Guida alla Mauritania, oltre la porta del deserto

Caldo torrido, soffocante, disumano. Sabbia dappertutto: negli occhi, tra i denti, nei vestiti e nel cibo. Scorpioni, scarafaggi, capre. E lo sguardo liquido dei cammelli, che ti guardano come a dire “Ma chi te l’ha fatto fare?”. Il deserto è una fatica immane, una sudataccia, un supplizio, quasi. Eppure, per migliaia di appassionati, la parte mauritana delil_sud_della_mauritania_300 Sahara è una vera ossessione, un luogo magico dove trovare una Coca ghiacciata può diventare un’esperienza quasi mistica e il bar del campeggio si trasforma in un crocevia di storie di viaggi, un po’ vere e un po’inventate, che non ci si stanca mai di ascoltare e raccontare. E, dopo la sabbia, le biblioteche islamiche scampate al deserto, le carovane e i dromedari, si può sempre fare un salto in spiaggia lungo la costa atlantica, oppure sbirciare il primo verde dell’Africa subsahariana tra i pascoli e gli arbusti del Sahel.

Warning: a onor del vero, occorre dire che in Mauritania di donne che viaggiano sole se ne vedono proprio pochine. Questo non significa che i pericoli siano maggiori che altrove. Significa solo che se si è in più d’una è meglio e che è indispensabile, imprescindibile, essenziale parlare francese, organizzarsi bene e fare attenzione.

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