Bologna

Guida di Bologna, dotta creativa e raffinata

Bologna è il cuore dell’Emilia Romagna, ricca di storia e cultura, ma quando penso alla mia città non riesco a darne un’unica definizione, perché Bologna non è una sola, e una Bologna tira l’altra, mostrando ad ogni occasione una sfaccettatura diversa e sorprendente. La città dotta, quella storica, la gastronomica, la sociale e molte ancora si fondono armoniosamente prendendo vita da uno dei centri storici più ampi e meglio conservati d’Europa. Tradizione e moderna vitalità si mescolano in un cocktail pronto ad offrire tutte le sue suggestioni a chiunque abbia voglia di scoprirle ed assaporarle.

di Debora Ferioli

Arrivare

In auto: il principale collegamento autostradale è la A1, l’Autostrada del Sole, che collega Bologna con Milano, Firenze e Roma, e la raccorda a Piacenza con la A21 Torino-Brescia, a Parma con la A15 Genova-La Spezia, a Modena con la A22 Brennero-Verona. Da Venezia-Padova si arriva direttamente a Bologna mediante la A13, e da Ancona, Rimini e Ravenna con la A14.
Tutte le uscite autostradali immettono sulla tangenziale, dalla quale si dipartono tutte le direzioni.
In treno: Bologna è il principale nodo ferroviario italiano e attraverso di esso passano tutte le più importanti linee nazionali e internazionali. Dalla stazione sono disponibili buoni servizi di trasporto pubblico verso tutti i quartieri della città, nonché per l’aeroporto. E’ presente un servizio taxi.
In aereo: L’Aeroporto Guglielmo Marconi è collegato con linee nazionali e internazionali alle principali città italiane ed europee, ed è comodamente raggiungibile con autobus e taxi. Dall’aeroporto l’aerobus ti collega alla città (ospedale Maggiore, via Ugo Bassi, Stazione). Partenze ogni 10 minuti, info 051 290290.

Muoversi

Bologna è una città a misura d’uomo e, se avrai l’accortezza di portare con te le tue scarpe più comode, potrai scoprire il meglio di questa bella città. La sua geometria è semplice: la pianta del centro è delimitata dai viali di circonvallazione, fittamente alberati, che coincidono con il perimetro delle mura cittadine terminate nel XIV secolo. Della cinta muraria restano ancora brevi tratti e diverse “porte” di accesso. Al centro di questo poligono c’è la piazza principale della città, piazza Maggiore, e da essa si dipartono le strade principale che immettono, appunto, sui viali tramite le porte. Per muoversi in città il mezzo migliore è l’autobus: orari e percorsi presso gli uffici dell’ATC in piazza Maggiore e alla stazione ferroviaria.

Per un’esperienza davvero fuori dal comune prova ad andare nel pallone: per tariffe che partono da 10 euro puoi salire su un aerostato di 33 metri altezza e 22 diametro, che porta 30 passeggeri e va a 150 metri (le Torri degli Asinelli sono a 96 metri). Si parte dai giardini Margherita. tel 051 6448856. Info su   www.aerophile.it

Dormire

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Mangiare

Bologna la “grassa” è conosciuta nel mondo per la sua cucina prelibata, una vera e propria arte, regno dei classici tortellini in brodo, di passatelli, di tutta la pasta all’uovo (tagliatelle in primis) da accompagnare con il ragù, senza dimenticare le lasagne verdi. Tra i secondi, primeggia il maiale, in forma di cotechino, zampone, costolette o braciole, o conservato nella produzione di mortadella, prosciutto, salame e ciccioli. Ravioli e torta di riso addolciscono il palato, mentre un buon bicchiere dei bianchi Trebbiano, Albana e Pignoletto, o dei rossi Lambrusco e Sangiovese allieta la compagnia.

Da Bertino
via Lame 55
tel 055 522230

Vera trattoriaccia di una volta, dove mangiano i bolognesi doc, gli operai con la tuta, gli intellettuali di sinistra. Vacci se ti piace il genere ruspante.

Antica Trattoria della Gigina
via Stendhal 1
tel 051 322300

Non proprio centrale e nemmeno trendy, ma la cucina è veracissima e la pasta fatta in casa è il fiore all’occhiello.

Antica Osteria Romagnola
via Rialto 13
tel 051263699

chiuso lunedì e martedì a mezzogiorno
Situato in un edificio d’epoca, l’ambiente è accogliente e il menù, a dispetto del nome, propone piatti legati alla tradizione locale (tra i dolci, da non perdere il caramello). Prezzo: 20-36 euro.

