Quando visitiamo una città, spesso alziamo lo sguardo verso i monumenti più celebri. Ma se provassimo, invece, a guardarla come farebbe un bambino? A soffermarci sui dettagli, a toccare i materiali, a osservare il disegno delle strade, le forme delle piazze, perfino le mattonelle sotto i nostri piedi?
È da questa semplice rivoluzione dello sguardo che nasce Arquiniños, un progetto educativo di Barcellona che utilizza l’architettura come strumento per leggere, comprendere e vivere la città in modo più consapevole.
Fondato da Nuria Rello Rosanas e Tamara Ianowski, Arquiniños propone laboratori e percorsi esperienziali che aiutano bambine e bambini a scoprire lo spazio urbano attraverso il gioco, la creatività e l’osservazione. Ma il loro metodo ha molto da insegnare anche agli adulti. Per chi ama viaggiare, infatti, significa imparare ad andare oltre la lista delle attrazioni imperdibili per entrare davvero in relazione con un luogo, lasciandosi guidare dalla curiosità e dai sensi.
Barcellona, con la sua straordinaria tradizione architettonica e il recente riconoscimento di Città mondiale del Design, diventa così un laboratorio a cielo aperto, dove ogni quartiere racconta una storia e ogni passeggiata può trasformarsi in un’esperienza di scoperta.
Abbiamo intervistato Nuria Rello Rosanas e Tamara Ianowskimper capire come è nato Arquiniños e perché il loro approccio può ispirare non solo le famiglie con bambini, ma anche le donne che viaggiano da sole o con altre persone e desiderano conoscere le città con uno sguardo più lento, più attento e, in fondo, più libero.
Come vi è venuta l’idea e qual è stata l’ispirazione per un progetto che combina educazione, creatività e città per i più piccoli?
Arquiniños nasce a Buenos Aires nell’anno 2024, quando mio figlio Gael (di Nuria), che allora aveva 4 anni, mi chiese cosa facessero gli architetti. Da lì ho iniziato a cercare modi per spiegare a un bambino il mio lavoro in una forma giocosa e ho iniziato a trovare molte offerte nel mondo dell’architettura per bambine e bambini. Ho realizzato il primo laboratorio nella scuola di Gael e ho scoperto che l’architettura era un ponte meraviglioso per parlare di temi che andassero oltre il patrimonio delle costruzioni.
Nel 2019 sono andata a Barcellona per studiare Mediazione Artistica e approfondire il rapporto tra architettura e infanzia. È lì che ho conosciuto Nuria e insieme ci siamo imbarcate in questa incredibile avventura che unisce educazione, creatività e nuovi modi di pensare la città a partire dallo sguardo dei bambini.
A quale fascia d’età si rivolge Arquiniños?
In generale, le attività di Arquiniños sono pensate come laboratori extra scolastici che si svolgono durante tutto l’anno scolastico e sono destinati a bambine e bambini dai 6 ai 12 anni. Occasionalmente organizziamo anche laboratori con contenuti rielaborati e specifici per accogliere un pubblico di adolescenti.
Barcellona è stata recentemente nominata Città internazionale del Design. Pensate che sia un riconoscimento meritato? Perché?
Barcellona è una città straordinaria, perché custodisce molti degli stili e dei linguaggi artistici che hanno segnato la storia dell’umanità. Per questo motivo, ma anche grazie alla sua posizione geografica, al suo carattere cosmopolita, al clima e forse a una combinazione di tutti questi fattori, ha attratto architetti, artisti e designer che hanno sviluppato qui la loro creatività.
Basta passeggiare per le sue strade e osservare il terreno per capire che il design comincia già sotto i nostri piedi, nelle celebri mattonelle di panot che caratterizzano i marciapiedi della città.
Molte donne viaggiano, anche con i figli, alla ricerca di esperienze autentiche e di un legame più profondo con i luoghi. Che cosa può insegnare Arquiniños a una viaggiatrice adulta sul modo di osservare una città e la sua architettura?
Arquiniños propone una serie di attività per famiglie pensate proprio per scoprire ed esplorare gli spazi e gli edifici di Barcellona da una prospettiva diversa. Uno sguardo che va oltre l’aspetto puramente visivo, che si concentra sui dettagli, sulle sensazioni e invita a riattivare l’immaginazione, tornando in qualche modo a guardare il mondo con gli occhi di un bambino.
Proponiamo un modo di avvicinarsi all’architettura attraverso il gioco e la sperimentazione, che non cerca di offrire risposte definitive, ma di aprire nuove domande e nuovi modi di relazionarsi con lo spazio costruito, partendo dalle emozioni che esso suscita.
Se doveste consigliare un luogo della vostra città che rappresenti lo spirito di Arquiniños, quale scegliereste e perché? Quale storia racconta quel luogo?
È davvero difficile scegliere un solo angolo della nostra meravigliosa città!
Una passeggiata sulla spiaggia a piedi nudi, sentendo le onde e osservando il litorale e il modo in cui si è trasformato nel corso della storia.
Oppure salire con la funicolare sul monte Tibidabo e ammirare la città dall’alto, con lo sguardo di un uccello in volo, magari a bordo del celebre aeroplano, una delle attrazioni più antiche del parco.
Ma anche camminare senza una meta precisa per qualsiasi quartiere di Barcellona, prestando attenzione al suolo che calpestiamo: ogni mattonella della città racchiude una storia affascinante. E se alziamo lo sguardo, scopriamo i balconi, l’urbanistica, il verde, la cultura: ogni dettaglio contribuisce a rendere l’esperienza di Barcellona unica e straordinaria.
