Ci sono alcune città, in Europa e nel mondo, ingiustamente sottovalutate. Bruxelles è una di queste.

Forse ne sentiamo troppo parlare in tv e alla radio, a proposito di politica. Forse se si deve pensare a una città in cui si parla francese si pensa a Parigi. Forse i belgi ci sono stati descritti da qualcuno come “francesi di serie B” (e se c’è qualche belga non si offenda). Fatto sta che si finisce per andare altrove e si salta una città con un sacco di cose belle da vedere, a favore magari di Bruges, Ghent o Anversa, tanto per restare nel paese. O Parigi, come già detto. Peccato, però.

La Grand Place, la più bella d’Europa

Tanto per cominciare Bruxelles ha una piazza che annovererei come la più bella d’Europa o comunque tra le più belle (perché già vi sento che protestate), la Grande Place. Ovviamente è uno dei landmark più visitati della città, e ovviamente ci ha messo le mani l’UNESCO, dichiarandola monumento degno di essere visto. Ma degna di essere vista lo è davvero: è circondata da edifici barocchi tirati a lustro e indorati come caramelle, spesso sedi (o ex-sedi) delle corporazioni. Evita il giro in carrozzella ma affiancati, se lo trovi, a uno dei giri gratuiti che le guide fanno in cambio di una mancia alla fine e che ti spiegano il questo e quello della piazza. In alternativa piazzati nel mezzo, gira in tondo lo sguardo e ammira.

La Grand Place di Bruxelles

Un edificio della Grande Place Photo: @Daniela de Rosa

Ci si potrebbe passare delle ore, in questa piazza, guardandola nei diversi momenti della giornata e scoprendo che le luci cambiano i colori delle modanature, delle indorature, delle finestre.

Fare la pipì in una fontana

Invece ci si rimette in cammino per le vie acciottolate e di impianto medievale. A seguire il flusso dei turisti si arriva all’altro landmark, francamente meno rilevante, il Manneken Pis, la statua in bronzo, nemmeno tanto grande, di un bambino che fa la pipì. Intorno alla statua ci sono decine di leggende: ne ho ascoltate alcune ma perché un bambino che fa la pipì debba diventare il simbolo di una città non mi è chiarissimo. Quella che vedi è una copia perché l’originale è stato rubato e vandalizzato più volte. Nonostante questo, il bambino è piuttosto venerato, tanto da essere vestito con abiti diversi a seconda della stagione e dell’occasione e da avere un guardaroba che nemmeno le Kardashian.

La statua del Manneken Pis

Il famoso Manneken Pis. Photo: @Daniela de Rosa

Magritte, il genio che si diverte

Una delle cose per cui mi sono fermata a Bruxelles è stato tornare al Museo Magritte. Con tutto che io non amo particolarmente il surrealismo, trovo questo un artista dotato di un genio allegro, canzonatorio, leggero e irresistibile.

Il museo a lui dedicato si trova all’interno del Museo Reale di Belle Arti, ma ha un biglietto e un percorso separati. Ti consiglio di vedere anche gli Old Masters (ci sono dei Bruegel bellissimi e c’è l’Assassinio di Marat di Ingres) ma è su Magritte che mi voglio soffermare.

Sherazade di Magritte

L’opera Sherazade di Magritte. Photo: @Daniela de Rosa

Se vuoi sapere qualcosa su questo artista che, nella vita, ha scelto di vivere una vita piatta, monotona e sempre uguale, ho trovato un video che ti piacerà.

Magritte è spesso associato a un altro pittore, illustratore e scultore belga, da me molto amato in gioventù e poi ingiustamente (sempre da me) dimenticato, Jean Michel Folon. E nel museo ci sono dipinti avvicinati per associazione. Folon usava l’acquarello come Magritte usava l’olio, sembra più leggero e sognante ma i suoi temi sono spesso simili. Di Folon, tra tanti esempi, è il manifesto per il film “La Rosa Purpurea del Cairo” di Woody Allen.

