Si parla tanto della Cortellesi, ultimamente, che mi piace ricordare un’altra donna geniale. Era il 1954 quando la rivista Business Week fece storia presentando per la prima volta in 25 anni una donna sulla loro copertina: Brownie Wise. La sua impresa? Trasformare l’umile attività di Tupperware in un impero milionario in soli tre anni.

Brownie non vendeva solo contenitori di plastica, ma introduceva un innovativo modello di vendita: le feste a casa. Immagina questo: donne riunite a casa, condividendo risate e aneddoti, mentre Brownie Wise mostrava loro come quei geniali tupperware potessero cambiare le loro vite.

Con astuzia e determinazione, trasformò i contenitori di plastica in qualcosa di più di semplici recipienti; li trasformò nella chiave del successo commerciale. Ma la sua genialità non si fermò qui. Creò un esercito di 20.000 venditrici porta a porta, per lo più casalinghe. In un’epoca in cui alle donne era difficile entrare nel mondo del lavoro, Wise spalancò le porte a un esercito di imprenditrici che trovarono in Tupperware non solo un modo per guadagnare, ma anche una liberazione.

i tupperware

Immagina Wise, seduta su una sedia a forma di pavone, circondata da giovani imprenditori, accanto a una scintillante Cadillac rosa e a un canarino tinteggiato per far coppia. La sua immagine sulla copertina di Business Week non vendeva solo tupperware; vendeva l’idea che le donne potessero eccellere nel mondo degli affari.

Oggi, la Tupperware Brands Corporation vanta entrate per vendite che raggiungono i 2,1 miliardi di dollari in quasi 100 paesi. Ma, sfortunatamente, affronta un futuro incerto a causa della diminuzione delle vendite. Anche se la luce iniziale di Wise ha perso un po’ di intensità, il suo lascito persiste come un promemoria che, in un periodo in cui le donne lottavano per trovare il loro posto nel mondo del lavoro, Brownie Wise non solo trovò il suo, ma aprì anche le porte per molte altre. In breve, non sigillò solo i tupperware, ma sigillò un capitolo cruciale nella storia dell’uguaglianza di genere nel mondo aziendale.

Il signore Tupper, proprietario dell’azienda, divenne sempre più geloso del successo di Brownie, tanto che arrivò a licenziarla. Lei gli fece causa ma le venne riconosciuto solo un anno di salario. Tupper vendette l’azienda poco dopo e a Brownie non venne riconosciuto niente.

 

(articolo creato con l’ausilio di chatgpt)