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Guida di Copenhagen, sirena del Nord

Di Copenhagen ti hanno sempre raccontato che è la città delle favole (in quanto patria di Andersen) e dell’amore disinibito (in quanto paese scandinavo). Anche se sei troppo grande per le prime e poco interessata al secondo, non cambiare itinerario. La capitale danese, in realtà, ha molto da offrire. Soprattutto per le donne. Perché è una città bella, pulita, sicura. Con un alto tasso di civiltà e una dose massiccia di gentilezza nelle persone che la abitano. La puoi percorrere in lungo e in largo a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici e, in ogni caso, in tutta tranquillità. Puoi scoprirne monumenti e personaggi, abitudini e manie.

di Daniela de Rosa

Muoversi

Una volta in centro, hai a disposizione svariati modi per spostarti da un lato all’altro della città. Tieni presente che la città non è immensa e che la maggior parte dei luoghi di interesse turistico sono a portata di piede. Passeggiare per le strade della città non solo è piacevole e sicuro, ma anche molto diffuso.
Se però devi raggiungere luoghi troppo distanti per arrivarci a piedi, puoi usare i mezzi pubblici: a Copenhagen c’è una diffusa rete di autobus veloci e puntuali. Il biglietto si fa a bordo, dal conducente, appoggiando le monete richieste su un cilindro e prendendo il biglietto e il resto dopo aver sollevato un’apposita leva. Il tutto è più difficile da spiegare che da eseguire. Il biglietto (il cui prezzo dipende dalla percorrenza, dato che la città è divisa in zone concentriche) dura un’ora e può essere utilizzato più volte all’interno del periodo di convalida.
Una volta scesi, i danesi sono soliti infilare nel cartello che indica le fermate i biglietti ancora validi, per permettere ad altri di servirsene.
Una rete elettrica metropolitana (di superficie) collega inoltre la città alla periferia e ai paesi limitrofi. I biglietti vanno convalidati sia all’andata che al ritorno. Se pensi di utilizzare spesso gli autobus puoi acquistare un pacchetto di 10 biglietti a prezzo scontato presso le biglietterie delle stazioni e in alcuni supermercati.Il servizio passeggeri della società degli autobus HT (tel (45 36 131415) e quello della rete metropolitana DSB (tel 45 33 141701) sono a disposizione per ogni informazione.
La Carta di Copenhagen, che puoi comprare presso le stazioni ferroviarie, all’aeroporto e negli uffici turistici, dà diritto a viaggiare sugli autobus e sui treni nell’area metropolitana, a entrare gratis nei musei e a ottenere uno sconto del 25 o 50% sui traghetti per la Svezia. ha una durata di 24, 48 o 72 ore e costa da 155 a 320 corone.

I taxi sono un mezzo molto comodo e veloce per raggiungere i punti più lontani della città. I tassisti parlano tutti inglese e i prezzi sono ragionevoli.

Ma il mezzo principale per girare la città è la bicicletta. La usano tutti, adulti e bambini, nella massima sicurezza (la pista ciclabile è estesissima e le auto molto rispettose nei confronti dei ciclisti) e ti verrà voglia di provare a pedalare qua e là. Non è difficile: puoi rivolgerti ai punti di noleggio alla stazione (Kobenhavns Cykler, tel 45 33 338613) e nei negozi per ciclisti (per esempio Kobenhavn Cyklebors, Gothersgade 157, tel 45 33 140717) un po’ ovunque per la città) oppure usare le bici messe a disposizione dal comune di Copenhagen; le trovi in appositi parcheggi all’aperto in zone strategiche della città, in centro o vicino a luoghi frequentati dai turisti, e funzionano un po’ come i carrelli al supermercato: introducento monetine ne sganci una dall’apposita catena, la usi e la riporti in un analogo punto di parcheggio, recuperando la tua moneta al termine dell’utilizzo. L’unico problema è che queste bici (riconoscibili perché hanno le ruote coloratissime e piene di scritte pubblicitarie) sono molto richieste e non è facile trovarle, soprattutto durante il fine settimana e in pieno centro, per esempio vicino alla stazione o alla piazza del municipio, mentre è più probabile trovarne in luoghi più defilati, come nei pressi della statua della sirenetta o al porto.

Dormire

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Con qualunque tempo e in qualunque stagione, a Copenhagen dormirai sotto un soffice piumino. Danese, of course. Proprio come quelli che noi compriamo per tenerci caldi d’inverno ma che qui – temperatura a parte – sanno come dosare per non avere caldo d’estate nè freddo d’inverno.

