Se l’autunno londinese comincia a farvi venire voglia di pile e tè bollente, ho una buona notizia: da venerdì 2 ottobre il sole e la luce del Mediterraneo si trasferiscono alla Royal Academy of Arts. La mostra Painting the French Riviera resta a Burlington House, a Piccadilly, fino al 31 gennaio 2027. Un invito perfetto per chi, come noi, ha da sempre un debole per la Costa Azzurra.
Non aspettatevi però la solita cartolina di ombrelloni e yacht. Qui il viaggio parte dagli anni Settanta dell’Ottocento e arriva fino agli anni Sessanta del Novecento: quasi novant’anni di arte moderna nata sulla costa mediterranea francese. La Riviera, insomma, come un vero laboratorio creativo. Tra l’altro il termine Costa Azzurra, si impara alla mostra, venne coniato nel 1887 dallo scrittore Stéphen Liégard.
Il racconto comincia con Cézanne, tra i primi a sperimentare in queste terre, e poi con Renoir e Berthe Morisot, che lo seguono verso sud. E poi Monet, che ad Antibes si innamora di una luce così limpida da fargli dire, più o meno, di sentirsi immerso nell’aria blu. Da quella magia nascono le sue serie, tra cui il celebre Mattino ad Antibes. Quando si dice che un posto ti cambia il modo di guardare…
Il viaggio prosegue con i neoimpressionisti Signac, Cross e van Rysselberghe, che con i puntini di colore inseguono il luccichio del mare. Poi arrivano Bonnard, Matisse, Picasso, Braque, Dufy, Derain. Fino a Yves Klein, con il suo blu così intenso da avere un nome tutto suo. Tra Marsiglia, L’Estaque, Antibes, Saint-Tropez, Nizza, Cagnes-sur-Mer e Le Cannet, il Sud della Francia diventa il posto dove colore e forma si reinventano.
Si viaggia (anche) per sognare
Il bello è che la mostra non si limita ai quadri. Ci sono anche sculture, film e manifesti da viaggio d’epoca. E qui, lo confesso, mi brillano gli occhi: perché racconta come la Riviera sia diventata, passo dopo passo, una meta da sogno, con il desiderio di sole, l’arrivo del turismo moderno e l’immaginario del cinema che si intrecciano ai capolavori. Un po’ come succede a noi: prima si sogna, poi si parte.
Sul numero delle opere, le fonti non sono tutte d’accordo: si parla di oltre 120 lavori, e qualcuno arriva a 160. Una cosa è certa: la mostra è ricca. Nasce da una collaborazione tra il Royal Academy e il Cleveland Museum of Art, dove poi approderà dal 14 marzo all’11 luglio 2027. Quindi, se siete a Londra, questa è l’occasione giusta.
E c’è un’idea carina anche fuori dalle sale. Per tutto ottobre, tra Piccadilly, Jermyn Street e Mayfair, Art of London porta tre opere della mostra in versione gigante: si può entrare “dentro” il quadro, tra colori, suoni e profumi, da Dufy a Derain fino al blu di Klein. È gratuito e perfetto per una foto da condividere. Un aperitivo di Riviera, prima di entrare a vedere l’originale.
Il mio consiglio da viaggiatrice? Andateci con calma, magari in un pomeriggio grigio, di quelli in cui Londra sembra fatta apposta per rifugiarsi in un museo. Poi concedetevi un tè (o un calice di rosé, meglio) nei dintorni di Piccadilly, e lasciate che quel blu vi accompagni a casa. Non perdete, per nessun motivo, lo shop del museo: c’è tutta la Costa Azzurra, con i colori e i sapori.
E se volete in ripassino delle cose da leggere ambientate in Costa Azzurra c’è anche quello, da Bonjour Tristesse di Francoise Sagan a Tender is the night di Scott Fitzgerald.
Perché a volte per partire non serve un biglietto aereo: basta un quadro giusto.
Info utili: Royal Academy of Arts, Burlington House, Piccadilly, Londra. Dal 2 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. Orari e biglietti su royalacademy.org.uk.