Un acquarello di Folon

Un’opera di Folon che mi è particolarmente cara. Tra le lettere si possono trovare i nomi delle persone che sono state care all’artista. Photo: @Daniela de Rosa

A La Hulpe, un po’ fuori Bruxells, c’è la Fondation Folon, dove si può ripercorrere la sua carriera, durata 40 anni.

Dopo il museo Magritte ti consiglio caldamente di continuare la visita (con altro biglietto) nel museo vero e proprio e vedere gli Old Master.

Cioccolato e altre delizie

Poi, visto che sei in centro, vai alla Cattedrale, dedicata a St.Michael e St. Gudula, i patroni della città, in stile gotico dei Paesi Bassi (si chiama gotico brabansone, come l’inno nazionale belga).

 

La Cattedrale di Bruxelles

La cattadrele di Bruxells. Photo: @Daniela de Rosa

Per ora il giro di Bruxelles si è limitato alla parte più antica e medievale. Aggiungerei la Galerie de la Reine, elegantissima (pare che sia esistita prima della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, che si è proprio ispirata a questa), dove fare shopping o semplicemente passeggiare.

La Galerie de la Reine a Bruxelles

La Galerie de la Reine. Photo: @Daniela de Rosa

Molti negozi di buon gusto (ho scoperto quello di foulard di Roseline d’Oreye, disegnatrice belga che fa dei foulard bellissimi, proprio in galleria) e molte cioccolaterie, perché il cioccolato è vanto dei belgi e trappola per turisti. Non puoi girarti senza trovare un negozio di cioccolata, cioccolatini e dolcetti.

Cioccolato a profusione a Bruxelles

A Neuhaus hanno fatto addirittura una scultura di cioccolato. Photo: @Daniela de Rosa

Neuhaus, che si trova proprio in Galerie de la Reine, è famoso per aver inventato le praline, con dentro la mandorla (Ferrero Rocher anyone?) ma oramai è piuttosto mainstream. Molto meglio altre piccole realtà, come Mary, sempre nella Galleria ma appartenente ancora alla famiglia della fondatrice, prima donna ad aprire una cioccolateria a Bruxelles (e per questo molto osteggiata dai colleghi maschi).

Se proprio non ti piace il cioccolato (ma veramente? sei viva?) puoi sempre apprezzare i macarons.

Macarons e dolci vari a Bruxelles

Bruxelles è anche la capitale europea del liberty e dell’art deco. Il museo Horta è una di quelle tappe per cui non ti pentirai di aver preso i mezzi o un taxi per raggiungerla. È la casa di Victor Horta, architetto e decoratore. È impossibile fare foto all’interno (tutte le borse e i cellulari devono essere chiusi in un armadietto all’ingresso) quindi non posso mostrarti la bellezza di quelle stanze, la delicatezza dei dettagli, delle lampade, delle maniglie,  ma ti consiglio un giro per il quartiere (St. Gilles) alla ricerca di portoni e balconi liberty.

Tra gli edifici liberty, ti segnalo anche il Musèe de la Bande Dessinèe. Magari i fumetti non ti interessano (il Belgio è la patria dei puffi, di TinTin e di Asterix) ma l’edificio che ospita il museo è un pregevole esempio di art deco.

A Bruxelles i fumetti sono dappertutto

Bruxelles la contemporanea

Di fianco al medioevo trovi poi la contemporaneità più assoluta e questo è il bello di Bruxelles. Edifici avveniristici che fanno la gioia di chi ama le linee e le architetture.

Il meeting centre di Bruxells

Il meeting centre di Bruxelles. Photo: @Daniela de Rosa

La sede di BNP Paribas

La sede di BNP Paribas. Photo: @Daniela de Rosa

 

Insomma, se ti dicono “perché proprio Bruxelles?” non dare retta e prosegui per la tua strada.