Coperte a parte, la scelta dell’albergo in cui alloggiare è abbastanza vasta. Se vuoi una comoda ma modesta pensione, un albergo senza pretese, puoi trovarne una vasta scelta presso l’Ufficio del turismo. Ma se vuoi trattarti da regina (in fondo si tratta di un weekend, no?) allora ecco qualche indirizzo altamente raccomandabile.

The Plaza Hotel
Bernstorffsgade 4
tel 45 33 149262

Costruito nel 1913 da Re Federico VIII, si trova a due passi dai punti nevralgici della città, come la stazione, il Tivoli o la piazza del Municipio. Nella hall puoi leggere l’elenco degli ospiti illustri che, prima di te, sono passati da queste parti, come Bette Midler e Mick Jagger. Nell’ascensore c’è una piccola bacheca con la poesia del giorno. Ma il vero pezzo forte è il Library Bar che Forbes ha definito uno dei cinque bar più belli al mondo: una biblioteca dalle luci soffuse dove rilassarsi a leggere un libro sorseggiando un drink. Le camere sono una novantina: evita quelle al primo piano (sono rumorose).

The Palace Hotel
Radhuspladsen 57
tel 45 33 144050

Una bellissima facciata un po’ liberty per questo albergo affacciato sulla piazza più centrale e affollata, il cuore della città. Quattro stelle all’altezza della situazione.

71 Nyhavn Hotel
Nyhavn 71
tel 45 33 436200

Costruito in un edificio un tempo usato come magazzino per le spezie provenienti dall’oriente ha un’atmosfera raccolta, nonostante sia un albergo di discrete dimensioni (128 camere). A piedi arrivi a Nyhavn, una passeggio lungo l’acqua affollata di piccoli ristoranti e localini, molto vivace la sera.

Mangiare

Fra tutte le cucine scandinave, quella danese è forse la più varia e la più delicata.
Mangiare all’aperto, in uno dei tanti ristoranti con terrazza a Nyhavn o in altre parti della città, è particolarmente piacevole, soprattutto nelle lunghe sere d’estate, quando le notti sono straordinariamente lunghe. Se la temperatura non dovesse essere troppo favorevole, niente paura: la maggior parte dei ristoranti accoglie i clienti con calde coperte appoggiate alle sedie, ideali per avvolgercisi in caso di bisogno.

Leonore Christine
Nyhavn 9
tel 45 33 135040

Ristoranti come questo, lungo il Nyhaven, ce ne sono molti e niente, in realtà, potrebbe fare immaginare che questo è il migliore. All’aperto il menu terrace è più sbrigativo. Ma dentro, in una sala con decorazione scandinava e un’atmosfera accogliente, si possono assaggiare piatti ricercati corredati da un buon servizio.

Kanalen
Chistianhavn – Wilders Plads
tel 45 32 951330

In una delle zone più suggestive della città, questo piccolo ristorante sull’acqua è semplicemente impeccabile: il cibo è ottimo e creativo, il servizio gentile senza essere invadente, i prezzi adeguati ma non folli. Pochi i tavoli: è meglio prenotare.

Akvavit
tel 45 33 328844

Grandi insalata a base di salmone o aringhe nei tavolini all’aperto, e ristorante più completo all’interno. Molto piacevole.

L’Education Nationale
Larsbiornstraede 12
tel 45 33 915360

Nella zona universitaria, conosciuta come quartiere latino, questo è uno degli intramontabili luoghi frequentati da studenti e non.

Shopping

La Danimarca è la patria del design: sobrio, pulito, essenziale, bellissimo. Un design che si applica ai mobili, agli oggetti di arredamento, alla ceramica e ai gioielli ma che finisce per contaminare qualunque cosa, dall’abbigliamento ai giocattoli fino all’arredamento dei negozi in cui tali oggetti vengono venduti.
Di seguito troverai qualche personalissima indicazione per un po’ di shopping. Gli orari dei negozi vanno dalle 9.30 alle 17.30 circa dal lunedì al venerdì. Il sabato, invece, tutto chiude alle 16. Sono escluse da queste regole le rivendite di tabacco, giornali, panetterie, pasticcerie e fioristi.

Bla Form Design
Radhusstraede 8
tel 45 33 130888

Abiti e accessori di semplice eleganza, fatti con materiali naturali, come cotone, lana grezza, seta.

