Margate, un luogo per rinascere

Cosa avrà mai Margate, città del sud-est dell’Inghilterra, per attirare improvvisamente gli hipster londinesi in cerca di un cambio di vita? Passata attraverso diverse fasi – resort sul mare per i ricchi londinesi e buen retiro degli intellettuali, poi decaduta, da qualche anno ha visto l’arrivo di creativi e hipster, che in una Londra sempre più assediata dai grattacieli e dai ricchi mediorientali, non riescono a sopravvivere dignitosamente.

A Margate è stata inventata una macchina trainata da cavalli per entrare in acqua e fare thalassoterapia senza doversi spogliare in pubblico, una cosa che ai vittoriani proprio non piaceva. A Margate c’erano (e qualcuna c’è ancora) piscine naturali che si riempiono con la marea. A Margate Turner tornava spesso per dipingere le sue marine (e vedere la sua amante). A Margate T.S. Eliot ha scritto ‘The Waste Land’, il suo poema più famoso (e uno dei più importanti della letteratura inglese). Gli inglesi ci andavano in vacanza, sdraiandosi sulle spiagge bellissime e freddine (ma tanto sono inglesi, non ci fanno caso).

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Un vecchio manifesto pubblicitario

Poi sono arrivate le low-cost e con loro la rovina. Perché famigliole britanniche avrebbero dovuto continuare a fare le vacanze in un mare freddo quando, per lo stesso prezzo, potevano sdraiarsi in una spiaggia spagnola con un bicchiere di sangria in mano?

Margate è caduta in disgrazia, gli hotel sono rimasti tristemente vuoti, monumenti spettrali a tempi più gloriosi ma purtroppo lontani. Il governo inglese pensa allora di destinarli a scopi sociali: ci sono un sacco di ex-detenuti, casi sociali, persone sotto la soglia di povertà che il welfare britannico deve aiutare. Perché non dare loro un alloggio gratuito sulla costa, che magari anche l’umore migliora alla vista del mare? I proprietari di hotel apprezzano: tra restare vuoti e ospitare persone poco desiderate la seconda soluzione è sicuramente più conveniente. E le strade di Margate si riempiono di gente che vaga senza meta, sguardo perso nel vuoto, lattina di birra in mano e assegno di sussistenza in tasca. Non un bello spettacolo, per una città un tempo famosa per avere ‘spiagge più belle d’Inghilterra’ e i cui cieli (e cito Turner) sono tra i più belli d’Europa.

Ma di nuovo ci pensa il governo. Quell’angolo d’Inghilterra proiettato nel mare che rientra sotto il nome di Thanet, e comprende anche Broadstairs e Ramsgate, ha bisogno di una sostanziale rinascita. E invece di costruire un grattacielo, un centro commerciale o che so io, apre una galleria d’arte contemporanea, la Turner Contemporary. Chapeau. La cultura ci salverà.

Vi sembra un passo azzardato? Be’, funziona alla grande. Perché a Margate cominciano ad arrivare artisti, creativi, gente dei media. Aprono piccole gallerie d’arte, collettivi di persone che si uniscono per dividere spazi di lavoro, qualche ristorante, negozietti di roba vintage, tutto quell’indotto che piace tanto agli hipster. Londra, un’ora e venti di treno grazie a un nuovo collegamento, è diventata carissima, non vale la pena pagare affitti esorbitanti a dei landlord al limite dello strozzinaggio. E poi, vuoi mettere svegliarsi la mattina con lo stridio dei gabbiani e il cielo striato di rosa?

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La spiaggia di Margate all’alba

Margate è cambiata e continua la sua risalita. Gli hipster continuano a fare commuting con Londra un paio di giorni alla settimana, e il resto del tempo lo passano a Margate, creando comunità varie e interessanti. Si creano i gruppi di Facebook di mutuo soccorso: chi cerca un posto per creare un knitting club  (sferruzzare è una attività molto hipster), chi riunisce amici e vicini per ripulire la strada sulla spiaggia, chi crea un movimento per il restauro dell’ascensore che portava alla spiagga. Ci sono ancora le zone cosí cosí, dall’aria delabré (anche questa molto hipster) che aggiungono, e non tolgono, al fascino del luogo.

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Una vecchia banchina d’autobus a Margate

Gli hipster fanno commuting due giorni alla settimana. Per il resto vivono a Margate e creano comunità varie e interessanti.

Esiste un giornale, The Margate Mercury, che informa sulla vita locale. La Turner Contemporary organizza mostre frequentatissime e ingaggia la popolazione nella loro curatela. Tracey Emin, che è nata a Margate, sta pensando di spostare qui il proprio studio. Jonathan Viner, uno dei galleristi più influenti della piazza londinese, sta per aprire uno spazio anche qui.

Potrei continuare, ma dato che non mi paga l’ente del turismo del Thanet, la chiudo qui. A Margate ci si passano giorni leggeri, il rumore del mare e quello dei gabbiani, il kelpun tipo di alga – ributtato sulla spiaggia dalla marea (e che finisce nella preparazione di piatti gustosi e nei cosmetici).

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La spiaggia di Botany Bay, Kent

A due passi c’è Botany Bay, una delle spiagge più belle d’Inghilterra ma mi spingo a dire d’Europa. Turner aveva ragione a venire qui a trovare ispirazione. E di emozioni era uno che se ne intendeva.

Se vuoi sapere cosa fare a Margate, clicca qui.

 

 




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