Dal 2018 il numero di fotografe donne che circola non è cresciuto. Siamo più o meno al 21%. Ho quindi pensato, insieme ad altre persone, di dedicare un festival ai talenti femminili nella fotografia“.
Si chiama Biennale perché si tiene ogni due anni. È nata nel momento più infausto, l’anno del Covid, è tornata nel 2022 (“quando ancora si girava con il green pass”, ricorda Volpe) e torna alla grande quest’anno.
Ogni anno si sceglie un tema, che quest’anno è Private (inteso come privato ma anche come privazione e video-sorveglianza) e, a parte una mostra dedicata a una fotografa del passato, quest’anno Lisetta Carmi (morta nel 2022) le altre mostre – 11 main e 13 off – sono tutte dedicate a fotografe contemporanee e in attività.
Fotografe italiane e internazionali, selezionate dal team de La Papessa. Tra queste, Ire Ferri, che afferma “Sono stata molto felice di partecipare alla Biennale di Mantova con un progetto legato a quello che ci sentiamo o meno di condividere sui sui social media, Couldn’t Share That. È stato per me un onore esporre a fianco di grandi artiste internazionali, in particolare Daria Addabbo: ammiro la sua fotografia americana da tanto tempo, condividendo con lei l’amore per gli Stati Uniti”.

HERAT | AFGHANISTAN | 5/26/19 | Female inmates break their fast together with the food provided by the prison together in their rooms.
Quest’anno, oltre alle mostre, ci sono percorsi per bambini, laboratori sulla creatività, talk, sempre dedicati ai più piccoli ed eventi collaterali, come concerti e mostre di arte visiva (non fotografica) legati al tema scelto. Il tutto per sei fine settimana, fino al 14 aprile.
Un’occasione per visitare un progetto bello e una città altrettanto bella.