Uno
Vestergade 13
tel 45 33 157278

Maglie, maglioni, gonne e pantaloni; tutti con lo stesso modello si differenziano per i tanti colori diversi e i prezzi, non particolarmente alti.

Illum
Amagertorv
tel 45 33137181

A voler essere generici si dovrebbe chiamare grande magazzino: ma Illum è in realtà il tempio, su larga scala, del design danese. Oggetti per la casa, orologi, piccoli elettrodomestici; tutto qui è straordinariamente bello nella sua semplicità.

Ixtlan
Larsbjornstraede 19
tel 45 33 113381

Di tipicamente danese qui non c’è poprio nulla (a parte la simpatica proprietaria, Ingrid), ma vale lo stesso la pena di dare un’occhiata a questi coloratissimi oggetti provenienti dall’America latina.

Notre Dame
Norregade 7
tel 45 33 151703

Oggetti per la casa, per l’ufficio, per il giardino.

Creol
Sankt Peders Straede 33
tel 45 33 153003

Gioielli e bigiotteria di varia provenienza.

Masai Clothing Company
Esplanaden 18
tel 45 33 322333

Abiti, maglioni e pantaloni loose fit, in morbidi tessuti naturali.

IQ Light
Laederstraede 36
tel 45 33 360776

Estremamente essenziali queste lampade modulari, che creano una piacevole luminosità diffusa e rilassante.

Eva Rosenstand
Ostergade 42

Lo sapevi che darsi al punto croce – e ai lavori femminili in generale – è stato rivalutato anche dalle star di Hollywood, alcune delle quali hanno la loro insegnante personale? Per chi crede che per ricamare non è necessario essere delle vecchie zie, ecco un negozio che offre tutto il necessario.

Da vedere

Strade, piazze e altro ancora
Non è con qualche museo e qualche negozio di design che si possa liquidare una città come Copenhagen. Che in realtà ha molto da offrire anche a chi non vuole guardarla in modo organizzato. Semplicemente passeggiando senza meta si possono scoprire angoli curiosi, interessanti, belli o addirittura bellissimi.
Qualunque itinerario può partire dalla Radhuspladsen, la centralissima piazza del Municipio, a due passi dalla stazione centrale, chiusa al traffico automobilistico nel 1996. Qui si trovano il palazzo del Municipio, costruito agli inizi del Novecento (e volutamente somigliante al Palazzo Pubblico di Siena) e la Radhustarnet, una torre alta 106 metri e sulla quale si può salire (a piedi) per godersi una veduta dall’alto della città. Cerca di fianco al municipio, girando lungo il lato destro, la statua di Hans Christian Andersen. Nato nei dintorni di Copenhagen è considerato una dei “figli prediletti della città”. Fra le sue fiabe più belle e più conosciute, quella della Sirenetta, diventata il simbolo stesso della città e celebrata da una statua posta all’imboccatura del porto. Una visita alla piccola statuina in bronzo, considerata brutta dai danesi ma fotografatissima dai turisti, è d’obbligo.

La Lille Havfrue (così si chiama la sirenetta in danese) venne realizzata nel 1913 dallo scultore Edvard Eriksen (che prese a modello la moglie Mette) e regalata alla città dal birraio-mecenate Carl Jacobsen.
Tornando alla piazza del Municipio si parte per la passeggiata per eccellenza lungo lo Stroget, una strada pedonale tutta dedicata allo shopping. Nonostante la fama lo Stroget, lungo 1100 metri, può essere deludente per chi cerca qualcosa di particolare. La maggior parte dei negozi (a parte qualche eccezione, come il grande magazzino Illum) vende paccottiglia di vario genere. Ma basta spostarsi nelle strade adiacenti per vedersi cambiare il panorama sotto gli occhi. Anche se è difficile distogliere gli occhi dalle vetrine, vale la pena di dare un’occhiata ai palazzi, come la bellissima Casa del Mercante, alle piazze – Gammel Torv, la vecchia piazza, e Nytorv, la nuova piazza – alle fontane, come la Caritas Springvandet, la più antica della città.