Antica Trattoria del Pontelungo
via Emilia Ponente 307
tel 051 382996

Trattoria con pluriennale tradizione familiare, offre una soddisfacente gastronomia di tradizione bolognese.

Battibecco
via Battibecco 4/b
tel 051 223298

In pieno centro, è uno dei locali più eleganti e raffinati della città, con piccola verandina estiva. Offre una cucina tradizionale di ottimo livello ma se decidi di assaggiare il menù di pesce non te ne pentirai (mazzancolle alla diavola con riso pilav e filetto di spigola alla battibecco, da urlo!). Il personale è estremamente cortese e ci si sente proprio coccolati. Prezzo: 50-80 euro.

Tamburini
via Caprarie 1
tel 055 234726

Nel luogo, centralissimo, dove la famiglia Bentivoglio portava i maiali alla macellazione (i ganci pendono ancora sopra la testa di chi mangia) ora si può fare un pranzo veloce ma sostanzioso e, di fianco, fare la spesa per la sera.

Da vedere

Il cuore di Bologna è piazza Maggiore, risalente al Duecento, delimitata da prestigiosi palazzi e chiese: palazzo Re Enzo (spesso sede di mostre ed esposizioni), palazzo del Podestà (capolavoro quattrocentesco dell’architetto Aristotele Fioravanti), il palazzo Comunale o palazzo d’Accursio, la basilica di S. Petronio con il suo portale del ‘400 ad opera di Iacopo della Quercia, il palazzo dei Banchi e il palazzo dei Notai. Di fronte a palazzo Re Enzo è posta la famosa fontana del Nettuno, realizzata nel 1564 da Giambologna secondo un andamento spiraliforme che porta il visitatore a girarle attorno per osservarla in tutta la sua potenza. Costeggiando S. Petronio, sotto il portico del Pavaglione, si accede al cinquecentesco palazzo dell’Archiginnasio, la prima sede stabile dell’Università di Bologna; in estate il suo cortile fa spesso da sfondo a spettacoli musicali, come molti altri cortili e chiostri bolognesi. All’interno del palazzo si trova la maggiore Biblioteca Comunale italiana, che raccoglie 600.000 volumi e migliaia di manoscritti, disegni e stampe. Di fianco all’Archiginnasio è situato il Museo Civico Archeologico, con importanti raccolte di reperti egizi, romani, villanoviani ed etruschi.

Le torri

Elemento “di spicco” dell’architettura bolognese sono le torri medievali, fiorite soprattutto nel ’200 (pare fossero un centinaio) quale segno di potenza e ricchezza delle famiglie bolognesi, ma anche luoghi di reclusione o vie di fuga in caso di pericolo. Oggi sono visibili circa 20 torri e le più famose sono la Asinelli, la più alta, e la Garisenda. La Asinelli, di circa 98 metri, fu eretta dall’omonima famiglia tra il 1109 ed il 1119; alla base, nel 1488, fu aggiunto il piccolo fortilizio che veniva usato anche come prigione provvisoria per i disturbatori notturni. Assai particolare è la torre dell’Arengo, sul palazzo del Podestà, raro esempio di torre senza fondamenta: infatti poggia tutta la sua mole sul voltone centrale del portico a croce che attraversa il palazzo.
Torri moderne sono invece quelle progettate dall’architetto giapponese Kenzo Tange, alla fine degli anni ’60, per ospitare il complesso della Fiera di Bologna, sede di un fitto calendario di esposizioni.

Le arti

Una via molto suggestiva, la preferita di Stendhal, è via Castiglione, che inizia in Piazza della Mercanzia con la medievale loggia dei Mercanti e si congiunge ai viali in prossimità dei giardini Margherita e della chiesa di Santa Maria del Baraccano. A metà della via si trova Santa Lucia, grandiosa basilica barocca, ora Aula Magna dell’Università e luogo di celebrazioni e spettacoli. L’Università ha sede a palazzo Poggi in via Zamboni e attorno ad essa ruota un’intensa attività culturale; al termine di via Zamboni si entra in via Belle Arti: al numero 56, nell’ex convento gesuita di S. Ignazio, è collocata la Pinacoteca Nazionale, con opere di Giotto, Raffaello, Perugino, Parmigianino, Carracci, Guido Reni, Guercino, Tiziano.

