Bath, a nord ovest di Londra, a circa due ore di guida dalla capitale, è forse la città più bella dell’Inghilterra e non sto esagerando.
È veramente bella, con quel centro storico così antico, tutto bin color tortora per via della pietra usata per gli edifici, le terme romane, le sale da tè che fanno tanto Jane Austen (e poi ne parleremo), le terme moderne nelle quali stare in ammollo un pomeriggio…
Dicevamo quindi che Bath è bella. Ma adesso devo anche dire quello che non mi è piaciuto. Il centro storico, pur bellissimo, non ha negozi indipendenti. Tutti i negozi che ho visto sono catene che posso trovare anche dietro casa mia. E lo so che questa è una tendenza di tutte le città, ma nondimeno mi rattrista. Inoltre le Terme Romane e le Terme moderne sono carissime. Per visitare le prime servono £28, per entrare nelle seconde e passarci un paio di ore £44. Per non parlare di massaggi o trattamenti, dove lasci oltre £100.
Ma torniamo a noi. E cominciamo dalle Terme moderne. L’acqua termale, quindi calda, scorre dai tempi dei romani, appunto. Ti puoi immergere nella piscina al chiuso ma soprattutto ti consiglio di andare in quella sul tetto, all’aperto con vista sui tetti della città. L’acqua è calda e si sta benissimo. Poi ci sono le docce calda e fredda, la sauna, due bagni di vapore. Il cellulare ti viene sequestrato all’ingresso e quindi non posso farti vedere come si sta, ma si sta da dio, te lo assicuro.
Le Terme Romane, invece, sono non per immergersi ma per imparare cosa hanno scoperto e costruito i nostri antenati in UK. Trovata l’acqua termale, che scorre in grandi quantità fino dai tempi loro, ci hanno costruito intorno un ambaradan come loro sanno fare, per le abluzioni, il caldo e il freddo, gli uomini e le donne, la ginnastica. Il tutto ornato di statue belle e a volte bellissime.
Come gli inglesi sanno fare, le terme sono corredate di spiegazioni e addirittura di oleogrammi che fanno vedere come uomini e donne vestivano (o non vestivano) quando andavano alle terme.
Le terme romane sono collegate alla Pump Room, una sala da tè perfettamente in stile Jane Austen. Siediti a bere un caffè o un tè o quello che vuoi. Nonostante la fama, qui i prezzi sono in linea con il resto del Paese.
Jane Austen, si diceva. Bath ne ha fatto la sua eroina: c’è un Jane Austen Centre, nel quale adorabili studentesse vestite con abiti georgiani ti raccontano la storia della scrittrice, un negozio nel quale comprare qualche memorabilia e una stanza in cui gli abiti georgiani puoi anche indossarli e farti un selfie. Insomma, un po’ una pacchianata, ma divertente. Sta di fatto che Jane Austen a Bath ci ha vissuto per solo un paio di anni e nemmeno le è tanto piaciuta. Preferiva la campagna silenziosa e solitaria da cui proveniva. Quindi tanto rumore per nulla.
Ma i cittadini di Bath sono così fieri della loro scrittrice che organizzano tutti gli anni un Jane Austen Festival a quanto pare molto frequentato, in cui uomini e donne si vestono con abiti regency, sorgeggiano tè, fanno pic nic, ballano quei balli un po’ ridicoli che vediamo nei film in costume. Quest’anno il festival inizierà l’11 settembre. Preparati per tempo.
Il luogo più iconico di Bath è il Royal Crescent, costituito da 30 case attaccate l’una all’altra, l’esempio più limpido di architettura georgiana, ora hotel bello e caro. Se non puoi permetterti di dormire una notte lì, vai almeno a berci un caffè.
Per qualcosa di meno caro ci sono due pub storici: il Salamander e The Raven, entrambi con un’atmosfera molto piacevole.