Se cerchi negozi e ristoranti un po’ alternativi, spostati verso il quartiere latino, intorno a quella che un tempo era l’università, cioé a Larsbiornstraede. Degli anni ’70, che hanno vivacizzato questa zona, rimangono alcuni negozietti di abbigliamento, di fumetti e di oggetti vari. Sono sparite, invece, le donne in vetrina, che si prostituivano soprattutto lungo la strada chiamata Teglegardstraede.
Nella piazza Amagertorv si trova la fontana delle cicogne, chiamata così dai copenaghesi anche se in realtà rappresenta tre aironi. E’ la fontana più discussa della città, contestata dai cittadini al momento della sua installazione, spenta e riaccesa dal comune, ritrovo di hippes negli anni ’60 e luogo di appuntamenti oggi.
Se vuoi bere un caffé leggendo in santa pace quotidiani stranieri il vicino Caffé Europa è il luogo ideale.

La vicina Gammel strand è la strada del pesce. Qui si trova il monumento alla venditrice di pesce e, soprattutto, qui puoi sedere ai tavoli del Krogs, il più famoso ristorante di pesce della città. La zona di Nyhavn, il nuovo porto, è una lunga e piacevole passeggiata fra barche vecchie e nuove e ristoranti con tavolini all’aperto. Di sera è fra le zone più vivaci della città. Fino agli anni ’60 la riva sinistra era piuttosto malfamata. Oggi è una zona del tutto sicura e molto popolata. I marinai tatuati, magari un po’ ubriachi, si vedono ancora e fanno parte del folklore locale, ma non rappresentano un problema per la sicurezza di chi passeggia da sola.

Imboccando da Nyhavn l’elegante Bredgade ci si ritrova nella zona reale, nella Amalienborg plads, dove vive la regina. Già, la Danimarca è una nazione governata da una donna, la regina Margrete II, figlia di Federico IX e della regina svedese Ingrid. E’ salita al trono nel 1972, grazie a un referendum e a una revisione costituzionale che ha consentito l’ascesa al trono a una donna.
Con i suoi modi semplici e lo stile di vita simile a quello dei concittadini è riuscita a farsi amare da tutti. Oltre che simpatica e generosa, la regina è una donna colta: ama dipingere e, insieme al marito, il principe consorte Henrik, ha tradotto in danese il romanzo di Simone de Beauvoire “Tutti gli uomini sono mortali”.

A casa di Karen
Appena fuori da Copenhagen, non molto, una trentina di chilometri al massimo, c’è la casa di una danese davvero eccezionale. Una di quelle donne che avresti voluto conoscere personalmente e alle quali chiunque avrebbe voluto assomigliare almeno un po’.
Al momento della sua nascita, nel 1885, si chiamava Karen C. Dinesen, ma è con il nome del suo male amato marito, il barone Bror Blixen, che divenne poi famosa.
Ma andiamo con ordine. Karen Dinesen era figlia di un proprietario terriero dedito alla politica (morto suicida) che acquistò e restaurò la locanda in cui la famiglia abitò per tanti anni. Karen Blixen non era bella, con quel naso affilato, il viso tirato, la pelle quasi trasparente. Ma aveva quello che si definisce “carisma”. La casa è una residenza di campagna dell’inizio dell’800, circondata da un enorme parco. Il mare è vicinissimo, tanto che d’inverno la fredda aria salmastra penetra dalle finestre nello studio. Ma forse Karen non era fatta per venti freschi e limpidi come quelli che la circondavano. Nel 1913, infatti, partì con il cugino (e fidanzato) Bror Blixen per l’Africa.

L’avventura del Kenia
La loro destinazione era il Kenya. Il loro scopo metter su una fattoria e coltivare caffé. Ai piedi delle colline N’Gong nessuno ci aveva mai provato, perché l’altitudine non era adatta a simili piantagioni.
Le cose andarono bene, per i primi anni. Poi la terribile scoperta. Quel brav’uomo del marito le aveva trasmesso la sifilide, malattia che a quei tempi lasciava poco scampo. Karen Blixen se ne tornò in Danimarca per curarsi. Poi fece ritorno in Africa e divorziò da quel marito che, nel frattempo, aveva dimostrato di essere più affezionato al patrimonio che a lei. Karen Blixen restò da sola a occuparsi delle piantagioni, con il solo aiuto della popolazione locale alla quale si legò sempre più.

