Da dove comincio a parlare di una città che un tempo era ricca e famosa e ora è stracciona? Alexandria ha perso molto del suo smalto. È la città che ha dato i natali ad Alessandro Magno (e ne troverai statue e immagini ovunque) e a Cleopatra (che, ho scoperto, era Cleopatra VII, quindi ce ne sono state molte altre) ma della sua grandezza non è. he resti molto.

Ha un bel lungomare, chiamato Corniche, che porta a una delle attrattive della città, il Fort Qaitbay, rimaneggiato recentemente ma da visitare.

 

Alla fine della Corniche, oltre al Forte, trovi la parte se vogliamo più turistica e te ne accorgi dalle bancarelle che vendono conchiglie, collanine a altro per i turisti. È qui che si trova uno dei pochi ristoranti per stranieri, dove quindi puoi trovare alcool. Si chiama Arous El Bar ed è un ristorante di pesce greco, dove scegli tu stessa il pesce freschissimo che ti viene cucinato in modo semplice, dopo che ti sei mangiata un piatto di insalata greca o di tzatziki per aspettare. Goditi il bicchiere di vino bianco freddo o di birra, perché sarà forse l’unico che troverai. Nel resto dei bar di Alexandria ti tocca la bottiglietta d’acqua, un bicchiere di karkadé (sciroppo rosso e dolce) o uno di limone e menta, che sarà pure buono ma non vorremo mica paragonare, no?

Peccato, perchè i bar di Alexandria sono luoghi piacevoli da frequentare e sempre abbastanza affollati a tutte le ore. Si usa mettere una fila di sedie, spaiate per lo più, lungo la strada in modo che la gente si fermi anche a lungo a guardare la vita scorrere. Il fatto che lo si debba fare con una bottiglietta d’acqua non gasata davanti rende il tutto un po’ più triste. Ma è così. In Egitto l’alcool è bandito. Lo si trova solo in alcuni ristoranti frequentati dai turisti. Pochi.

Un caffè ad Alexandria

La cosa comunque per cui vale la pena vedere Alexandria è la biblioteca alessandrina. In origine fu il polo culturale più famoso al mondo. Costruita nel III secolo a.C. venne distrutta probabilmente quattro volte, da incendi, attacchi, decreti e per opera degli arabi l’ultima volta.

Biblioteca alessandrina

Non è la più antica del mondo (lo è quella di Verona) né la più grande (lo è quella di Washington), ma forse la più bella e comoleta. Inaugurata nel 2002, è stata disegnata da un pool di architetti norvegesi, vincitori del concorso. La struttura esterna riporta scritte in 80 lingue, non tutte praticate nel mondo contemporaneo. Il tetto, digradante verso il mare, ha delle aperture a forma di occhi con tanto di ciglia che fanno sì che la luce all’interno non sia mai così forte da disturbare la lettura.

Si possono consultare millemila volumi in altrettante lingue e si possono visitare i musei che ci sono all’interno, piacevoli: quello sulla storia della città, quello sulla storia di Anwar El Sadat, il presidente amato e assassinato da un militare fondamentalista il 6 ottobre 1981 durante una parata (e la cui divisa, che indossava in quel momento, con tanto di macchie di sangue, è uno degli oggetti in esposizione).

La biblioteca alessandrina è senza dubbio la principale attrattiva di Alexandria (il tour con la guida è compreso nel biglietto, quindi vale la pena farlo), ma non l’unica. Oltre al Forte, e lo metterei al secondo posto per come è allestito, c’è il Museo Greco-Romano, nell’unica zona della città in cui i palazzi non cadano a pezzi.

Una testa al Museo Greco Romano di Alessandria

Di musei ne ho visitati tanti ma di così ben allestiti, pochi. Non c’è una sala che non ti lasci piena di meraviglia. I manufatti sono quelli che puoi aspettarti dal nome, statue greche e statue romane, ma il tutto così bel posizionato, con le luci giuste e i colori giusti, che finisci per meravigliarti anche davanti alla bacheca delle monete (che altrimenti passerei). Il museo ha avuto nel suo passato ben tre direttori italiani. Che voglia dire qualcosa?

Alexandria conta anche un Museo Nazionale, diviso in tre: manufatti dell’epoca dei faraoni, manufatti greci e romani, periodo arabo e copto. Facci un giro, ma l’aria è molto più dimessa. Comunque è qui che ho imparato che di Cleopatre ce ne sono state almeno sette, mica solo la “nostra”.

Una statua del periodo dei faraoni ad Alexandria

Alexandria ha anche un altro luogo degno di visita. Sono le catacombe di Kom El Shofaqa, poco frequentate ma con dei mosaici e dei dipinti di grande impatto, considerate una delle sette meraviglie del medioevo. Alcune statue hanno acconciature e abiti risalenti al periodo romano ma posture e stile egiziani. Le catacombe sono state scoperte nel 1900 quando un asinello è caduto accidentalmente in un buco, che poi era l’entrata alle catacombe stesse.

Catacombe di Kom El Shoqafa

Infine vale la pena dare un’occhiata alla Moschea di Abu Al Abbas Al Mursi, che è bellissima. Quando ci sono andata mi hanno lasciato entrare a patto che mi coprissi la testa. Ovviamente non si entra il venerdì.

Moschea di Alexandria

 

Per il resto è una città molto povera, dove per strada trovi le pecore nel recinto e i palazzi scrostati.

Palazzo di Alexandria

 

Se vuoi andare al mare (e puoi) devi cercare la spiaggia frequentata (per modo di dire) dai turisti. Si chiama Montaza beach e dicono che sia frequentata da chounque. Io ero l’unica in costume. Tutte le altre donne erano coperte dalla testa ai piedi, a volte volto compreso. Quindi fai tu.

Manichini alla finestra