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A cena da sola. Tortura o regalo prezioso?

Lo so, cenare da sola per molte è una tortura alla quale si sottrarrebbero volentieri. Per altre una porta che non si sognano proprio di valicare. Un hic sunt leones che lasciano volentieri a altre. Per poche, pochissime, un piacere da gustare.

La cena è il momento che anche le viaggiatrici solitarie più incallite temono. Mi guarderanno tutti? Penseranno che sono una sfigata, una che non ha nemmeno uno straccio di amica con cui condividere una serata al ristorante? Verrò infastidita? Il cameriere mi compatirà?

Mi è capitato molte volte di cenare da sola, quando sono in viaggio per lavoro. E, francamente, non ho mai sofferto troppo il momento della cena. Anzi, qualche volta me lo gusto proprio. Cosí come mi gusto con grande piacere l’andare a una mostra, a un cinema da sola. E sono andata diverse volte a un concerto da sola, non per mancanza di alternativa ma perchè volevo proprio gustarmi il momento in compagnia di me stessa.

Ma so che per molte non è cosí. E quindi ho messo a punto una specie di decalogo (un dodecalogo, sarebbe più giusto dire) con i consigli per imparare a cenare da sola al ristorante senza farne un dramma. Alla lunga potresti anche trovarlo piacevole…

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Cenare da sola può anche essere un’avventura interessante. E comunque ti farà benissimo.

Uno. Un po’ di allenamento. Prima di avventurarti in una cena in solitaria, comincia con un pranzo. Non parlo del bar sotto casa in cui mangiare il solito panino ma un ristorante, una trattoria, anche nella tua città, in cui concederti un pranzo, magari dopo aver visitato qualcosa. Il pranzo è un momento più semplice, che non prevede la socializzazione a tutti i cosi. Servirà a rompere il ghiaccio.

Due. Se stai visitando una città diversa dalla tua prima o poi arriva il momento della cena e – ti assicuro – un panino consumato in camera o un tristissimo room service NON sono la soluzione ideale per rendere il tuo viaggio indimenticabile. Quindi: si va a cena fuori. Il primo consiglio è di decidere per tempo dove andare e fare una ricerca sui ristoranti possibili. Si potranno cosí scartare quelli romantici in cui ci si troverebbe circondati da coppiette, quelli da tavolata di amici o quelli da famiglie pieni di bambini urlanti.

Tre. Scegli di cenare un po’ prima o un po’ dopo l’orario di punta. Nel momento di maggiore afflusso è più difficile essere servite bene da un cameriere affaccendato dietro tavoli più remunerativi. Se arrivi un po’ prima o un po’ dopo, avrai un’attenzione maggiore.

Quattro. Sei ancora incerta e l’idea di entrare in un ristorante da sola non ti alletta? Visualizza le alternative davanti a te: un panino stantio in un sacchetto di carta, una lattina di coca o di birra, il piattino insulso del room service. Sei ancora del parere che il ristorante sia il male più grosso?

Cinque. Per la tua uscita in solitaria non indossare abiti scomodi o vistosi. Non stai cercando di finire sotto gli occhi di tutti. Anzi, probabilmente stai cercando di passare inosservata. Niente tacco 12, scollature vertiginose, minigonne, ma nemmeno la tutona confortevole con cui ti ranicchi sul divano a guardare la tv. Scegli un abito che ti faccia sentire bella. Automaticamente la tua autostima schizzerà in alto.

Sei. Organizza il percorso. Se già entrare al ristorante da sola ti sembra difficile, figurati doverlo cercare sulla mappa di google. Organizza la strada che vuoi fare, scegliendone una bella illuminata e piena di vetrine, possibilmente, per distrarti un po’.

Sette. Entrare in un ristorante chiedendo un tavolo per una persona può essere intimidente. Prenota il tuo tavolo prima, al telefono. Oltretutto darai tempo al locale di organizzare il tavolo e non verrai messa – si spera – nell’angolino più remoto.

Otto. Se nonostante le precauzioni di cui sopra ti viene offerto un tavolo vicino al bagno, vicino alla porta o – peggio – ti viene chiesto di dividere il tavolo con altri, RIFIUTA CATEGORICAMENTE! E che diamine, sei lí per goderti una cena in santa pace, mica per essere trattata come Cenerentola. Chiedi un tavolo migliore – aggiungi un’aria di disprezzo a chi ti offre il tavolo sfigato – e vedrai che per magia lo otterrai.

Nove. L’attesa dei piatti ordinati o del conto è quella in cui non si sa proprio cosa fare: non avendo commensali con cui conversare, si rischia di sentirsi osservate da tutto il locale (che probabilmente ha di meglio a cui pensare). Per ovviare, portati qualcosa: un libro, un ipad, un blocchetto di appunti e una penna (che fa molto critica gastronomica).

Dieci. Devi andare in bagno e non sai come tenere occupato il tuo tavolo? Invece di lasciare la borsa o di chiedere al vicino, portati un ‘segnaposto’ facile: una sciarpa, un golfino, un libro, ti toglieranno dall’impiccio.

Undici. Se ti senti abbastanza sicura di te da essere in grado di lanciare sguardi intorno, gioca a indovinare chi sono i commensali, di cosa parlano, in che situazione si trovano. E’ un modo divertente di passare il tempo.

Dodici. Ce lhai quasi fatta, la cena volge al termine e puoi congraturarti con te stessa per essere riuscita a scalare questa ‘montagna’. Ora pensa: è stato cosí difficile? Credi proprio che tutti non abbiano di meglio da fare che guardare la commensale solitaria compatendola? Ti assicuro che non è cosí. Quando mi capita di vedere una donna che cena da sola mi verrebbe voglia di andare a salutarla e scambiare quattro chiacchiere. Adesso non ti resta che pagare il conto, lasciare una bella mancia se il servizio è stato buono (che si sappia, che sei una signora) o non lasciarla per niente se non sei stata trattata come meriti e guadagnare l’uscita. Vedrai che la prossima volta andrà molto, molto meglio.

E comunque sappi che il numero di persone che cenano da sole sta aumentando vertiginosamente. Lo dice la BBC . E Bookatable, un sito di prenotazioni ristoranti, ha ammesso che dal 2014 le prenotazioni di tavoli singoli sono aumentate del 38%. Quindi non hai più scuse. Cena da sola, che richie perfino di essere una trend-setter!

 




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