Autoritratto al femminile_dalla collezione di Donata Pizzi, courtesy of Anna Di Prospero_Self-portrait with my Mother, 2011_Brescia Photo Festival 2019_alta

Donne e fotografia a Brescia

Quando si parla di donne e fotografia vengono fuori i famosi ‘nudi’. Il ‘vastissimo universo femminile” visto dagli occhi dei maestri della fotografia prevede spesso che la donna venga spogliata. È una cosa che mi dà fastidio, e non da oggi. Sarà anche vero che il corpo femminile è più bello e aggraziato di quello maschile quando non è vestito (e poi si tratta di punti di vista) ma è anche vero, come dicono le Guerrilla Girls, che per poter entrare in un museo da protagoniste le donne devono spogliarsi, come dimostrano centinaia di dipinti.

Per questa terza edizione di Brescia Photo Festival, che si tiene dal 2 al 5 maggio, quindi, sorvolerò completamente l’argomento del nudo, per altro presente. Se volete andare a vedere donne nude, arrangiatevi. Io invece preferisco parlare delle altre foto che sono in mostra nelle 19 esposizioni: quelle sul lavoro delle donne, quelle sulle donne carcerate, quelle sull’autoritratto.

Pepi Merisio

Pepi Merisio, Valle di Cogne (Aosta), 1959

Le donne se la cavano benissimo dietro la macchina fotografica, non solo davanti. Come dimostrano le bellissime e toccanti foto alle detenute, nella sezione “Belle dentro“.

Belle dentro_foto di Renato Corsini_ Brescia Photo Festival 2019

Ritratto di una detenuta, di Renato Corsini

Poi ci sono i ritratti di Elisebatta Catalano, un omaggio alle pin up, i miti e le leggende di Miss Italia e molto altro, tutto sparso per la città e la provincia. Un’occasione per andare a dare un’occhiata alla rappresentazione del mondo femminile. Tralasciando i nudi.

The Atlas of Beauty, Mihaela Noroc

The Atlas of Beauty, Mihaela Noroc




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