Le chiese

Dalla seconda metà del ‘200 fino al 1859, con alterne vicende, Bologna fu sottoposta al dominio papale, quindi non stupisce la presenza di oltre 200 tra chiese, oratori, santuari e conventi. Imperdibile è il complesso delle Sette Chiese, composto dalla chiesa del Crocifisso, da quella del Calvario o Santo Sepolcro, della Trinità e dei santi Vitale e Agricola, affacciate sulla Piazza Santo Stefano. Il Complesso risale al V secolo dopo Cristo ed è con emozione che si visita l’intreccio di cortili, chiostri, cappelle, cripte e sarcofagi, praticamente intatti. La Metropolitana, che è la cattedrale di Bologna dedicata a S. Pietro, affacciata sulla centralissima via dell’Indipendenza, mostra un’ardita facciata settecentesca con un campanile romanico a cuspide.
Su via Garibaldi si affaccia la basilica di San Domenico, con le tombe dei Glossatori (i commentatori delle opere giuridiche nei tempi più antichi dell’Università di Bologna), dipinti e affreschi di Reni, Carracci, Lippi e Guercino, e la nota Arca di San Domenico, scolpita tra gli altri anche da Nicolò da Bari (chiamato Nicolò dall’Arca proprio in seguito a quest’opera) e da Michelangelo. Dietro piazza Maggiore, su via Farini, è possibile visitare la chiesa di San Giovanni in Monte, del XIII sec. all’esterno e del XIV all’interno, con opere del Guercino e del Perugino. Sempre del Duecento, l’imponente chiesa di San Francesco dai due antichi campanili, affacciata su piazza Malpigli, è uno dei più antichi esemplari di chiesa romanico-gotica. Bologna poi vanta la chiesa di San Giacomo Maggiore, che si staglia su Piazza Rossini, alta espressione del Rinascimento bolognese, con l’oratorio di Santa Cecilia e oli e affreschi.

I portici

I suoi quasi 40 chilometri di portici fanno di Bologna la città più “porticata” del mondo. Severi – di origine medievale, ad arco acuto – del Trecento e Quattrocento, esili – del Rinascimento, sino ai più moderni, sono veri e propri monumenti da vivere, come i bolognesi sanno bene. Tutto il centro di Bologna è incorniciato dai portici, riparo dalla calura in estate e dalla pioggia in inverno, e diventano un privilegiato luogo di incontro o momento di passeggio. Uno dei più suggestivi (il più lungo del mondo) è quello di San Luca, che collega la città, da porta Saragozza, con il santuario della Madonna di San Luca: tre chilometri e mezzo di salita con un panorama mozzafiato di Bologna che ripaga ampiamente della fatica! Più raffinato è il portico dei Servi, in Strada Maggiore, che orna la trecentesca basilica di Santa Maria dei Servi, mentre al n. 19 si trova ancora intatto quello di Casa Isolani, esempio di abitazione duecentesca, con le tipiche “stilate” in legno. A Bologna i portici sono ovunque ed è sufficiente alzare gli occhi per scoprire fregi, capitelli, stemmi e decorazioni, testimonianze visibili della storia cittadina.

Shopping

MyDay
strada Maggiore 1/e
tel 051 260108

Se ti piace lo stile zingaresco, un po’ straccione e tanto new romantic, come va di moda adesso, qui ne trovi a volontà.

Pupa Straci
via Caprarie
tel 051 239881

Borsette deliziose vendute da una dolce signora con capelli d’argento. Tipo Mary Poppins.

Libreria per ragazzi Giannino Stoppani
via Rizzoli 1/f
tel 051 227337

La più famosa d’Italia in piazza San Petronio. La domenica mattina si leggono libri a ingresso libero.

Paolo Atti
via Caprarie 7
tel 051 220425

Dal 1880 questa bottega dei sapori e dei profumi è uno dei must dello shopping bolognese. Puoi anche tornare a casa senza un golfino alla moda, ma non senza un etto di tortellini. Qui ne trovi di ogni dimensione e ripieno, insieme a fantastico pane bolognese, che magari nemmeno sapevi essere una specialità.

Numeri utili

Aeroporto Guglielmo Marconi: 051 6479615
Informazioni ATC, trasporti comunali: 051 290290
Radiotaxi: 051 372727-534141
Ferrovie dello Stato: 1478/88088
Accoglienza turistica: Ufficio Informazioni IAT p.zza Maggiore 6 051 239660
c/o la stazione ferroviaria p.zza Medaglie d’Oro 051 246541
Guide Turistiche: 051 6487580
Polizia Municipale: 051 266626
Guardia Medica, Pronto Soccorso: 051 333333-505050
Aerobus (servizio di collegamento tra l’aeroporto e la città): corse ogni 15’ – 30’ dalle 5.30 alle 22.30

Bologna e’ raccontata da Debora Ferioli




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