Finch Hatton
Fu in questo periodo che entrò nella sua vita Dennis Finch Hatton. Come ben sanno coloro che hanno visto il film di Sidney Pollak “La mia Africa”, tratto da uno dei romanzi della Blixen, l’aristocratico inglese Dennis Finch Hatton, una sorta di avventurosa guida turistica ante litteram che sorvolava l’incontaminata natura africana con i suo biposto, fu il grande amore della scrittrice. La loro storia, però, non durò a lungo. Finch Hatton morì nel 1931 in un incidente aereo. La fattoria andò in fallimento nello stesso anno e la Blixen fu costretta a vendere tutto e tornare in Danimarca. Le foto di Finch Hatton, la sua poltrona preferita e altri oggetti provenienti dalla fattoria vennero trasportati nella casa di Rungstedlund. Sono ancora lì, nello studio di Karen Blixen, la sua stanza segreta dove si chiudeva a scrivere i suoi libri, di fianco alla scrivania. Come se la Blixen si fosse alzata da poco lasciando a metà il suo lavoro.
Finch Hatton, nel film, ha la faccia di Robert Redford. (E alzi la mano chi non vorrebbe farsi lavare i capelli sul bordo della savana da uno come lui).

Il Museo della Blixen
La casa di Karen Blixen fu trasformata in museo nel 1991, grazie ai proventi del film. La puoi raggiungere da Copenhagen in treno (mezz’ora di viaggio, fermata Rungsted Kyst, poi prendi l’autobus n. 388 in coincidenza con il treno e scendi a due passi dal museo). Il Karen Blixen Museet è aperto dalle 10 alle 17 da maggio a settembre, negli altri mesi dalle 11 alle 16. E’ chiuso il lunedì (e anche il martedì nei mesi invernali).
La visita al museo è semi-guidata (e una delle guide, tra l’altro, è Ingeborg Dinesen, nipote della scrittrice).

Quadri, foto, filmati
Puoi girare liberamente in alcune parti, ma puoi entrare solo in gruppo nelle stanze più intime, per accedere alle quali devi indossare delle soprascarpe di panno che preservano il pavimento. All’ingresso di ogni stanza un cartoncino scritto in danese e in inglese fornisce spiegazioni sulla mobilia e sull’uso della stanza. Alle pareti sono appesi molti quadri, a olio, a tempera o a carboncino, dipinti dalla stessa Blixen. All’ultimo piano puoi vedere documenti originali, lettere di Finch Hatton, fotografie, le prime edizioni dei suoi libri. Puoi vedere inoltre diapositive, filmati e ascoltare in cuffia la voce della Blixen nel corso di un’intervista. Nel piccolo shop puoi acquistare, fra le altre cose, una cassetta con musiche africane che la Blixen prediligeva e un pacco di caffé proveniente da quelle che furono le sue piantagioni.
Finita la visita alla casa di Karen Blixen e al parco annesso (a disposizione di tante specie di uccelli, che trovano casette di legno da usare come nido e cibo per volontà della scrittrice), puoi arrivare a piedi al vicino porticciolo. Ci sono un paio di ristoranti nei quali puoi fermarti per pranzo, magari all’aperto, se la temperatura lo consente (anche qui trovi morbide coperte su ogni sedia per i giorni più freddi). Il migliore, a nostro parere, è Rogeriet (Rungsted Havn 22, tel 45 760608). Il nome significa il luogo nel quale si affumica il salmone. Consigliabile, infatti, assaggiarlo. Ma non dimenticare le aringhe, preparate in vari modi, tutti squisiti.
Numeri utili

Ente del turismo danese
via Cappuccio 11
tel 02 874803
Milano

Informazioni turistiche
Bernstorffgade1
tel 45 33 253884
www.wodo.dk
L’ufficio informazioni di fronte al lato sud della stazione centrale è aperto dalle 9 alle 20 d’estate, dalle 9 alle 16.30 negli altri mesi.

Informazioni e prenotazioni treni
tel 45 70131416

Informazioni trasporti urbani
tel 45 33 141701

Stazione centrale di Copenhagen
tel 45 33 141701

Taxi
tel 45 35353535

Escursioni guidate per la città
tel 45 32540606

Servizio smarrimento carte di credito
tel 80010021 per American Express
tel 36737373 per Diners
tel 44892500 per Visa, Eurocard e Mastercard
tel 0039 02 49983000 per Cartasì

Farmacia orario continuato
Vesterbrogade 6c
tel 33 148266

Guardia medica
aperta dalle 9 alle 16 dei giorni feriali
tel 33 936300
in altri orari
tel 38886041

Pronto soccorso
Sundby Hospital
Kastrupvej 63
tel 32243234

Copenhgen e’ raccontata da Daniela de Rosa




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