Beachy Head

Una spiaggia ‘to die for’

 

Lo ammetto, ho un temperamento drammatico. Per questo mi piacciono i luoghi ‘forti’. Come Beachy Head, uno dei luoghi più belli dell’Inghilterra.
Se hai presente Cime Tempestose, con Heathcliff che cammina nella brughiera spazzata dal vento o la scena di Elizabeth The Great in cui Cate Blanchett avanza lungo una scogliera, vestita da regina ma con il vento che le scompiglia i capelli, be’, Beachy Head è quel genere di posto.

Un pianoro sopra una scogliera bianchissima, formatasi migliaia di anni fa quando nella zona pascolavano ancora i dinosauri. Affacciata sul canale della Manica, era una volta sommersa e i gusci dei crostacei, uniti a conchiglie e sassi, polverizzati dalle onde del mare si sono con i millenni trasformati nella pietra bianchissima (chalk) di cui è fatta la scogliera.

Beachy Head

La scogliera è alta 165 metri e quasi perennemente spazzata dal vento. In alcuni punti è a completo strapiombo su un mare spesso agitato ma comunque bellissimo. Si cammina lungo tutta la sua lunghezza, si oltrepassa il faro, si arriva a una torretta un tempo faro anche questo) chiamata Belle Tout e costruita nel 1832 e trasformata, dopo 70 anni di onorato servizio, prima in residenza privata di Sir James Purves-Stewart (che amava ospitare gli amici, tra cui Re Giorgio V e la Regina Mary), poi in set per film e documentari da parte della BBC che lo aveva acquistato di proposito, infine in piccolo b&b con quattro camere.

Belle Tout a Beachy Head

Fin qui, tutto bene. Un luogo visitato da viaggiatori e camminatori di tutto il mondo. Ma anche il luogo preferito dai suicidi, che si contano, purtroppo, a decine.
Ora, non ho mai avuto questo genere di tendenze ma se proprio dovessi scegliere un posto per porre fine ai miei giorni lo vorrei grandioso, e Beachy Head lo è.
Ok, non si scherza su questo argomento. E non ci scherza affatto il cappellano che, con la sua squadra di volontari, pattuglia la zona 24/7, con due o tre jeep e tanta buona volontà nonostante il taglio dei fondi.

Beachy Head Chaplaincy

Ho provato ad avvicinarli, per intervistarli e sapere qualcosa di più del loro lavoro. Ma hanno la bocca stra-cucita. Ogni volta che parlano, mi hanno detto, il numero dei suicidi aumenta, quindi no comment fino a nuovo ordine.

Beachy Head

Loro pattugliano, la gente passeggia e nonostante tutto qualcuno si butta.
Sul sito della Chaplaincy è stato pubblicato fino a poche settimane fa il resoconto delle persone ‘salvate’. Nella settimana di maggio che va dal 4 al 10 sono state effettuate ben 20 ricerche e la bellezza di 12 persone sono risultate ‘despondent’, prone cioè alla depressione e possibili suicidi.
Ma anche su questo, adesso, preferiscono sorvolare e lasciare che il luogo parli solo della sua maestosità.

 




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