Con una grande mostra a Milano, uno degli artisti contemporanei più conosciuti al mondo rende omaggio alle donne e ai loro talenti, sottaciuti e osteggiati per secoli. A ottant’anni, Anselm Kiefer ha creato, per quella stessa sala delle Cariatidi a Palazzo Reale che rinacque dopo la distruzione dei bombardamenti ospitando nel 1953 la Guernica di Picasso, un ciclo pittorico di 42 grandissimi dipinti dedicati alle Alchimiste. Sono quelle donne che, a partire dall’antichità e poi durante il Medio Evo e fino all’età moderna, hanno contribuito alla nascita della scienza con i loro esperimenti quasi mai riconosciuti, sempre osteggiati, a volte finendo sul rogo o in ogni caso pagando con la vita il loro coraggio e la loro intelligenza. Kiefer in persona ha presentato a Palazzo Reale le sue opere rifiutando con una battuta l’etichetta di “mostra femminista”, ma riconoscendo che i nuovi altissimi teleri sono in continuità con altri suoi cicli dedicati alle figure femminili: le donne della Rivoluzione, le Regine di Francia, le donne dell’antichità e le Trümmerfrauen, quelle “donne delle macerie” che alla fine della Seconda guerra mondiale si sono rimboccate le maniche per sgomberare le città tedesche bombardate e permetterne la ricostruzione.

Un'opera di Anselm Kiefer in mostra a Palazzo Reale, Milano

Quando c’è di mezzo Kiefer c’è solo da ammirare

Si tratta in tutti i casi di figure femminili eroiche, accomunate però troppo spesso da un destino tragico. Ma in questo caso, l’artista si è soffermato sulla centralità del sapere: queste donne non sono solo vittime, simboli, allegorie, ma soggetti attivi della conoscenza.  Come per le altre sue mostre, Kiefer ha spiegato di avere riprodotto nel suo atelier di Croissy, vicino a Parigi, l’esatto contesto in cui avrebbe esposti i dipinti “a paravento”, che quindi ora dialogano con i grandi specchi della sala delle Cariatidi, “integrando i rispettivi ruoli e assolvendo la funzione di giocare fra ciò che è nascosto e ciò che è svelato”, secondo l’artista. Ma l’interazione è anche con quel che resta delle Cariatidi, 40 statue settecentesche che rappresentano le antiche donne di Carai, città del Peloponneso, che servivano a reggere una balaustra andata distrutta, mutilate e deturpate dalle bombe del 1943 ma conservate a custodire la memoria di un passato fastoso che la guerra non ha potuto annullare. Quelle raccontate nei grandi dipinti dorati di Kiefer sono invece “donne che raccolgono piante per preparazioni alchemiche; sovrane che praticano l’alchimia o, per risanare le finanze dello Stato, tentano la trasmutazione dei metalli; studiose che seguono gli insegnamenti di Paracelso; erudite i cui contributi restano manoscritti”, scrive nel catalogo la storica della scienza Natacha Fabbri. Da Maria la profetessa a Cleopatra l’alchimista e Teosebia, da Caterina Sforza a Cristina di Svezia, da Anne Marie von Ziegler a Mary Anne Atwood: scelte dall’artista fra le numerose alchimiste della storia perché “le loro biografie mi hanno particolarmente colpito” ma, secondo Kiefer, “sta all’osservatore trovare il nesso fra la loro vita e l’opera con cui ho deciso di rappresentarle”.

Un'opera di Anselm Kiefer in mostra a Palazzo Reale, Milano