Piano piano ma con grande decisione anche le artiste si fanno spazio nel panorama delle arti visive e così in autunno, tra le mostre di tre giganti della pittura, Roma ospiterà alcune chicche di quattro pittrici e fotografe che non si possono assolutamente perdere. Per chi è previdente/scalpitante come me l’estate non è solo il momento per scappare in vacanza, ma anche quello per progettare già le piccole fughe d’autunno. E dunque non si può prescindere da una tappa a Roma da ottobre in poi perché sono in programma tre mostre che fanno luce su tre artisti eretici che a distanza di secoli l’uno dall’altro hanno cambiato il linguaggio e l’immagine: Pontormo, Kandinsky e Keith Haring. Fiorentino cinquecentesco il primo, russo cosmopolita a cavallo tra Otto e Novecento il secondo, newyorkese novecentesco il terzo. Tutti frequentatori delle capitali mondiali della cultura della loro epoca: Firenze, Monaco, Berlino, Parigi, New York. Unendo le tre mostre si può fare un giro del mondo dei vertici della storia dell’arte.
Donne artiste
E poi ci sono loro, meno glamour ma ormai star a tutti gli effetti, quattro donne che hanno ormai conquistato un ruolo di primo piano nel panorama delle arti visive e non solo. C’è l’italianissima Marinella Senatore che la GNAM ha nominato artista dell’anno per il 2026 e che fino al 31 dicembre ha una sala dedicata con 40 opere in mostra, incontri e performance collettive. Disegni, collage, arazzi, installazioni luminose sono la grammatica con cui l’artista campana fa dialogare la riflessione estetica individuale con la costruzione di una comunità.
La svizzera Miriam Cahn ha rappresentato e rappresenta nelle sue room installation il corpo femminile, l’orrore della guerra, l’eros come gesto di resistenza (“Ciò che mi guarda”, al Macro, fino al 15 novembre) tra pastelli, carboncino, acquarelli.
La vita che diventa arte, meglio se con uno scatto in bianco e nero, è il leit motiv dell’opera della fotografa e artista concettuale francese Sophie Calle, che con Matrimoni, rotture e funerali inclusi racconta e si racconta sempre attenta al rapporto tra presenza e assenza, desiderio e distanza (al Maxxi dal 16 ottobre al 7 febbraio).
Portia Zvavahera, che ha rappresentato lo Zimbabwe alla Biennale di Venezia più di dieci anni fa e da allora ha esposto a Parigi, New York, Londra, Berlino. Con Like a flower we fade alla Fondazione Memmo fino al 1 novembre Zvavahera prosegue il suo percorso di uso espressivo del colore per trasfigurare le esperienze autobiografiche in riflessioni spirituali, attraverso una installazione site specific nata da un periodo di residenza romana. Ragazze, preparate la valigia, a ottobre Roma sarà meravigliosa per noi.
(Ps. Keith Haring lo trovate dal 6 ottobre al 11 aprile 2027 al museo di Roma di palazzo Braschi, Vassily Kandinsky a palazzo Bonaparte dal 15 settembre al 14 febbraio 2027, Pontormo alle Scuderie del Quirinale dal 9 ottobre al 7 febbraio).
